SU DI NOI|15 giugno 2011 00:09

Editoriali della prima serie della rivista

La raccolta degli interventi del direttore di “LucidaMente” da febbraio 2006 a maggio 2010

 
QUINTO EDITORIALE:
DAL N. 53, 1 MAGGIO 2010
Inizia un decennio di scelte cruciali
Quinto anno di vita di LucidaMente: toccati centomila lettori e verso i 100 numeri
 
A distanza di circa un anno ci ritroviamo a fare il bilancio della situazione del Belpaese e dello stato di salute di LucidaMente. Qualcosa, sul piano politico generale, è cambiato, ma certamente non in meglio, mentre non possiamo che dirci soddisfatti della nostra rivista, piccola ma combattiva (tra l’altro, siamo vicini a raggiungere, considerando anche i supplementi, i 100 numeri usciti e abbiamo appena registrato i 100.000 contatti!), che continua a fornire il proprio contributo per migliorare l’Italia e salvarla da una pericolosa deriva autoritaria.
A parte il tormentone degli “scandali erotici”, nel 2009 si è registrata la crisi economica più grave dal 1929 in poi e si è profilata l’ombra di una nuova Tangentopoli, dai contorni anche più inquietanti di quella precedente, mentre ampie zone del Paese sono crollate sotto le frane e il terremoto, con una parte del territorio ormai devastato sul piano ambientale e saldamente in mano alla criminalità organizzata e ai comitati affaristici.
Lucidamente, l’altra faccia dell’informazione
Sicuramente il giornalismo italiano sta attraversando una fase di grande evoluzione, soprattutto per quanto riguarda le nuove strategie editoriali nel campo della multimedialità, le nuove modalità di fruizione dell’informazione, in una formula che possa riassumerle tutte, i “nuovi giornalismi”.
Come già affermato nel precedente editoriale, «LucidaMente non è solo una rivista d’informazione e di approfondimento all’interno del mondo virtualmente illimitato del web, ma un esempio concreto di come sia possibile essere indipendenti e svolgere un’importante funzione intorno a tematiche di cronaca e attualità, quali l’involuzione della classe politica, il testamento biologico, l’eutanasia, le unioni di fatto, i diritti degli animali, le emergenze ambientali e, soprattutto, la violenza e il potere esercitati nei confronti dei soggetti socialmente più deboli». Per compiere un buon lavoro, occorre fornire una lettura attenta e aggiornata, seria e obiettiva, unita alla costante attenzione di ricerca delle fonti e di notizie non manipolate.
Siamo ancora convinti che «la nostra rivista ha saputo certamente svolgere una duplice funzione: da un lato, essere strumento di promozione culturale e, dall’altro, catalizzare un numero sempre crescente di giovani scrittori e di aspiranti giornalisti, aprendosi verso i nuovi orizzonti della comunicazione linguistica, della formazione e della valorizzazione dei nuovi talenti, dei quali, nonostante tutto, il nostro paese continua ancora ad essere ricco».
Una redazione solida
Continuiamo a pensare che «i redattori e i giornalisti-collaboratori della nostra rivista, con forte spirito critico e ampio rispetto per tutte le posizioni etico-politiche, si sono sempre proposti in questi anni come specchi rifrangenti di una realtà in fieri, di cui hanno saputo cogliere sia la sostanza, sia le sfumature, rinnovando anno dopo anno l’impegno nella struttura redazionale». La concreta determinazione, la grande professionalità e onestà, lo spirito di collaborazione, hanno posto le basi per seguire coraggiosamente e tenacemente un percorso insieme, una buona occasione da cogliere. Il cuore della redazione è ormai da qualche anno bolognese, composto da un network compatto di persone fortemente motivate e spinte dalla grande passione per questo mestiere.
Alle inchieste e analisi della società in generale è dedicato il supplemento di metà mese LM MAGAZINE, mentre del capoluogo felsineo si occupa il supplemento LM BO; LM EXTRA è invece un inserto dedicato alla cultura e all’editoria. E i libri delle collane di LucidaMente, editi, come la nostra rivista, dalla inEdition editrice di Bologna, continuano a uscire: narrativa, poesia, saggistica. Di qualità.
Un anno laico
Il 2009 è stato un anno all’insegna delle battaglie civili per LucidaMente. La rivista è stata tra i fondatori e sostenitori della Rete laica bolognese, nata in autunno grazie a gruppi di associazioni e singole persone unite dall’intento di trasformare la città e renderla “libera di scegliere”.
Proprio questo slogan è stato il simbolo della prima, lunga e difficile battaglia portata avanti dalla neonata rete: quella sul testamento biologico (o dichiarazioni anticipate di trattamento). La nota vicenda di Eluana Englaro e di suo padre Beppino, avvenuta nel febbraio dello scorso anno, ha suscitato già allora indignazione e rabbia all’interno di numerose associazioni bolognesi e nella redazione di LucidaMente. Così, sulla scia dell’esperienza di altre città, anche a Bologna si è avviata una serie di iniziative sociali e culturali, volte ad ottenere l’istituzione di un registro comunale, al fine di depositare il proprio testamento biologico. A partire da questa importante proposta collettiva, si è decretata la formazione della Rete laica. Nel giro di poche settimane è stato raggiunto l’obiettivo: la Rete, con il decisivo apporto della rivista, ha raccolto le 3 mila firme necessarie per portare nel Consigli comunale di Bologna la discussione sul tema. Il 25 gennaio 2010 quest’ultimo ha approvato l’istituzione del Registro dei testamenti biologici.
La straordinaria vittoria che LucidaMente e tutte le forze laiche bolognesi hanno conseguito nello scorso gennaio è stata solo il preludio di una serie di battaglie che ci accingiamo a portare avanti. L’impegno politico e culturale della rivista è diventato a tutti gli effetti uno dei valori fondanti e degli obiettivi principali del gruppo che la compone.
Un nuovo anno, un nuovo decennio?
La rivista, dunque, va avanti. Forte, solida e sicura di non deludere i suoi fedeli lettori. Le prospettive sono come al solito a breve termine, ma con tutta la volontà e l’ambizione di “allungarsi” e raggiungere mete lontane e future, con la speranza di avere il sostegno finora ricevuto.
L’obiettivo primario resta, ovviamente, quello di fornire un’informazione seria, dignitosa e svincolata da qualsiasi forma di servilismo politico e culturale. Un’informazione ampia, totale e che abbracci le tematiche a noi più care, allo stesso tempo più impellenti: la laicità, l’ambiente, l’esclusione sociale, gli squilibri mondiali da una parte, e poi la letteratura, la filosofia, la musica, l’arte, il cinema, il teatro dall’altra. Cultura ed etica civile, dunque, i due pilastri su cui poggia questo piccolo tempio “eretico”.
La città di Bologna si prepara ad affrontare un anno diverso dagli altri, un anno stagnante. L’Italia si è lasciata alle spalle uno dei decenni più bui dal Secondo dopoguerra: il Medioevo culturale e sociale dell’epoca contemporanea. LucidaMente vuole formare quella rete di associazioni e persone unite dall’intento di creare un Rinascimento bolognese e italiano. Lavorando, raccontando e continuando a fare informazione critica, come sempre, a “Mente Lucida”.
Rino Tripodi, Giuseppe Licandro, Viviana Dasara e Simone Jacca, rispettivamente direttore responsabile, vicedirettore, caporedattrice e coordinatore della rivista
(LucidaMente, anno V, n. 53, maggio 2010)
 
