DALL'EMILIA-ROMAGNA|27 agosto 2011 00:33

Uaar Bologna: La Curia non aggiunga beffe al danno erariale, e Merola…

Il Circolo felsineo risponde alle affermazioni del sindaco e della Curia su esenzioni fiscali e privilegi economici della Chiesa Cattolica

In risposta alle dichiarazioni di don Giovanni Silvagni, vicario della Curia bolognese, che un paio di giorni fa aveva affermato che la Chiesa è già soggetta alle tasse, Roberto Grendene, portavoce del Circolo bolognese dell’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti), dichiara: «È curioso che la Curia neghi l’evidenza: per alberghi, cliniche, scuole, cinema, librerie, la Chiesa cattolica non versa l’Ici e non versa la metà dell’Ires, a danno delle finanze pubbliche e degli imprenditori privi di questi favoritismi. La Curia è veritiera quando dice di pagare le tasse previste: il problema è che per essa la politica clericale ha riservato, per legge, delle esenzioni. E giustificarsi dicendo che tali esoneri valgono per tutti i soggetti senza scopo di lucro aggiunge beffe al danno erariale: quante associazioni possiedono reti di cliniche private, scuole, alberghi, cinema?».
La Provincia di Bologna elenca in una pagina apposita del suo sito le
“case per ferie e ospitalità religiosa”: «Ci chiediamo – prosegue Grendene – se le 24 strutture alberghiere bolognesi di proprietà di enti cattolici paghino l’Ici e l’Ires per intero».
Il circolo Uaar di Bologna risponde anche al sindaco Virginio Merola, che era stato bacchettato dalla Curia per aver osato parlare delle esenzioni concesse agli enti ecclesiastici per gli immobili non adibiti ad attività di culto: «Apprezziamo le parole del sindaco Merola sulla revisione delle esenzioni per gli immobili non adibiti esclusivamente al culto. Preferiremmo però che il sindaco agisse dove ha margini di manovra: attendiamo ancora la sua risposta alla petizione Uaar per azzerare gli oneri di urbanizzazione secondaria elargiti alla Curia. Ricordiamo al sindaco che basterebbe un semplice voto in Consiglio comunale per interrompere l’esborso di circa mezzo milione di euro annui dalle casse comunali a favore dell’Arcidiocesi, il più grande immobiliarista sul mercato. In attesa di “manna laica” dal Parlamento, c’è bisogno che il sindaco si dia da fare concretamente per il nostro Comune».

Pare comunque che, in risposta all’indagine dell’Unione europea sui privilegi fiscali della Chiesa cattolica in Italia, l’attuale Governo avesse previsto di eliminare dal 2014 parte delle esenzioni fiscali concesse.

(v.v.)

(LucidaMente, 27 agosto 2011)

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