DAI LETTORI|22 agosto 2011 01:47

Spesso i “credenti” son più materialisti dei “non credenti”

Partendo da una frase di Benedetto XVI, le riflessioni di una nostra lettrice: ma non sarebbe meglio suddividere gli uomini tra giusti e ingiusti?

«Non lasciatevi intimorire da un ambiente nel quale si pretende di escludere Dio e nel quale il potere, il possedere o il piacere sono spesso i principali criteri sui quali si basa l’esistenza». Così, Benedetto XVI ai giovani in Spagna.

Discorso ingannevole, anche se fatto in buona fede (potrebbe essere altrimenti?). Si potrebbe pensare che gli uomini si dividano in coloro che escludono Dio e quindi reggono la loro esistenza sui criteri menzionati dal Papa, e gli uomini che non escludono Dio e quindi non reggono la loro esistenza sul desiderio del potere, del possedere, del piacere.

In realtà, si può anche non escludere Dio e basare la propria esistenza sui criteri del potere, del possedere e del piacere (un esempio è il nostro presidente del Consiglio). E si può escludere Dio e non basare la propria esistenza sui criteri del potere e via di seguito.

La distinzione non ingannevole e rispondente al Vangelo non è tra chi esclude Dio e chi non lo esclude, ma tra giusti e ingiusti.

Paradossalmente, può essere più vicino a Dio un non credente, che un credente.

Miriam Della Croce

(LucidaMente, 22 agosto 2011)

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