 
 
QUARTO EDITORIALE:
DAL N. 40, 1 APRILE 2009
Quarto anno, quarto editoriale: è ora più che mai necessario che riviste come LucidaMente siano scritte, lette, diffuse…
 
L’Italia sta attraversando una fase storica particolarmente tortuosa e inquietante, che appare segnata dal declino della democrazia, dal rafforzamento del potere esecutivo rispetto agli altri organi istituzionali, dal diffondersi del razzismo e dell’integralismo religioso, dallo strapotere di lobby che dominano una popolazione perlopiù impaurita e disorientata.
Il trionfo del “particulare” – Mentre imperversa una delle crisi economiche più gravi dell’età contemporanea, il Belpaese sembra avviato a una inesorabile decadenza, devastato com’è da una classe imprenditoriale spesso rapace e truffaldina e da un ceto politico inetto e/o corrotto. Le stesse norme su cui si fonda la convivenza civile sembrano ormai stravolte, in un contesto nel quale, come hanno giustamente rilevato Saverio Lodato e Roberto Scarpinato ne Il ritorno del Principe (Chiarelettere), «quel che conta per il singolo non è il giudizio generalista della società, ma solo il giudizio della cerchia sociale di cui fa parte». Molti italiani non si comportano più come “cittadini” di una nazione moderna, ma piuttosto come membri di un clan o di una casta, perseguendo esclusivamente il proprio “particulare”. Più che il solido paese sognato da Niccolò Machiavelli, l’Italia odierna sembra l’informe e caotica accozzaglia di provincialismi e particolarismi descritta a suo tempo da Francesco Guicciardini.
L’importanza di LucidaMente – Nonostante la difficile temperie storico-politica nella quale viviamo e le oggettive difficoltà di chi oggi continua a credere nella laicità dello Stato, nel pluralismo delle idee e nella tolleranza dei costumi, riteniamo tuttavia che i “giochi” non siano affatto chiusi e che ci sia ancora spazio sufficiente per arginare chi tenta di trascinare l’Italia verso una Terza Repubblica dai contorni autoritari. Proprio la difesa dei valori democratici insiti nella Costituzione rappresenta uno dei tratti distintivi di LucidaMente, una rivista che, muovendosi all’interno del mondo virtualmente illimitato del web, ha svolto in questi tre anni di vita un’importante funzione d’informazione e di approfondimento intorno a tematiche di scottante attualità, quali l’involuzione della classe politica, il testamento biologico, l’eutanasia, le unioni di fatto, i diritti degli animali e, soprattutto, la violenza esercitati nei confronti dei soggetti socialmente più deboli, su cui sembra essersi abbattuta la scure di un potere ottuso e perbenista (lavoratori precari, immigrati, prostitute, homeless, ecc.).
Un’informazione seria e obiettiva – I redattori e i collaboratori della nostra rivista, con grande senso di umanità e profondo rispetto per tutte le posizioni etico-politiche, si sono sempre proposti in questi anni come specchi rifrangenti di una realtà in fieri, di cui hanno saputo cogliere sia la sostanza, sia le sfumature, fornendo una lettura attenta e aggiornata delle tendenze in essa insite e delle sue potenziali evoluzioni. Vorremmo portare come esempio di un’informazione seria e obiettiva, che unisce l’indagine storica all’attenzione per i temi di attualità, il n. 38 della nostra rivista, uscito nello scorso mese di Febbraio e intitolato Oppressione/libertà, che ha riscosso notevole successo presso il pubblico degli internauti, solitamente di palato fine e portato alla ricerca di documenti insoliti e di notizie non manipolate.
Rispettati gli obiettivi proposti – Pur avendo la consapevolezza dello scollamento che esiste in Italia fra il mondo del web e i tradizionali canali di comunicazione di massa, riteniamo comunque di avere rispettato gli obiettivi che ci siamo posti tre anni or sono, allorché, nel primo editoriale del febbraio 2006, scrivevamo a proposito della rivista che iniziava allora le sue pubblicazioni: «[…] essa s’interesserà costantemente delle problematiche civili, lotterà la sua piccola battaglia affinché l’Italia divenga un paese “normale”, sul piano dei diritti di libertà, ma senza toni urlati e strepiti, grazie al formato snello, all’eleganza grafica e iconografica, alla scelta del buon gusto e della sana pratica della tolleranza». Crediamo che questo impegno LucidaMente lo abbia finora svolto egregiamente.
I supplementi e la produzione editoriale – Un elogio particolare va ai redattori bolognesi, che si sono via va costruiti una “reputazione” in città, grazie ai servizi di cronaca e di approfondimento locali comparsi sul supplemento di metà mese LM MAGAZINE, che da ora in avanti sarà caratterizzato da inchieste e analisi della società in generale, mentre del capoluogo felsineo si occuperà il nuovo supplemento LM BO, il cui primo numero ha visto la luce il 15 marzo scorso. LM EXTRA resterà un inserto dedicato alla cultura e all’editoria. A proposito, le collane di LucidaMente, edite, come la nostra rivista, da inEdition editrice di Bologna, hanno raggiunto complessivamente i quaranta titoli, alcuni abbastanza venduti. Anche questo un ottimo traguardo.
Innalzare ancora edifici “impossibili” – D’altro canto, però, la nostra rivista ha saputo anche svolgere un’altra duplice funzione: da un lato, fungere da strumento di promozione culturale e, dall’altro, catalizzare un numero sempre crescente di giovani scrittori e di aspiranti giornalisti, aprendosi verso i nuovi orizzonti della comunicazione linguistica e della creazione artistica. Si tratta di un risultato non indifferente, che unisce l’interesse per i temi e gli autori del passato con la valorizzare dei nuovi talenti, dei quali, nonostante tutto, il nostro paese continua ancora ad essere ricco. Ci proponiamo di proseguire anche nel 2009 con questa linea editoriale polivalente e, parafrasando un brillante motto che spicca nellaNewsletter della rivista, confermiamo ai nostri assidui lettori che «gli “architetti” visionari di LucidaMente continueranno a progettare e innalzare edifici “impossibili”» anche in futuro.
Giuseppe Licandro e Rino Tripodi
(LucidaMente, anno IV, n. 40, aprile 2009)
 
