Parco naturale delle Dolomiti friulane: un luogo «straordinariamente emozionante»

Acque cristalline, rocce nude e molto altro: una vacanza in Friuli-Venezia Giulia a stretto contatto con la natura incontaminata

È tempo di vacanze: secondo una ricerca elaborata dal Touring club italiano, quest’anno più del 90% degli italiani andrà in ferie, e una delle mete preferite dai nostri connazionali è proprio la montagna, non solo d’inverno! Il Parco naturale delle Dolomiti friulane è il luogo ideale per tutti coloro che desiderano fuggire dal caldo e dalla confusione delle città: ecco dunque alcune delle attività che vi si possono svolgere durante l’estate.

I35-campanile montagnan questi luoghi selvaggi è possibile camminare lungo sentieri impervi e arrampicarsi sulla nuda roccia, ma anche cimentarsi in attività come il canyoning lungo i corsi d’acqua o svolgere escursioni in e-bike, sempre seguiti e controllati da guide ed esperti. Vi sono panorami suggestivi come quello di cui si gode raggiungendo il Campanile di Val Montanaia, una guglia dolomitica che si staglia al centro dell’omonima valle, divenuta il simbolo di queste terre proprio grazie alla sua particolare conformazione. I sentieri da percorrere sono tanti e si sviluppano su un’area di 36.950 ettari: basta scegliere il percorso più adatto, infilare gli scarponi ai piedi e partire!

Nessuna paura per i meno allenati: esiste una vasta scelta di itinerari poco impegnativi ma molto interessanti, come i sentieri che conducono al Landri Viert e al Landri Scur, due androni carsici molto suggestivi che si trovano nei pressi di Frisanco. Poco lontano dai landri, a Barcis, è possibile visitare la vecchia strada della Valcellina, che costeggia l’alveo del torrente Cellina. A metà via, chi non soffre di vertigini può mettersi alla prova attraversando il ponte tibetano recentemente installato sopra il corso d’acqua.

35-logo parco dolomitiNel periodo estivo il Parco organizza inoltre delle visite alla diga del Vajont, tristemente nota per la tragedia avvenuta il 9 ottobre 1963: accompagnati dalle guide alpine si effettua il coronamento della diga, ricostruendo gli antefatti e i momenti successivi alla frana del monte Toc, a seguito della quale un’onda anomala ha spazzato via interi paesi e ha causato la morte di 1.917 persone. A Erto è inoltre ospitato il Museo della Memoria, nel quale sono raccolte le testimonianze dei sopravvissuti. Durante il soggiorno in Friuli-Venezia Giulia non mancheranno poi le occasioni di recarsi in borghi come quelli di Poffabro e Casso, dove il tempo sembra essersi fermato.

C’è inoltre la possibilità di visitare le mostre etnografiche curate dal Parco naturale delle Dolomiti friulane e scoprire così gli antichi mestieri e le tradizioni degli abitanti di queste vallate. In conclusione, è «tutto straordinariamente emozionante», come recita lo slogan del Parco: non resta dunque che visitarne il sito ufficiale e farsi sedurre dalla bellezza di questi luoghi, partire alla volta del Friuli-Venezia Giulia e immergersi in una natura selvaggia e tutta da scoprire.

Isabella Parutto

(LucidaMente, anno XIV, n. 164, agosto 2019)

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