DALL'EMILIA-ROMAGNA, INTERVENTI|3 agosto 2011 23:25

Serafino D’Onofrio: «La riscossa garofanaia parte da Bologna»

I socialisti derubati a Bologna, Penati (Pd) accusato a Sesto San Giovanni: una nemesi storica

 

Manifesto del Psi per il 2 giugno 1946

Per gli antichi romani, i Penati erano spiriti protettori della famiglia, custoditi nella parte più interna della casa. Oggi, in casa Pd, vorrebbero nascondere Penati (Filippo), in cantina. Lo vorrebbero invisibile, come i suoi accusatori. È stato sindaco di Sesto San Giovanni, presidente della Provincia di Milano e collaboratorissimo di Bersani. Due imprenditori dicono che intascava, per il Partito, mazzette di soldi fitti fitti. Un’accusa infamante, 19 anni dopo Tangentopoli.

I socialisti sono sovraeccitati. Rosy Bindi li mette in riga, definendoli geneticamente corrotti. La Bindi, definita da Berluscaz «più bella che intelligente», è intoccabile. E, invece, si fa vivo l’ex ministro Rino Formica, accusato di tangenti e completamente scagionato dopo 17 (diciassette) anni, e la definisce «guardiana della rivoluzione». Il Partitone (quel che resta degli ex comunisti) è sotto attacco e i giornali di destra contano 102 Pd impicciati in robe giudiziarie (fra cui, Pennellone-Delbono nostro). Il Partitino (quel che resta dei socialisti) è galvanizzato. La riscossa garofanaia parte da Bologna.

La seconda sera della Festa bolognese dell’Avanti (che, ironia del destino, si tiene in viale Togliatti), c’è da versare in banca l’incasso. Il compagno (i socialisti si chiamano ancora così, nonostante i ripensamenti di Vendola) incaricato del versamento nota un’auto sospetta. Semina gli inseguitori e conclude l’operazione. Basterebbe questo per definirlo “eroe”. La sera dopo, le teste più lucide del socialismo bolognese decidono di spezzettare i versamenti. Ne affidano una parte anche al solito compagno-eroe. È passata la mezzanotte. C’è tempo per quattro chiacchiere e un bicchiere di vino. Si attardano in quindici. Al momento di andare via, il compagno-eroe sistema, tra i due sedili dell’auto, la borsa con 1.500 euro. Ma il ladro è in agguato. Preleva la borsa dallo sportello posteriore e fugge in macchina, sgommando.

Nel Paese delle intercettazioni facili, i socialisti sono anche pedinati e spiati. Dopo il furto, il compagno-eroe meritava il titolo di “compagno-pirla”. E, invece, ha fatto cambiare strada al destino. Il “compagno-eroe/non pirla” si chiama Marco Strada. Furbo come una faina di Monterenzio, è stato assessore provinciale allo Sport/Turismo/Caccia/Pesca. Grazie a Strada, la storia cambia strada. A Milano, un ex amministratore post-comunista è alla sbarra e alla gogna. E, a Bologna, un ex amministratore socialista viene derubato con destrezza. È la regina delle notizie e il Sol dell’avvenire sta per risorgere. Si sa che i socialisti, sui soldi, sono un po’ distratti e faciloni. Oggi, si disinteressano dei 1.500 euro. Non credono che il colpevole sarà acciuffato. Ma, in caso di arresto, speriamo tutti che il ladro sia un dipietrista…

Serafino D’Onofrio (da Furto a Bologna, il socialista eroe o pirla?, ne il Resto del Carlino, 3 agosto 2011)

(LucidaMente, 4 agosto 2011)

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