 
 
TERZO EDITORIALE:
DAL N. 11 EXTRA, 14 FEBBRAIO 2008, SUPPLEMENTO AL N. 26 DELL’1 FEBBRAIO 2008
LucidaMente al terzo anno di vita: una valanga di novità
LMMagazine, su tematiche di cronaca, a cura della redazione bolognese, e tanti libri di qualità e di successo nelle nostre collane
 
Dall’ultimo editoriale sono trascorsi circa dodici mesi. Il 2008, appena iniziato, si presenta come un anno cruciale per il futuro della nostra rivista, anche perché si stanno progettando varie iniziative in grado di farle compiere un ennesimo salto di qualità. Vediamo di fare il punto sul passato e sul domani; a partire dai dati di fatto – le cifre – per poi esaminare contenuti e programmi. Circa 40.000 sono stati, ad oggi, i visitatori di LucidaMente e 70.000 le pagine viste, con un leggero incremento nell’arco dei dodici mesi rispetto all’anno precedente. Oltre ai 12 numeri “ordinari” mensili, sono stati ben 8 – compreso il presente – i supplementi “extra”, rispetto ai 3 del primo anno di vita della rivista. Il che significa l’immissione di ben 120 articoli che, aggiunti ai 90 della scorsa stagione, fanno il bel numero di più di 200 “pezzi”, dei quali molti di sicuro valore. Inoltre, abbiamo mantenuto alto il livello grafico e di editing, anche con l’accurata scelta delle immagini, spesso fornite in esclusiva dai nostri fotografi o da artisti amici.
Una battaglia civile difficile – Il primo punto del nostro “manifesto” del 2006, vale a dire lottare «affinché l’Italia divenga un paese “normale”, sul piano dei diritti di libertà», ci ha visti schierati in un contesto difficile, data la situazione culturale e politica veramente penosa in cui versa il nostro Paese e di cui sono stati recenti esempi lampanti il “caso Mastella”, il modo in cui è caduto il governo Prodi – comunque carente sul piano della realizzazione legislativa di alcuni diritti civili e della difesa delle fasce deboli della società, ormai in preoccupante caduta verso la soglia di povertà –, l’incredibile predominio clericale, unico esempio di tal genere in Occidente, lo scandalo della gestione amministrativa dei rifiuti in Campania, ecc.
Le questioni affrontate e Non sono un assassino – In tale situazione, ogni numero è stato un esempio di “resistenza civile”. Ripercorriamo alcune tematiche trattate: l’eterna tragedia delle guerre (n. 15), lo strapotere dei mass media (n. 17), la dispendiosa deriva della “casta” politica italiana (n. 19), la crisi della scuola e della cultura nel nostro Paese (n. 22), scienza e bioetica (n. 25). La problematica civile cardine è stata quella della legalizzazione del testamento biologico e del diritto all’eutanasia, approfondita nel n. 18 e, poi, in occasione dell’uscita per le nostre edizioni del libro del dottor Frédéric Chaussoy, Non sono un assassino, nel n. 23. L’acquisizione dei diritti dalla casa editrice francese, la traduzione e la pubblicazione dello splendido diario del medico transalpino, con Prefazione del dottor Mario Riccio, protagonista, suo malgrado, del “caso Welby”, sono tra i risultati di cui maggiormente andiamo fieri. Ricordiamo, tra i numeri “extra”, oltre quelli dedicati alle nostre pubblicazioni, quello “gestito” dagli amici del movimento del Connettivismo (n. 8 extra di metà ottobre 2007). Il “rullo scorrevole” On Air si è via via arricchito e “allungato” fino a diventare un vero e proprio “paginone”, da leggere aprendolo tutto.
