RECENSIONI, STORIA|1 giugno 2017 18:30

Lettere di un prigioniero italiano in Urss

Il carteggio di Elio Foresi, capitano fiorentino morto durante la seconda guerra mondiale, è al centro di Dalle rive dell’Arno ai ghiacci del Don, edito da LoGisma. Un libro di Marcello de Angelis Foresi che riporta le grandi vicende storiche nelle vicissitudini umane del singolo

Enrico Reginato, ufficiale medico del battaglione Val Cismon, parlando dell’epidemia di tifo petecchiale che colpì gli “ospiti” del campo di Oranki, in Russia, scrive nel suo libro 12 anni di prigionia nell’Urss (edito da Canova): «Morirono in quei giorni [febbraio 1943, ndr] il capitano Pasquali e il tenente Foresi di Firenze».

12-dalle-rive-dellarnoMa chi è esattamente l’ufficiale fiorentino di cui parla Reginato? Si tratta di Elio Foresi, le cui lettere escono dall’ombra grazie alla raccolta, fresca di stampa, Dalle rive dell’Arno ai ghiacci del Don. Lettere di Elio Foresi, fiorentino, socio della Canottieri “Firenze” e alpino della “Julia” (LoGisma, pp. 208, € 13,00), curata da Marcello de Angelis Foresi, musicologo e docente universitario, tra i fondatori del Dams di Bologna. Il quale ha deciso di far rivivere la figura dello zio grazie alla corrispondenza inviata ai familiari dai tempi della Scuola allievi ufficiali di Milano fino al termine della campagna di Russia. Scelta felice, perché, leggendo le lettere e le cartoline di Foresi, ci si immerge in un passato che ritrova i colori del presente, trasportando il lettore nella vita di un giovane che affronta nel corso degli anni le varie tappe degli obblighi di leva.

Si va dalle «scocciature della vita militare, come l’avere i sergenti sempre alle calcagna», che caratterizzano i mesi trascorsi alla Scuola allievi ufficiali di complemento del capoluogo lombardo, alla gioia delle escursioni nei quaranta giorni trascorsi a Edolo, che rafforzano il suo amore per le montagne. Dopo la laurea in Scienze agrarie e la specializzazione in Enologia, il giovane e atletico ufficiale (gloria del canottaggio fiorentino, come si legge nel bel capitolo curato da Giovanna Lori) viene richiamato alle armi in occasione della campagna di Grecia.

12-prigionieri-italiani-russiaTerminate le attività propriamente belliche, gli alpini del Val Cismon possono concedersi anche un po’ di svago. A Ferragosto del 1941 Foresi scrive ai familiari: «Noi siamo ora a Nauplia a fare i bagni di mare… È una cosa molto bella e strana vedere gli alpini sguazzare nell’acqua… Io sono molto ammirato per il mio bello stile. Dicono che vado come un sottomarino». Rientrato in Italia nel maggio del 1942, dopo un periodo trascorso ad Aidussina, nella valle del Vipacco, Foresi parte per la Russia nell’agosto del medesimo anno. Varsavia, Minsk e poi la sconfinata steppa russa sono le tappe che contrassegnano il suo viaggio, fino al terribile inverno: «Questi giorni sono cruciali… Ho dovuto passare un Natale non molto allegro sebbene personalmente non possa davvero lamentarmi. La Divisione e il Val Cismon stanno coprendosi di gloria. Di più non posso dirti. Aggiungo però che i sacrifici che abbiamo dovuto sopportare e che sopportiamo in queste dure giornate sono al di là di ogni immaginazione e di ogni eroismo». Così scrive, il 26 dicembre 1942, in una cartolina postale per le Forze armate il tenente (poi capitano) Elio Foresi, esprimendosi con poche, scarne parole che riassumono emblematicamente il dramma vissuto dai nostri alpini in quei terribili giorni.

L’ultima cartolina postale, scritta al babbo, reca la data dell’8 gennaio 1943. Poi la cattura, la prigionia nel campo di Oranki e la morte, della quale i familiari ebbero notizia certa solo nel 1954, dopo anni di inutile e dolorosa attesa. E così, in un tetro campo di prigionia, si concluse l’umana avventura del capitano, che ora è uscita dall’oblio, consentendoci di ripercorrere le tappe di una vita dedita all’adempimento del dovere (negli studi, nel lavoro, nel servizio militare) e sacrificata onorando l’uniforme, la penna nera e la patria.

La pubblicazione sarà presentata a Firenze, lunedì 5 giugno 2017, alle ore 17, presso la Sala Gonfalone del Consiglio regionale della Toscana (via Cavour 4). Insieme all’autore, Marcello de Angelis, interverranno Ugo Barlozzetti, della Società italiana di storia militare, Giovanni Cipriani, docente di Storia moderna presso l’Università di Firenze, Giovanna Lori, docente di Lettere, e Roberto Mascagni, operatore culturale.

Le immagini: la copertina del libro Dalle rive dell’Arno ai ghiacci del Don e foto di prigionieri italiani durante la campagna di Russia.

Mario Gallotta

(LucidaMente, anno XII, n. 138, giugno 2017)

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