Bonaccini o Borgonzoni?

Intervista a due candidati alle imminenti elezioni regionali in Emilia-Romagna (collegio di Modena), Paolo Cristoni (Psi) e Antonio Platis (Fi), schierati nei due campi politici principali opposti

La campagna elettorale per l’elezione del presidente della Regione Emilia-Romagna e per il rinnovo dell’Assemblea legislativa regionale è entrata nelle battute finali. Tutti i candidati sono super impegnati in appuntamenti elettorali serrati e girano i propri collegi in lungo e in largo, mettendo a dura prova la loro resistenza fisica e mentale. Una settimana ancora e tutto sarà finito: il prossimo 26 gennaio avremo il responso delle urne e un presidente e un Consiglio ai nastri di partenza di una nuova legislatura.

Bonaccini e Borgonzoni a 'Cartabianca'Dai sondaggi delle scorse settimane, sembra che sarà una battaglia sul filo di lana tra il presidente uscente Stefano Bonaccini (Partito democratico e liste alleate) e la sfidante Lucia Borgonzoni (Lega e liste alleate), con Simone Benini (Movimento 5 stelle) a fare da terzo incomodo. Intanto, abbiamo pensato di rivolgere alcune domande a due candidati della circoscrizione di Modena, Paolo Cristoni e Antonio Platis. Due personaggi molto diversi tra loro, per età, per formazione, per appartenenza partitica, ma che in comune hanno una grande passione e un’alta considerazione della Politica, con la “P” maiuscola. Cristoni, classe 1945, già sindaco di Castelfranco Emilia in giovanissima età, poi deputato della Repubblica italiana nella X legislatura e dirigente regionale del Partito socialista italiano, è candidato socialista nelle file della lista +Europa-Psi-Pri per Bonaccini presidente. Platis, quarantenne con già una lunga esperienza da capogruppo della destra nel Consiglio comunale di Mirandola e attualmente consigliere provinciale di Modena, mira a guadagnarsi un seggio nell’Assemblea legislativa regionale con Forza Italia, di cui è ormai uno storico esponente emiliano, a sostegno della candidata Borgonzoni. Ecco cosa hanno risposto, in tandem, ai nostri quesiti.

1) Come sta andando la campagna elettorale?

Cristoni: «Bene, grazie! Si pedala… il nostro fine è la Politica, la politica ragionata. Non c’è molto tempo ma troviamo incentivante partecipare».

Platis: «Molto bene. È un’occasione straordinaria per incontrare persone, conoscere imprese, toccare con mano i problemi. Per chi fa Politica – con la “P” maiuscola – un appuntamento elettorale rappresenta l’opportunità di spiegare il lavoro fin qui fatto e cercare di dare una prospettiva alle nuove sfide che si presentano». 

0-platis2) Che cosa l’ha spinta a candidarsi?

Cristoni: «La consapevolezza che sono in via di esaurimento sia l’agnosticismo che il qualunquismo del benessere. Inoltre, pensiamo che sia in via di superamento il totalitarismo dei social. Bene la velocità informativa, ma il popolo desidera partecipare, interloquire, approfondire. È all’interno di questo quadro che ci siamo sentiti attratti dalla spinta a partecipare alle elezioni regionali».

Platis: «Io ho passione. Amo la mia terra e vorrei che tutti i cittadini e tutte le imprese fossero alla pari. Oggi la sanità vede cittadini di serie A e di serie B a seconda del luogo in cui vivono; gli ospedali di provincia sono stati spogliati a vantaggio di Modena. Per non parlare delle liste d’attesa per cui nella rossa Emilia chi ha i soldi va dal privato e chi no deve attendere. Attendere a lungo. Così non va».

0-cristoni3) Sotto molti punti di vista la qualità della vita in Emilia-Romagna è tra le migliori in Italia. Questo dicono le statistiche. Ma in che cosa dovrebbe ottimizzare, secondo lei?

