Sulla via della seta: un viaggio in Uzbekistan

Le straordinarie città di Bukhara, Khiva, Samarcanda, Tashkent, tra moschee, mausolei, minareti, vie e mercati

L’antica via della seta, quella che vedeva Oriente e Occidente scambiarsi manufatti e materie prime tessili, passava per l’Uzbekistan e aveva uno dei suoi centri nevralgici a Samarcanda, una delle città più antiche e gloriose al mondo.
Per decenni poco aperto al turismo, anche a causa dell’appartenenza all’Unione sovietica, oggi l’Uzbekistan attrae sempre più visitatori, anche grazie alla decisione del Paese di non richiedere più il visto in ingresso ad alcune categorie di viaggiatori. Meno burocrazia, meno spese e al tempo stesso aumento dei tour operator che propongono tour e viaggi organizzati: questi i segreti della crescita sempre più veloce del turismo nella patria di Tamerlano.

150.2-Uzbekistan bibi-xanom-196898_960_720[1]Uzbekistan: pillole di storia e geografia
L’Uzbekistan ha conquistato solo nel 1991 l’indipendenza dall’Unione sovietica, essendo stato il penultimo Paese a staccarsi dalle Repubbliche sovietiche sorelle.
Ancora visibili i segni di quel periodo, come le architetture in pieno stile Urss, ma per fortuna anche la laicizzazione dello stato; in Uzbekistan, paese a prevalenza musulmana, le minoranze ortodosse e cristiane non subiscono infatti alcun genere di discriminazione.
Guardando la cartografia, si nota l’assenza di sbocchi sul mare: per raggiungerlo, fa notare un tour operator che organizza viaggi in Uzbekistan, gli uzbechi dovrebbero attraversare almeno due confini.
Se il territorio è aspro, montuoso e desertico, il patrimonio principale dell’Uzbekistan è rappresentato dalle sue città, in cui continua a risplendere la tradizione del passato, quando attraverso questi luoghi passava il commercio tra Asia ed Europa.
Quali sono le mete imperdibili di un viaggio in Uzbekistan? Quali sono le perle del deserto che non bisogna lasciarsi sfuggire?

150.2-UzbekistanSamarcanda: città blu
È lei la prima città da citare: Samarcanda, dove Oriente e Occidente si sono per secoli mescolati, dando vita a un luogo dalla bellezza straordinaria e dalle architetture uniche.
D’obbligo una visita alle tre madrase (scuole islamiche) di piazza Registan: Ulugbek, Sherdor e Tillakori. Vi è poi la tomba di Tamerlano, mausoleo di Guri Amir, con la caratteristica cupola azzurra. Da citare anche l’osservatorio astronomico di Ulugbek, situato su una collina che offre una vista panoramica sulla città vecchia di Samarcanda. La moschea di Bibi-Khanim è un’altra delle stupefacenti costruzioni architettoniche di Samarcanda. Di sicuro, questa città vi lascerà a bocca aperta.

La nobile Bukhara
A Bukhara, antica perla nel deserto, la lingua del commercio antico è ancora oggi conosciuta e parlata: quale testimonianza migliore del fatto che un tempo la città fosse uno degli snodi più importanti della via della seta? Per la sua bellezza e la sua importanza storica, L’Unesco l’ha eletta patrimonio dell’umanità. Il viaggiatore troverà incantevole perdersi nell’intricato incastro di palazzi storici, negozietti tipici, visitando la fortezza Ark e la moschea Juma, o il mausoleo di Ismail Samani, che rappresenta la struttura più antica della città.

150.2-Uzbekistan-medrese-196911_960_720[1]Khiva, città museo
Khiva, con le sue piccole viuzze, i palazzi e il minareto di Kalta Minor, può essere definita un museo a cielo aperto, un gioiello architettonico che non può assolutamente essere dimenticato durante un viaggio in Uzbekistan.
La città ha un’estensione inferiore rispetto alle più note Samarcanda e Bukhara, ma la sua bellezza non ha paragoni. Tutti i tour più importanti organizzati in Uzbekistan includono Khiva nei loro programmi di viaggio.

Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan
Se Samarcanda, Bukhara e Khiva parlano del passato, a Tashkent si parla già la lingua del futuro. Arte contemporanea, tendenze, ma anche industrie, parchi, architetture sovietiche. Di sicuro varrà la pena trascorrere alcuni giorni nella capitale politica dell’Uzbekistan.

Alessia Ruggieri

(LucidaMente, anno XIV, n. 166, ottobre 2019)

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