La formazione di una redazione “bolognese” e LMMagazine – L’obiettivo del nostro manifesto iniziale di fornire «la possibilità a chi voglia entrare nel mondo dell’editoria, della carta stampata, della critica letteraria, del giornalismo, della pubblicistica, “di far pratica”», si è concretizzato non solo nella pubblicazione di tanti “pezzi” elaborati da giovani, ma, proprio verso la fine del 2007, nella costituzione di un vero e proprio gruppo redazionale bolognese, composto, oltre che dal caporedattore Marco Marano, dalla segretaria di redazione Donatella Stinga e da Marika Bentivogli, Eva Brugnettini, Maria Gaudiano, Claudia Mancuso, Simone Melotti, Elisabetta Ruggeri e Andrea Spartaco. Tale gruppo ha ideato un supplemento fisso, LMMagazine, che vedrà la luce a breve e che tratterà temi legati all’attualità, prendendo come focus la città di Bologna, in quanto modello esplicativo delle contraddizioni insite nei centri metropolitani italiani. La nuova rivista si focalizzerà su alcuni temi alla ribalta della cronaca in tutte le grandi aree urbane del paese: violenza sociale, violenza domestica, degrado urbano, crisi politica, immigrazione e integrazione. L’obiettivo è quello di raccontare storie connesse alla realtà, contestualizzate da dati e analisi comparative.
Il progetto di un laboratorio di giornalismo – Collegato a LMMagazine è anche PressLab. Laboratorio di giornalismo su metodologie, modelli e prassi della comunicazione giornalistica. Il direttore del corso sarà appunto Marano. Alcuni dettagli sono ancora in corso di definizione, ma già molto stimolanti risultano alcuni punti della programmazione didattica: Analisi storico-sociale dei media; I meccanismi produttivi dell’informazione; Gli archetipi contemporanei della comunicazione giornalistica; Lavoro in redazione. Un viaggio nel tempo tra cronaca ed evento; La sindrome di Clitennestra. I processi televisivi e la trattazione giornalistica; Il giornalismo antimafia del mensile I Siciliani. I corsisti potranno, inoltre, grazie alla collaborazione con la rivista, ottenere il conseguimento dell’iscrizione all’ordine dei giornalisti, elenco pubblicisti. La particolarità del laboratorio è incentrata sulle metodologie didattiche utilizzate prima ancora che sui contenuti, poiché i concetti teorici verranno “scremati” al massimo per dare spazio al “fare”. Venti casi di studio, esercitazioni di creative solving, drammatizzazioni, simulazioni, lavoro sul campo, il tutto in 36 ore. Attraverso questa metodologia, innovativa per un laboratorio di giornalismo, si tenderà a creare un clima gioioso, dove il fare sarà anche gioco delle parti.
Le pubblicazioni nelle collane letterarie di LucidaMente: la poesia… – In conclusione, ma autentico fiore all’occhiello del nostro lavoro e del nostro impegno, i libri pubblicati nelle nostre collane, sempre caratterizzate non solo dalla buona qualità degli scritti, ma dal riconoscibile e ammirato stile grafico e tipografico. Le ultime uscite sono state, per la collana di poesia Le costellazioni sonore, diretta da Marco Gatto, Il lavoro del tempo di Luca Viglialoro, Alicante di Carolina Leonetti, Attese di Francesco Piluso, Iperbole, ancora della Leonetti, e Agogno la gogna di Alfonso Benadduce.
…e la narrativa, dalla gialla alla Nerissima – Per la collana di narrativa La scacchiera di Babele, diretta da Rino Tripodi: L’incontro. Dipinti assassini di Maria Cristina Buoso, La polvere eterna di Giovanni Nebuloni, Le felicità nascoste. Memorie involontarie di un bevitore di vino di Paolo Bonesso, I delitti della terza via di Davide Piazzi, Foto grafie di Arianna Agnoletto e Atmosfera radioattiva. Il punto di non ritorno di Giuseppe Mazzilli. Infine, per la nuova “creatura” della inEdition editrice, la collana di letteratura Nerissima, L’appuntamento di Leonardo Marini e Decomposizione di Dio. Un racconto e cento apologhi gnostici tra Kafka e Cioran di Rino Tripodi. Buona lettura a chi ci segue…
Marco Marano e Rino Tripodi
(LucidaMente, anno III, n. 11 EXTRA, 15 febbraio 2008, supplemento al n. 26 dell’1 febbraio 2008)
 