Cristoni: «Le statistiche aiutano a capire sia i successi, assolutamente evidenti, conseguiti dalla Regione, la sua dimensione europea, il lavoro, la cultura e le innovazioni. Ciò è merito del sistema aziende-lavoratori-istituzioni. Tuttavia, le statistiche evidenziano anche gli aspetti nuovi da affrontare. Occorre un programma e un patto per l’ambiente che coinvolga tutti i sistemi produttivi, dall’agricoltura all’industria. Occorre che università, scuola e aziende si preparino in collegialità alla sfida della tecnologia e della ricerca sulla intelligenza artificiale. Nella sanità, una maggiore integrazione tra pubblico e privato, laddove il pubblico deve fungere anche da coordinatore tra queste due realtà e occorrono operatori in misura maggiore per superare le carenze funzionali. La cultura deve essere il viatico della società in divenire. E Parma capitale è l’occasione irripetibile che abbiamo. E dobbiamo sfruttarla. Ma l’osservazione più nobile è la seguente: i cittadini emiliano-romagnoli hanno le energie morali e intellettuali per fare il grande salto in avanti».

Platis: «La nostra regione ha gli emiliani-romagnoli. Quelli che, se viene un terremoto, continuano a produrre sotto un gazebo. Quelli che riescono a vendere l’ombra sulla spiaggia. È un popolo straordinario, veramente laborioso. Eppure, la Regione non ha incentivato come avrebbe potuto. Si è limitata a fare “il compitino” e a invadere di burocrazia ogni aspetto della vita di un cittadino e di una impresa. La produttività dell’azione legislativa non si deve misurare con il numero di nuove leggi fatte, ma con quelle eliminate o razionalizzate».

4) La società italiana è profondamente cambiata in questi ultimi anni. Anche la partecipazione alla politica e la considerazione che di essa hanno i cittadini. Qui, in Emilia-Romagna, per esempio, cinque anni fa andò a votare circa il 37% dell’elettorato. Segno che non ci sono più granitiche certezze?

Cristoni: «La partecipazione in regione ha due dimensioni: una del lavoro e una delle istituzioni. Tradizionalmente si sostenevano, ma nelle passate elezioni si è riscontrato un corto circuito, come se ciascuna avesse operato per sé. Oggi il dialogo sui bisogni e sulle prospettive si è riacceso. Di là dallo scontro politico, avremo una partecipazione cosciente e sufficiente».

Platis: «La passata tornata vedeva il presidente uscente costretto alle dimissioni anticipate e un contesto nazionale ben diverso. Oggi il voto in regione ha il sapore di un referendum sul governo nazionale, il più “sinistro” della storia repubblicana. Questo voto, secondo me, certificherà la fine del M5s – che dell’antipolitica a senso unico ha fatto una bandiera – e registrerà un’affluenza record. Questo spero sia il segnale che la politica è centrale nella vita di ognuno di noi».

0-liste elezioni emilia5) Un suo appello agli elettori…

Cristoni: «Il mio appello è di andare a votare! Non esiste che, nella Regione in cui vogliamo che nessuno rimanga indietro, il cittadino non eserciti il pieno diritto di scegliere. Un appello alle donne e ai giovani a scendere in campo con il loro voto, a partecipare al progetto di crescita e di pluralismo. Il riformismo si rinnova con più culture che contribuiscono alla nuova Regione a dimensione europea».

Platis: «Se volete risposte semplici a problemi complessi, non dovete di certo votare Forza Italia e indicare la preferenza Platis. Gli slogan a me non piacciono, ma credo ci sia bisogno di serietà, dedizione e passione. Bisogna guardare la storia di ogni candidato, le battaglie che ha condotto e le sue scelte di vita. Personalmente credo di essermi speso molto, in tempi non sospetti, oltre 15 anni fa, a difesa delle famiglie cui i Servizi sociali hanno portato via i bambini nella tragica vicenda Veleno. Oltre a tante battaglie in Provincia in difesa dei “piccoli” ospedali e per favorire la realizzazione di nuove infrastrutture viarie».

Grazie e un grosso “in bocca al lupo” a entrambi!

Le immagini: i due contendenti a diventare governatori della Regione Emilia-Romagna  durante un confronto alla trasmissione televisiva Cartabianca condotta da Bianca Berlinguer (Ansa/Fabio Frustaci), i due candidati intervistati, Antonio Platis e Paolo Cristoni, e le liste nella circoscrizione di Bologna.

Nicola Marzo

(LucidaMente, anno XV, n. 169, gennaio 2020)

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