Le case cantoniere in Italia, un viaggio lungo secoli

Stanno disfacendosi… eppure, c’è un progetto di riqualificazione conveniente anche ai privati

Sono immobili di proprietà del demanio statale gestiti dall’Anas che si caratterizzano per il loro colore rosso mattone; per decenni sono stati, in Italia, dei veri e propri presìdi sul territorio, per poi andare in disuso. Attualmente le case cantoniere presenti in Italia sono quasi tutte abbandonate, molte cadono a pezzi, in modo malinconico, se si ripensa al passato. Proprio per quello che hanno rappresentato e per il ruolo che hanno avuto, di recente si è dato il via a un progetto nazionale di recupero, inizialmente di una parte di queste case caratteristiche del nostro paese: saranno ristrutturate dall’Anas e affidate poi a terzi.

114.5-Casa-CantonieraStoria delle case cantoniere
Questo perché le case cantoniere hanno una storia non da poco, sono piuttosto importanti per il nostro paese: il loro nome deriva dai cantonieri, operai addetti alla manutenzione delle strade che quando erano in servizio erano soliti alloggiare sul luogo di lavoro. In sostanza, queste abitazioni servivano a ospitare gli operai che erano impiegati nelle carreggiate per lavori di varia natura. Nel corso degli anni, in Italia le case cantoniere, come riportato dal sito di informazione 25alsecondo, erano arrivate a essere oltre 1.200. Con il passare del tempo molte di queste hanno terminato di svolgere la propria funzione e sono state lasciate in disuso. Distribuite lungo le principali strade storiche italiane, in bella vista, a partire dagli anni Ottanta dello scorso secolo sono state in larga parte dismesse. Risultato: oggi la maggior parte delle case cantoniere cade a pezzi e soltanto la metà di quelle presenti sul territorio viene utilizzata come sede operativa per il personale.

114.5-casa cantonieraLe case ormai in stato di abbandono
In pratica, quella delle case cantoniere è una storia tipica italiana, di tagli alla spesa pubblica che hanno poi provocato un successivo stato di abbandono di un patrimonio immobiliare comunque ricco, anche dal punto di vista culturale e folkloristico. Proprio per cercare di recuperare quanto possibile, si è dato vita a questo progetto, che consiste nel recupero delle vecchie case cantoniere abbandonate affidandole a privati che ne potranno fare ostelli, b&b, punti di ristoro. Un progetto di riqualificazione e riuso dei beni pubblici che è nato un paio di anni fa dall’intesa sottoscritta da Anas, Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Ministero delle Infrastrutture e Agenzia del Demanio.

Carmela Carnevale

(LucidaMente, anno XIV, n. 167, novembre 2019)

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