 
 
SECONDO EDITORIALE:
DAL N. 14, 1 FEBBRAIO 2007
Editoriale numero due: dove ci eravamo lasciati?
Sono passati proprio dodici mesi dalla prima uscita di LucidaMente: è tempo di effettuare analisi, fare bilanci e pensare al futuro
 
Correva il febbraio 2006, quando veniva alla luce il primo numero di LucidaMente. Dunque, un anno è passato e sono usciti ben 12 numeri (più tre “Extra”, essenzialmente dedicati alle nostre uscite editoriali). In questi casi è consuetudine fare un bilancio. E noi non ci sottraiamo a tale compito, un po’ “per dovere”, un po’ per piacere. In effetti, il rendiconto è abbastanza lusinghiero. Al di là del numero di articoli pubblicati (quasi 100 in un anno), qual è stata la qualità raggiunta?
Gli obiettivi che ci proponevamo – Riportiamo testualmente dal primo editoriale quali erano le finalità che la rivista si era posta: «Primo: essa s’interesserà costantemente delle problematiche civili, lotterà la sua piccola battaglia affinché l’Italia divenga un paese “normale”, sul piano dei diritti di libertà, ma senza toni urlati e strepiti, grazie al formato snello, all’eleganza grafica e iconografica, alla scelta del buon gusto e della sana pratica della tolleranza: solo gli imbecilli hanno sempre ragione… Secondo: tratteremo e approfondiremo i valori umani, spirituali, culturali, estetici, artistici, che la parte migliore della civiltà europea, a partire dal mondo greco-romano, e attraverso il Rinascimento, l’Illuminismo, il Romanticismo, la Cultura novecentesca della crisi, ha prodotto (senza, naturalmente, dimenticarci delle altre culture, extraeuropee). Terzo: cureremo al massimo la correttezza e la qualità dei contenuti, dello stile, di ciò che pubblicheremo. Quarto: assieme alla inEdition editrice, forniremo la possibilità a chi voglia entrare nel mondo dell’editoria, della carta stampata, della critica letteraria, del giornalismo, della pubblicistica, “di far pratica”, o di vedere “pubblicate” le proprie “opere prime”, con l’ausilio dei consigli, del controllo, della revisione della nostra redazione».
Le tematiche “civili” – Come si saranno accorti i nostri lettori più fedeli e avveduti, ogni numero di LucidaMente è stato dedicato a un tema centrale, quindi ogni uscita è stata speciale. L’obiettivo che più stava a cuore alla nostra rivista di cultura ed etica civile, vale a dire toccare alcuni temi riguardanti i diritti umani e personali, senza strepiti, ma, appunto, con lucidità e spirito civile, è stato più volte raggiunto. Abbiamo trattato la salvaguardia dei diritti di libertà nel nostro Paese, proprio alla vigilia delle elezioni politiche (n. 2), la minaccia alla laicità della scienza (n. 4), i rischi di un totalitarismo mondiale “strisciante” (n. 5), la violenza sugli animali (n. 7), lo sfruttamento dell’umanità fatto passare come “globalizzazione” (n. 9), la “diversità” (n. 10). Ricordiamo, inoltre, le nostre prese di posizione, attraverso gli interventi sul “rullo scorrevole” On Air, in solidarietà di Piergiorgio Welby, contro la pena di morte, per fare chiarezza sul sorprendente calo delle schede bianche alle elezioni dello scorso aprile, per “un’altra tv”, per il testamento biologico, per un commercio equo e solidale, in difesa dei diritti umani, contro la caccia, ecc. Crediamo di aver affrontato tali tematiche sempre con obiettività e pacatezza, pur con alcune tesi e argomentazioni molto ferme. E anticipiamo che alcuni dei prossimi “speciali” saranno dedicati al problema della comunicazione-informazione dei cittadini, alla tragedia delle guerre, al diritto all’eutanasia…
La difesa della “cultura” e della bellezza – Altri numeri sono stati dedicati a temi più specificatamente culturali o storiografici: le interviste a personalità della cultura e della società bolognese (n. 6), la musica (n. 11), il Risorgimento visto in chiave problematica (n. 12), il rapporto tra Occidente e Vicino Oriente (n. 13), e i già citati numeri “Extra”. Non vanno dimenticate le molteplici recensioni a libri o film, in home page o nel “rullo” di On Air (questa rubrica è stata anche corredata dalla segnalazione di mostre, concerti, convegni, spettacoli, corsi, premi). A ciò vanno aggiunte la qualità letteraria degli inediti (poesie e racconti brevi) pubblicati, la cura formale di tutto ciò che è stato immesso on line e – caratteristica che è subito diventata il riconoscibilissimo fiore all’occhiello del nostro periodico – la bella veste grafica e l’accurata scelta delle immagini accostate agli articoli.
