Javier Marín: il Dedalo moderno della scultura (Fontanellato, fino al 14 gennaio 2018)

Le opere dell’artista messicano arrivano nel parmense, al Labirinto della Masone, in un’esposizione a cura di Giorgio Antei e della fondazione Franco Maria Ricci

Dopo la mostra Sergio Hernández. Tres Pasiones e la recente pubblicazione dell’apprezzato volume Tesoro Mexicano, continua a rafforzarsi il legame tra la Fondazione Franco Maria Ricci e la cultura messicana. Ora è la volta dello scultore contemporaneo Javier Marin. Curata da Giorgio Antei, con la collaborazione della Galleria messicana Terreno Baldío e della Galleria Barbara Paci, l’esposizione è intitolata Daidalos, ed è visitabile fino al 14 gennaio 2018 a Fontanellato, in provincia di Parma, presso il Labirinto della Masone (strada Masone 121).

Torso de hombre marcadoUn imponente bronzo alto più di sette metri che svetta sulle architetture neoclassiche del complesso della Masone: è questo interessante contrasto ad accogliere i visitatori all’ingresso della mostra e a trascinarli in un gioco di forme e materie diverse, alla scoperta di Marín, virtuoso e poderoso artista messicano contemporaneo, nato a Uruapan nel 1962. Il premiato scultore – artefice tra l’altro del celebre Retablo de Zacatecas, pala d’altare ubicata presso la cattedrale di Zacatecas, patrimonio mondiale dell’Unesco – agisce forzando volutamente le caratteristiche di ciò che plasma, per poi “ricucirlo” in più modi, usando elementi e consistenze differenti tra loro.

«Un moderno Dedalo», così è stato definito Marín, poiché, proprio come il mitico architetto, l’artista rivela il proprio progetto mentale attraverso i materiali plastici su cui lavora: bronzo, terracotta, resina. L’opera conclusa è quindi solo la tappa conclusiva di un processo elaborativo che Marín ritiene più importante persino del prodotto finito. La ricerca artistica è affidata alle molteplici possibilità espressive che danno, appunto, i diversi materiali, potenzialità che lo scultore mette in relazione con la varietà della figura umana, facendo di questa il suo soggetto principale.

14-marin-cabeza-rojaIn Marín il corpo dell’uomo è palpitante, dinamico, sensuale, rappresentato in pose esasperate che l’artista riprende dalla tradizione barocca messicana. Un corpo che nelle sue diverse espressioni si presenta violato e distrutto, ma al contempo dignitoso, orgoglioso, rafforzato, e reca sulla propria pelle i segni di una battaglia vinta. Un evidente esempio di ciò si può ammirare nella Cabeza Roja, una delle opere più conosciute dell’artista: una monumentale testa femminile in bronzo che in occasione della mostra è stata posta nella corte centrale del Labirinto, come fosse la tappa finale di questo viaggio nell’arte contemporanea.

La rassegna Daidalos sarà visitabile tutti i giorni, tranne il martedì, dalle ore 10,30 alle 19,00 presso il Labirinto della Masone in provincia di Parma (strada Masone 121, Fontanellato). Il costo del biglietto intero è di € 18,00 e comprende anche l’accesso al labirinto di bambù e alla collezione permanente di Franco Maria Ricci. Per informazioni e riduzioni del costo del biglietto, si può consultare il sito della mostra al seguente link: http://www.labirintodifrancomariaricci.it/it/labirinto/info-e-biglietti/biglietti/#section0.

Le immagini: due opere dell’artista messicano Javier Marín, il Torso de Hombre Marcado (2008, resina di poliestere con segatura e croce in bronzo, 183x90x71 cm) e Cabeza Roja (2008, resina di poliestere rossa, 234x294x165 cm).

Sara Spimpolo

(LucidaMente, anno XII, n. 142, ottobre 2017)

Print Friendly