DAI LETTORI|20 agosto 2011 23:32

Il valore del monachesimo, della clausura e della preghiera

Secondo il nostro lettore, non esiste solo una Chiesa impegnata nel sociale

I media di tutto il mondo hanno riportato la notizia che una monaca spagnola di clausura di 103 anni ha partecipato alla Giornata mondiale della gioventù. Durante la rassegna stampa di Radio radicale, il suo direttore Massimo Bordin si è subdolamente chiesto se la monaca entrata in convento nel 1927 fosse entrata di sua spontanea volontà. Evidentemente al conduttore di Radio radicale (ma, assieme a lui, sicuramente a una buona fetta di italiani atei e agnostici), pare impossibile che una persona possa donare l’intera esistenza a Dio.

Ma lo scetticismo circa la scelta della vita claustrale, sfiora anche molti cattolici che hanno scambiato la Chiesa cattolica per un’agenzia etico-filantropica atta a debellare le povertà del mondo o a risolvere questione “profane” come la difesa dell’acqua o il rifiuto al nucleare. Spiace prendere atto che molti intellettuali laici e cattolici non sappiano che oltre alle Opere di Misericordia corporali, esistono anche le Opere di Misericordia apirituali. Le monache di clausura che dedicano l’intero arco della loro vita a pregare Dio e le anime dei defunti suppliscono a questa primaria funzione spirituale che molti cattolici hanno abbandonato.

Le monache di clausura sono le vere eroine del terzo millennio, altro che starlette, veline ed escort.

Gianni Toffali – Verona

(LucidaMente, 20 agosto 2011)

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