Le collane di LucidaMente – Ancora più concreto e verificabile è stato il raggiungimento dell’obiettivo di permettere a tanti giovani di fare pratica giornalistica: molti sono i nostri collaboratori che, attraverso la nostra pubblicazione, stanno lavorando con successo per conseguire i propri fini professionali. Ma, forse, la soddisfazione – anche tangibile – più grande è stata quella di veder nascere una vera e propria casa editrice, collegata al gruppo inEdition, e veder pubblicate, sotto l’etichetta di Collane di LucidaMente, alcune opere, soprattutto in una bellissima veste grafica e tipografica. Ricordiamo le uscite fino ad oggi (il lettore può cliccare sui titoli). Per la collana di poesia Le costellazioni sonore, diretta da Marco Gatto, Aperto di notte (Nattåpent) del grande poeta norvegese Rolf Jacobsen, a cura di Randi Langen Moen e Christer Arkefors, e Tintinnio di farfalle di Arianna Agnoletto, con Introduzione di Marco Gatto. Per la collana di narrativa La scacchiera di Babele, diretta da chi scrive: Malìa d’Eurasia, romanzo fantasy di Anna Marani, e Racconti incantati di Rocco Chinnici, mentre stanno per uscire anche il thriller L’incontro di Maria Cristina Buoso e La polvere eterna di Giovanni Nebuloni. Per la collana di poesia Le invetriate, diretta da Gianfranco Fabbri e Salvatore Della Capa: L’attracco sulla luna di Daniela Monreale, con Introduzione di Gabriela Fantato, Per soglie d’increato di Francesco Marotta, con Postfazione di Luigi Metropoli, e Nome, nome di Massimo Sannelli, con Introduzione di Marina Pizzi.
L’andamento delle visite – Nel momento in cui scriviamo, dal 7 aprile 2006, giorno in cui abbiamo inserito il contatore automatico, abbiamo ricevuto quasi 18.000 visite di utenti della nostra rivista e più di 31.000 sono state le pagine viste. Dopo un inizio più promettente, ci siamo attestati su una media di circa 60 contatti telematici al giorno. Diciamo che, passata la curiosità iniziale per la novità e dopo il prevedibile forte calo in luglio-agosto, conserviamo dall’autunno scorso uno “zoccolo duro” di lettori fedeli, che, però, non riusciamo ad ampliare. In generale, maggiore successo hanno avuto i numeri dedicati a temi sociopolitici o legati all’attualità rispetto a quelli più “culturali”, ma, prima di trarre conclusioni definitive, occorrono ulteriori verifiche.
Il profilo redazionale – Un ringraziamento a tutti quanti – redattori, collaboratori fissi o saltuari – rendono possibile ogni mese l’uscita della rivista. Oltre che essere grati a ciascuno di loro, abbiamo cercato di trarne un profilo statistico (le percentuali sono, ovviamente, arrotondate), che crediamo possa interessare il lettore. L’età: il 40% ha tra i 41 e i 50 anni, il 25% tra i 21 e i 30 anni, un altro 25% tra i 31-40 anni e, infine, un 10% oltre i 50 anni. Quasi tutti sono laureati, con netta prevalenza nell’indirizzo linguistico-filosofico-letterario. Quale professione svolgono nella vita di tutti i giorni? Il 40 % sono insegnanti, mentre i restanti si suddividono – in percentuali non significative – tra impiegati, giornalisti, imprenditori, studenti, precari, pensionati. Per finire: qual è la loro residenza e provenienza geografica? Il 60%, ovviamente, vive stabilmente a Bologna, la metà dei quali di origini meridionali. Il restante 40% vive in varie regioni italiane, ma al suo interno una metà è calabrese.
Un grazie a chi ci legge – Infine, siamo riconoscenti a chi ci legge, cioè a chi ci fa capire che il nostro lavoro serve a qualcuno o a qualcosa: almeno, ci fa sentire meno soli! Quello che possiamo prometter loro è che anche nei prossimi dodici mesi ci impegneremo al massimo, attendendo altresì suggerimenti, consigli e – perché no? – critiche.
Rino Tripodi
(LucidaMente, anno II, n. 14, febbraio 2007)
 
