INTERVENTI|21 agosto 2011 01:54

Paolo D’Arpini: Costi della politica e costi del Vaticano

A non salvarsi sono però i cittadini, che devono pagare le conseguenze dei guasti prodotti da altri

Due notizie mi hanno colpito. La prima è che il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della conferenza episcopale italiana, sollecita il governo ad attivarsi contro gli evasori fiscali (per risolvere il problema del debito pubblico in Italia). Si vede che Bagnasco è masochista

Infatti è risaputo che il primo evasore assoluto in Italia è la Chiesa cattolica (seguita dalle banche). Il Vaticano detiene il 30% del patrimonio immobiliare sul suolo nazionale e non paga Ici, non solo per le chiese, i conventi, etc. ma nemmeno le ex chiese ed ex conventi che sono diventati alberghi di lusso o supermarket (con vendita diretta dei loro prodotti). Inoltre il Vaticano non paga imposte per i servizi ricevuti, anzi viene foraggiato dallo Stato italiano con contribuzioni salatissime (conseguenza dei tristi Patti lateranensi). Ma cosa potremmo aspettarci da Giulio Tremonti? È il commercialista “estero” del Vaticano.

Seconda notizia “esilarante”, sempre relativa ai modi per far cassa per ripagare il debito (causato dagli stessi che ora vogliono sanarlo): il governo vuole vendere uffici e caserme… Giusto: visto che l’esercito italiano è stato smantellato e reso una forza privata agli ordini del ministro della Difesa, cosa ce ne facciamo di tutte quelle caserme vuote? Meglio venderle. E, d’altronde, in Grecia non si stanno vendendo pure le isole (sempre per via del debito pubblico)? In Italia isole ce ne sono poche, magari in futuro potremmo vendere la Sicilia alla Mafia e la Sardegna alla Fininvest, ma per ora è prematuro… vendiamo le caserme e prossimamente pure il Colosseo, la Mole antonelliana, la Torre di Pisa, i ruderi di Pompei… tanto per lo stato son solo spese… ed è meglio risparmiare (con i costi della politica altissimi da soddisfare).

Insomma, il debito pubblico creato dal sistema politico, oltre due mila miliardi di euro, ha buggerato gli italiani e oggi gli italiani devono assumersi le conseguenze, mentre i politici (che lo hanno procurato) ci ridono dietro.  

Paolo D’Arpini Portavoce European Consumers Tuscia

(LucidaMente, 21 agosto 2011)

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