Parma si fa bella a livello mondiale con il city branding e i suoi beni culturali

Nel giro di pochi giorni sono stati annunciati la candidatura del capoluogo emiliano a Capitale Italiana della Cultura 2020 e il progetto “Parma City Branding”, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e valorizzare la città a livello internazionale

Parma fa sul serio: il comune emiliano è pronto a lanciarsi in un denso e strategico progetto di promozione della città, delle sue bellezze e delle sue eccellenze, che sono molte e di grande valore. Il sindaco Federico Pizzarotti crede fermamente nel suo territorio. Così, dopo aver annunciato, con l’assessore alla Cultura Michele Guerra, l’ufficializzazione della candidatura di Parma a Capitale Italiana della Cultura 2020, ha coordinato, sostenuto da Cristiano Casa (assessore al Turismo, alle Politiche internazionali e per il progetto Unesco), un imponente incontro sul tema della “brandizzazione” della città di Parma come eccellenza a livello internazionale. Evento in cui sono state coinvolte molte tra le massime realtà del territorio e quelle industriali locali.

Parma è un comune in continua evoluzione e, se questi progetti dovessero concretizzarsi realmente, è facile aspettarsi una ulteriore crescita e un miglioramento della vivibilità urbana della città. Se state pensando di comprare casa a Parma, dunque, questo potrebbe essere il momento migliore: un investimento che potrebbe portarvi in tempi brevi a godere di una città rinnovata nei suoi spazi e nei suoi servizi, ma soprattutto potreste ritrovarvi con un immobile dall’accresciuto valore in seguito al miglioramento delle condizioni di vivibilità del quartiere in cui sorge.

700-3-parma-city-branding Parma City Branding
“Parma City Branding” è il nome che è stato assegnato al progetto strategico che ha come obiettivi quelli di promuovere l’anima della città di Parma, di ampliare i suoi orizzonti e di far conoscere il comune emiliano a livello mondiale per le proprie eccellenze e i talenti che possiede. Lo scopo del progetto è quello di trasformare Parma in un marchio riconosciuto, che sia in grado di definire l’identità competitiva della città a livello internazionale.
All’incontro con i rappresentanti della giunta comunale, hanno partecipato, come detto, alcune delle più importanti realtà locali: dalle Fiere all’Unione Parmense degli Industriali, dai Consorzi di Tutela alle Fondazioni del territorio, ma anche importanti realtà industriali locali quali Camera di Commercio, Musei del Cibo, Università, Alma, Parma Alimentare, Parma Io Ci Sto, Parma Quality Restaurant, Fondazione Unesco e i rappresentanti delle associazioni di categoria di commercianti, artigiani e agricoltori.

Da questa “tavola rotonda” fortemente sponsorizzata dal sindaco Pizzarotti è emersa forte la volontà di costituire le basi per trasformare Parma in un luogo riconosciuto per i suoi valori attraverso un modello strategico ed un approccio innovativo e funzionale alla promozione dell’immagine di Parma a livello nazionale e internazionale. Quello del “City Branding” è un progetto ambizioso che coinvolgerà l’intera città in una sfida che guarda al futuro della città: le personalità che hanno partecipato a questo primo meeting sono consce delle potenzialità legate al turismo e allo sviluppo sostenibile e puntano forte a rendere Parma un punto di riferimento in diversi ambiti, dalla cultura all’ambiente, dal benessere all’attenzione per il territorio e le sue risorse.

700-3-parma-capitale-culturaParma Capitale Italiana della Cultura 2020
L’idea è ambiziosa almeno quanto la città stessa e quanto i suoi abitanti: dimostrare come Parma sia una città capace di sconfiggere l’incessante e incalzante scorrere del tempo. Essa nasce proprio da una riflessione unitaria sui diversi “tempi” del territorio, espressa perfettamente dal claim “La cultura batte il tempo”. Insomma, cultura come forza in grado di abbattere anche le barriere più insormontabili. Questa candidatura è un’importante occasione per trovare le giuste risposte alla necessità di realizzare un modello di sviluppo di città socialmente ed ecologicamente sostenibile, dialettica e costruttiva
«La candidatura di Parma a Capitale Italiana della Cultura 2020 – ha esordito il sindaco Pizzarotti – è una occasione importante che nasce con l’entusiasmo e la spinta dell’inizio di mandato amministrativo, in una situazione economica e progettuale molto più matura rispetto la candidatura che avevamo tentato per il 2017, attraverso la quale ci siamo sperimentati e tarati. Questa volta l’obiettivo è quello di vincere e lo si può raggiungere solo unendo tutte le nostre forze e lavorando alacremente fianco a fianco per far percepire i progetti prima di tutto ai cittadini e poi a chi giudicherà la nostra progettualità. Il risultato potrebbe rappresentare un significativo valore aggiunto per la città, come è stato per la nomina di Parma a Città Creativa della Gastronomia Unesco».
L’assessore alla Cultura Guerra ha poi spiegato che: «Condivisione e partecipazione sono infatti i tratti fondamentali della nostra programmazione, che, associati ad una offerta culturale di alta qualità, rappresentano la sfida della nostra candidatura e della nostra visione di città, che mira ad allargare i confini e ad andare incontro alle persone, offrendo delle occasioni che rispondano alle esigenze di tutti e che ognuno senta come pensate per il proprio benessere. Il dossier per la candidatura dà il segno di Parma come una città con un potenziale culturale straordinario, dove la cultura non è solo spazio di intrattenimento ma visione complessiva di città, comprendente tutti i suoi tempi storici e sociali, in perenne dialogo con tutti gli altri ambiti. In questo senso la nostra sfida è anche quella di delocalizzare la cultura cittadina, allargare la sua fruizione anche fuori dal centro per arrivare il più possibile alle persone, proponendo ma anche cercando di capire come coinvolgerle».
L’idea della candidatura di Parma a Capitale Italiana della Cultura 2020 è stata fortemente sostenuta, oltre che dall’amministrazione pubblica, anche dal sistema imprenditoriale, dall’Università e dalle maggiori istituzioni culturali attive sul territorio e riconosciute a livello internazionale.

I temi che compongono il progetto di candidatura verranno, infine, approfonditi più nel dettaglio in occasione della presentazione che verrà fatta alla città giovedì 26 ottobre 2017.

alessia giorgi

(LucidaMente, anno XII, n. 142, ottobre 2017)

Print Friendly