 
 
PRIMO EDITORIALE:
DAL N. 1, 1 FEBBRAIO 2006
Le motivazioni di LucidaMente: solo un’altra rivista telematica?
I tanti perché di una scelta meditata, ma scaturita anche dalla passione: per tutela e sviluppo dei diritti civili, contro il degrado sociale e culturale
 
Lucida mente = aggettivo + nome.
Lucidamente = avverbio.
Luci da mente = che immagine poetica!
Questa volta, per la prima uscita della rivista, Sotto i riflettori collochiamo, presuntuosamente, noi stessi.
Ma, forse, non si tratta dei soliti giochi di parole, stanchi calembour intellettualistici?
Perché un’altra rivista telematica, con un ennesimo giochino linguistico per épater les bourgeois (del resto, ormai, chi si spaventa più di nulla, e non siamo tutti più o meno borghesi)?
Forte è la tentazione del silenzio, un silenzio assoluto, protesta al chiasso che ci perseguita nelle strade e in casa, all’insopportabile chiacchiericcio massmediatico, allo sciocchezzaio e alla stupidità imperante, estenuanti disgregazioni di smarrimenti ricercati, mostruosi intrecci centripeti, laceranti cachinni di vacuità, sfilacciati vortici di imbecillità. Umiliazioni per l’umanità.
E forte è La tentazione di esistere secondo Emil Cioran, stella polare da seguire in tempi come quelli odierni. Vale a dire di sottrarsi ad essa. Allora, basta: silenzio, silenzio, un po’ di silenzio, per favore.
Eppure, ebbene… – Eppure, come far finta di niente rispetto alla scandalosa, straziante, tremenda realtà del nostro pianeta, come non indignarsi per lo stato in cui versa la nostra povera patria, quella che addolorava Franco Battiato e che è rimasta molto molto povera moralmente, ma lo è diventata di più anche materialmente, con larghe sacche di miseria che vanno estendendosi? Come non ribellarsi all’integralismo – quello che ci minaccia fuori d’Italia, innanzi tutto, però anche quello interno –, all’intolleranza, alla consueta, facile persecuzione del “diverso” da parte di una “maggioranza silenziosa” che trova compattezza solo in due religioni: quella del consumo delle merci e dei modelli televisivi e quella di un cattolicesimo svuotato di tutto ciò che è spirituale – e che pur gli appartiene come rispettabilissima forma religiosa –, pallida routine sociale e facile, ipocrita, rifugio moralistico? Perdiana, siamo ancora vivi! Non possiamo accettare di morire per mano di morti… suvvia, uno scatto d’orgoglio! Ebbene, è tempo di essere lucidi, di essere «liberi di pensare, liberi di scrivere», come recita il motto sulla nostra testata, di agire lucidamente.
La lucidità e la passione – Ma la LucidaMente non esclude il cuore, il coraggio, la sensibilità, il sentimento, lo slancio, la fantasia, l’immaginazione, l’arte. Tutto può contrastare la morte dell’uomo, la sua morte spirituale, culturale, antropologica, che – ce ne stiamo accorgendo? – sta avvenendo oggi, in questo momento, se non è già avvenuta. Siamo tutti diventati Polli d’allevamento (Giorgio Gaber), che lavorano dodici ore al giorno per un po’ di sicurezza (le reti del pollaio-lager, le ridicole porte blindate dei nostri appartamenti, “grazie” alle quali, se chi viene da fuori non può entrare, neanche chi è dentro può uscire…) e per del denaro-becchime, forse transgenico (cibi insani e stupidità televisive).
Ma cosa significa ribellarsi? – Peraltro, non crediamo che rifiutare energicamente lo status quo significhi semplicemente o soprattutto “trasgredire” chiassosamente, contestare con la violenza anarcoide, o s’identifichi tout court con quel ribellismo giovanile che fa rima con qualunquismo. Piercing, tatuaggi? Essere contro la società che non ci piace non significa essere contro se stessi, non avere rispetto per il proprio corpo. Maree sporcaccione ai concerti rock – rock?: ma dove sono i Pink Floyd o i Genesis, la Premiata Forneria Marconi o il Banco del Mutuo Soccorso? – , orrendi graffiti rovina città? Insozzare migliora la nostra qualità della vita? Lucidità, ragazzi, lucidità e non solo vuota ludicità. C’è un “anticonformismo” gestito da chi detiene una parte di potere economico che a questo è funzionale e conveniente e, pertanto, quanto di più conformista esista. Peace, grida il rockettaro: benissimo. E allora? E critiche ai padri e alle madri per accattivarsi il consenso stolido di più adolescenti possibili: poveretti genitori, cosa devono fare o non fare ancora? I contestatori di ieri sono i padroncini e i direttori dei giornali “benpensanti” di oggi, chi contesta oggi lo sarà di quelli di domani.
“Destra” e “Sinistra”… – Un radicato, ingenuo, schematico pregiudizio pone l’equazione: Destra = conservazione, bigottismo, egoismo, arrivismo, denaro, incultura; Sinistra = onestà, sensibilità, cultura, qualità della vita. In realtà, la stupidità, il conformismo, l’ipocrisia non stanno solo a “Destra”. C’è una stupidità, un conformismo, un’ipocrisia “di Destra”, c’è – diversa nella forma, ma ugualmente condannabile e dannosa nella sostanza – una stupidità, un conformismo, un’ipocrisia “di Sinistra”. C’è nobiltà morale, coraggio, anticonformismo in molta cultura “di Destra”, c’è amore per l’umanità, solidarietà e sensibilità sociale in molta cultura “di Sinistra”. Ma, attenzione, gli imbecilli e gli arrivisti, gli avventurieri e i profittatori stanno dappertutto. Hanno capito di più il nostro mondo e su di esso hanno pronunciato le sentenze più profonde e precise, seppure strazianti, letterati non engagé come Kafka, Pirandello, Svevo, Joseph Roth, Walser, Montale, Borges, che diecimila teorici, sociologi, ideologi “impegnati politicamente”. Noi prediligiamo Leopardi, Schopenhauer, Nietzsche, Longanesi, Malaparte, Cioran, Mishima, Montanelli (specie l’ultimo), con la loro visione tremendamente aristocratica, lucida, feroce e solitaria del mondo, così come l’intelligenza illuminista “di Sinistra” di Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Bertrand Russell, Norberto Bobbio. Siamo politicamente ambigui? No, semplicemente “pluralisti”, e ve ne accorgerete, leggendo questa rivista nel corso del tempo.
