La disoccupazione? Abbatterla è possibile, insieme

Il saggio “Vademecum per dare un lavoro a tutti e mettere in sicurezza il Debito Pubblico”, messo a punto da dieci autori per le Edizioni Simple, ci insegna a essere consapevoli e a porre i mattoni per ricostruire il futuro lavorativo del nostro Paese

La ricerca di un lavoro, soprattutto durante i periodi delle cicliche crisi economiche, è uno dei temi più spinosi del nostro presente. Le decine e decine di articoli e libri scritti al riguardo spaziano dal suggerire un percorso formativo utile, alla guida per la redazione di un buon curriculum vitae, fino ai piccoli trucchetti per apparire più interessanti a un colloquio. Consigli su come prevalere sull’altro, che non fanno altro che trasformare la già difficile realtà in una guerra fra disoccupati.

26-vademecum-lavoroAl contrario, l’ambizioso intento di Vademecum per dare un lavoro a tutti e mettere in sicurezza il Debito Pubblico (in collaborazione con Bottega editoriale, Prefazione di Domenico De Masi, Postfazione di Tonino Perna, Edizioni Simple, pp. 228, € 15,00), nato dalla cooperazione di dieci autori dai background più diversi, è quello di creare, costruire insieme. Insieme alle autorità, ma soprattutto insieme ai lettori, che vengono stimolati ad «aggiungere un loro mattone». Un testo che, per usare le parole del sociologo Domenico De Masi, autore della Prefazione, non si accontenta «di attenuare gli effetti della disoccupazione senza eliminarla radicalmente», ma indica le tappe per una «coraggiosa soluzione completa». Nessuna scorciatoia, quindi, ma un percorso comune volto a un obiettivo ben preciso, tanto grandioso da suonare utopistico. Un vademecum, appunto.

Campeggiano già nella copertina i traguardi del progetto, che consentirebbe «di dar lavoro a 4 milioni di persone (e, se necessario, persino a 8 milioni); di contrastare il dominio della finanza e proteggere il Debito Pubblico e, inoltre, di ridurre le imposte; di dare sicurezza ai cittadini; di rilanciare tutto il lavoro: dipendente, autonomo, imprenditoriale; di organizzarsi per convincere – o costringere – la politica a far tutto ciò». Per riuscire a raggiungere tali obiettivi, è necessaria una «meditazione corale» sulla disoccupazione e sulla nostra epoca.

26-lavoroLa società postindustriale è, per sua definizione, secondo il professor De Masi, disorientante: a differenza dei sistemi che l’hanno preceduta, dall’Atene di Pericle all’Italia di Cavour, fino alla Russia sovietica, è nata «senza alcun modello di riferimento». Ne risulta una mancanza di principi fondanti in base ai quali stabilire «cosa è vero e cosa è falso, cosa è bello e cosa è brutto, cosa è buono e cosa è cattivo, cosa è vivo e cosa è morto». Inaspettatamente, un appiglio viene trovato nella Chiesa e nel suo massimo esponente: papa Francesco. Il suo è un paradigma chiuso, finito, irremovibile nel rifiuto del neoliberismo spietato, e della supremazia dell’economia sulla politica e più direttamente sulla persona. Invita a prendere coscienza dell’ineguaglianza sociale che divide non solo l’intero globo, ma anche i singoli Stati. Iniziano a vacillare le fondamenta del «tempio del denaro». Il socioeconomista Tonino Perna, autore della Postfazione, nota come il susseguirsi di crisi finanziarie stia lentamente facendo scivolare il velo di Maya: «una parte crescente della popolazione europea ha preso coscienza del fatto che il denaro viene prodotto dal nulla dalla Bce». Il fiat money, la moneta legale emessa, priva di valore intrinseco, è «un atto politico».

Date queste premesse, si evince che, in mancanza di supporto materiale, il denaro è «solo spirito». Perché dovremmo continuare a pagare un debito pubblico che ci costa dai 60 agli 80 miliardi l’anno? L’urgenza di sterilizzarlo è il primo step da cui partono gli autori, necessario per permettere un futuro alle nuove generazioni. Indispensabile soprattutto per ristabilire l’ordine e sradicare il dominio della finanza sull’economia, ricordandoci che i soldi sono un mezzo, non un fine. Gli autori propongono delle soluzioni, non formule magiche, e stimolano il lettore a comprendere i meccanismi che regolano il mondo, responsabilizzandolo. Questo vademecum ci prende per mano e ci guida, ci aiuta a capire, a risollevarci insieme, mattone dopo mattone.

Ludovica Merletti

(LucidaMente, anno XIII, n. 148, aprile 2018)

 

Print Friendly