Vincere ai casinò? Serve conoscere la matematica

Gli italiani sono tra coloro che giocano di più… e che perdono di più. Se sapessero un po’ di calcolo delle probabilità…

Il settore del gioco d’azzardo è uno dei più floridi in Italia: si parla di circa 80 miliardi di introiti per le casse di chi si occupa di quest’ambito. Il merito, ovviamente, appartiene tutto agli italiani: quanto a puntate e giocate sui tavoli verdi (siano essi telematici o reali) in Europa e nel mondo è difficilissimo trovare un altro paese in grado di registrare questi numeri. Quanti di questi miliardi, però, garantiscono al giocatore l’opportunità di registrare un bilancio in positivo? Pochissimi, perché l’Italia è anche il paese che perde di più al gioco. Non è una questione di fortuna perché, proprio nel settore del gioco d’azzardo, la fortuna non è la sola a fare la differenza: è piuttosto una questione di matematica, un elemento fondamentale per poter vincere al gioco e per poter evitare il rosso.

404-3-carteItaliani e gioco d’azzardo: siamo il 4° paese nella classifica del “rosso”

Chi spende di più ai casinò, alle macchinette da bar e nelle scommesse sportive? Gli italiani. Chi perde più soldi? Ancora una volta gli italiani, sebbene la classifica mondiale dei paesi in perdita ci veda “solamente” al quarto scalino della graduatoria. Queste sono le considerazioni che emergono dai dati forniti dal Global Gaming and Betting Consultancy, secondo il quale i cittadini dello Stivale perdono in media circa 17 miliardi di euro all’anno. Una cifra da brividi, che assume un connotato ancor più rilevante se confrontato con i dati del 2001: negli ultimi 17 anni, le perdite di cassa dei giocatori italiani sono aumentate di tre volte. Si parla di cifre facilmente comprensibili per due fattori: in primo luogo, siamo quelli che giocano di più, e questo già basterebbe per dare una spiegazione alle perdite maggiori. In secondo luogo, siamo anche il paese matematicamente analfabeta per eccellenza.

Gambling: per vincere serve conoscere la matematica

Lo sostengono gli esperti, fra cui il professor Marco Verani del Politecnico di Milano: per vincere al gioco d’azzardo, e per sviluppare un bilancino positivo, è d’obbligo conoscere (e sfruttare) la matematica. Sempre secondo il docente del PoliMi, questo vizio di forma è il principale responsabile delle perdite miliardarie annue dei cittadini del nostro Paese: in pochi conoscono i numeri peggio di noi, e di riflesso in pochi perdono al gioco come noi. Questa sentenza vale per ogni singolo campo del gambling e del betting: compresi i giochi di carte, che in Italia rappresentano una passione comune a migliaia di giocatori. Ecco perché in rete c’è anche chi prova a spiegare come vincere le scommesse matematicamente, per poter dare una svolta alla propria “carriera”. Una vera e propria missione che, purtroppo, contrasta la visione che molte persone hanno del gambling: un gioco votato al caso, alla fortuna e addirittura alla magia.

404-3-matematicaMatematica vs magia

Sappiamo che la matematica viene spesso vista come un argomento troppo complesso: essendo il nostro un paese di letterati, viene spesso messa da parte; e a torto. Di contro, l’arte dei numeri risulta essere decisiva in tantissimi aspetti della nostra vita, compreso il gioco d’azzardo: parliamo specificatamente della matematica probabilistica, fondamentale per prendere le decisioni durante una mano a poker, e non solo. Questo concetto non mette da parte l’istinto: la matematica non è altro che uno strumento razionale che serve per avere la conferma di una intuizione. Essa rappresenta lo strumento più efficace contro la “caccia alle streghe” di chi sostiene che sia solo questione di fortuna o di magia: cabale e interpretazione dei sogni sono affascinanti ma non vanno d’accordo né con la realtà dei fatti, né con il portafoglio di chi gioca. Soprattutto non servono a esorcizzare la sfortuna perché, nella vita così come sui tavoli verdi, siamo noi gli unici tessitori dei fili del nostro destino.

In che modo la matematica aiuta a vincere nel gambling?

La matematica aiuta a fare bene i conti: potrebbe sembrare una banalità sconvolgente ma non lo è. Soprattutto perché parliamo di un settore nel quale le emozioni tendono a sovrastare velocemente l’intelletto: proprio per questo motivo, nel gioco d’azzardo spesso si perdono di vista numeri e probabilità di vincite. Ecco perché la matematica aiuta. E non si parla di una matematica poi così complessa. In un paese come il nostro, operazioni come il calcolo delle probabilità dovrebbero appartenere a chiunque; solo che così non è, purtroppo. Anche l’uso delle ratio nel poker rientra in questo set di strumenti intellettuali che possono prevenire una sconfitta, aumentando le chance di una vittoria: persino il potenziale bluff al tavolo può essere soggetto a valutazioni matematiche, in quanto calcolabile in base al rapporto fra il valore dei piatti e le puntate. Poi è ovvio che, come sempre, bisogna saper riconoscere il talento di chi è nato per la matematica, che non può appartenere a tutti: basti pensare a tecniche come il conteggio delle carte, che così tanto fa discutere.

Roberta Antonaci

(LucidaMente, anno XIII, n. 148, aprile 2018)

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