In difesa di ciò che di meglio l’Europa ha prodotto – Confidiamo sui valori della libertà e della democrazia che la cultura europea ci ha tramandato, anziché su un indefinito melting pot che si traduce in pratica per lo più in qualche sciamannata mescolanza musicale rockeggiante. Crediamo, di contro, all’emozione dell’incontro tra popoli, etnie e culture diverse, alla tolleranza e alla convivenza civile tra loro, ma non al disordine, alla prevalenza del peggio – e non del meglio – di tutto ciò che c’è al mondo (ricordate Blade Runner?), né vorremmo che si perdesse ciò che la cultura occidentale ha fatto di bello e buono in duemila anni di storia, senza peraltro accampare a priori pretese superiorità culturali. Il multiculturalismo è una tendenza, forse irreversibile, verso cui va la società globalizzata: tuttavia va tutelato ciò che di più alto ha prodotto la cultura europea nei vari campi filosofici e artistici (Montaigne e Kant, Mozart e Beethoven, Dante e Goethe, Shakespeare e Mann, Michelangelo e Vermeer, Fellini e Bergman), che è stato soprattutto l’espressione finale di un lungo, certo doloroso e contorto, percorso interno. Ugualmente si potrebbe dire per il Taoismo o il Buddismo. E le idee di tolleranza, di progresso, le dichiarazioni dei diritti universali provengono dal mondo occidentale e qui soltanto sono state, anche se parzialmente, applicate dopo l’orrore di Auschwitz…
Un ideale di civiltà e bellezza – Congiungeremo la passione civile all’eleganza della grafica e delle immagini: la bellezza è un antidoto all’imbecillità sociale. Nella testata della rivista c’è la città ideale attribuita a Piero della Francesca o alla sua scuola (recentissimamente si è ipotizzato anche Leon Battista Alberti). Accompagna questo editoriale la prospettiva architettonica attribuita, invece, a Francesco di Giorgio Martini. Ci affascina il civile sogno rinascimentale di una città ideale, così come i visionari architetti vicini a quella terribile utopia che è stata la Rivoluzione francese – Etienne Louis Boullée, Claude-Nicholas Ledoux, Jean-Jacques Lequeu – e spesso utilizzeremo, per illustrare il nostro periodico, questo tipo di iconografia. Una posizione elitaria? Forse sì. Ma cosa c’è di male a non essere volgari quando la volgarità trionfa?
Gli obiettivi – Da quanto scritto fin qui, dovrebbe essere facile ricavare le finalità di LucidaMente. Primo: essa s’interesserà costantemente delle problematiche civili, lotterà la sua piccola battaglia affinché l’Italia divenga un paese “normale”, sul piano dei diritti di libertà, ma senza toni urlati e strepiti, grazie al formato snello, all’eleganza grafica e iconografica, alla scelta del buon gusto e della sana pratica della tolleranza: solo gli imbecilli hanno sempre ragione… Secondo: tratteremo e approfondiremo i valori umani, spirituali, culturali, estetici, artistici, che la parte migliore della civiltà europea, a partire dal mondo greco-romano, e attraverso il Rinascimento, l’Illuminismo, il Romanticismo, la Cultura novecentesca della crisi, ha prodotto (senza, naturalmente, dimenticarci delle altre culture, extraeuropee). Terzo: cureremo al massimo la correttezza e la qualità dei contenuti, dello stile, di ciò che pubblicheremo. Quarto: assieme alla inEdition editrice, forniremo la possibilità a chi voglia entrare nel mondo dell’editoria, della carta stampata, della critica letteraria, del giornalismo, della pubblicistica, “di far pratica”, o di vedere “pubblicate” le proprie “opere prime”, con l’ausilio dei consigli, del controllo, della revisione della nostra redazione.
Le rubriche di LucidaMente – Sei per ora, ma potrebbero aumentare col tempo, le rubriche della nostra rivista. Nella prima parte, LucidaMente svolge il suo compito di essere rivista di etica civile con l’articolo di apertura di Sotto i riflettori, che intende analizzare, di volta in volta, accuratamente e con spirito critico, un argomento di attualità, legato alla politica, alla cronaca, al costume, alla società. Seconda rubrica, Attacco frontale: una problematica rovente da trattare senza mezzi termini e assumendo anche posizioni scomode. Quindi, La citazione: breve o lunga, antica o recente, da qualsiasi autore e testo (religioso, filosofico, letterario, musicale, storico); per “ripassare” ciò che non va dimenticato. Nella seconda parte, grazie alle seguenti tre rubriche, la nostra rivista si occupa di cultura e bellezza. Innanzi tutto, con Il piacere della cultura: mostre, interviste, film, concerti, convegni. Poi, attraverso Letto per voi: la “nostra” recensione mensile di un libro. Infine, con IneditiOn, giocando col nome della nostra casa editrice, proporremo all’attenzione dei lettori una poesia o un racconto breve inediti, offrendo la possibilità a giovani autori di mettersi in luce, secondo quello che – come si è visto – è uno degli obiettivi dichiarati della rivista. Gli articoli, di mese in mese, con le successive uscite della rivista, saranno sostituiti in home page, ma non spariranno del tutto, venendo posti, ordinati per rubrica, nel numero successivo nei link de Lo scorso numero, poi tra gli Archiviati. Rubrica extra è On Air, che in tempo reale, attraverso un “rullo”, aggiorna su eventi culturali e d’attualità.
Ringraziamenti – Chi scrive come direttore responsabile, con la redazione tutta, intende ringraziare la inEdition editrice di Bologna nelle persone di Angelo Picciotto e Matteo Scanavini, per lo sforzo economico prodotto e l’opportunità offertaci, e il webmaster Ernesto Manoni della imprimis, che, con pazienza, competenza e buon gusto, ha realizzato il sito telematico che state leggendo.
E ora, che l’avventura abbia inizio!
Rino Tripodi
(LucidaMente, anno I, n. 1, febbraio 2006)
 
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