ÀRBITRI E ARBÌTRI: TESSERA DEL TIFOSO, NO ALLA MOVIOLA ALLA RAI... PROVE TECNICHE DI AUTORITARISMO? GLI ULTRAS BALUARDO DEI DIRITTI CIVILI? – Il mondo del calcio non è affatto “innocente” e di scarsa rilevanza sul piano politico-sociale. Questo lo si era capito da anni. Sui rischi di controllo sociale e di speculazioni economiche legate al provvedimento della “tessera del tifoso”, molto si è parlato. Ci sembra si sia discusso un po’ meno della decisione da parte delle trasmissioni sportive della Rai di non far vedere attentamente agli spettatori gli episodi dubbi alla moviola. Motivazione ufficiale (molto nobile): gettare acqua sul fuoco delle polemiche, evitare le violenze da parte dei tifosi le cui squadre sono state danneggiate dagli “errori arbitrali”, ecc. Concordiamo che molte trasmissioni (specie Mediaset) si crogiolano nello stare ore a sobillare gli spettatori attraverso la polemica gratuita basata sulla moviola. Tuttavia... sorgono alcuni dubbi. Uno: “proibire” la moviola non è un limite al diritto di cronaca, non si tratta di una sorta di censura? Due: non si rischia di far passare il messaggio più ampio che occorre accettare passivamente gli “errori” e gli arbìtri (non àrbitri, beninteso) del potere? Tre: non è forse un percorso che porterà al fatto che tra qualche tempo non si potranno vedere neanche i filmati su proteste di piazza e relativi “scontri” o avere notizie o inchieste giornalistiche sulla corruzione dei politici, ecc. perché, altrimenti, come c’è qualche tifoso che si incazza per gli errori degli arbitri nel calcio (quasi sempre a favore delle squadre “grandi”, quindi non del tutto in buona fede), e non va bene, ci potrebbe essere qualche cittadino che si incazza per ruberie, soperchierie e prepotenze varie del potere?... e questo alla casta non fa piacere. Si prospetta un modello di società anodina, fatta di bravi e passivi consumatori di spazzatura culturale e di merci inutili, quando non dannose, manichini che non hanno mai un soprassalto di rabbia per le ingiustizie e gli scandali... fossero anche calcistici. E il calcio è passione, desiderio di lealtà e giustizia, così come la vera partecipazione politica. Un po’ triste, poi, è che a difendere i diritti civili e democratici siano rimasti gli ultras coi loro ricorsi al Tar! (r.t.)
ANCORA SU ÀRBITRI E ARBÌTRI: OCCULTAMENTO DI FATTI E MANCANZA DI TRASPARENZA – Tra l’uso distorto e pletorico della moviola fatta dai vari Biscardi, Longhi, Pistocchi, Tombolini ecc. e l’assenza totale di informazioni sugli errori arbitrali, ci sarebbe una soluzione intermedia: tornare alla “moviola di Sassi”, gestita oculatamente, che individuava i casi più controversi e lasciava perdere i fuorigioco millimetrici e i contatti fortuiti in area. È chiaro che le ragioni dell’abolizione della moviola poco hanno a che fare con lo sport e rientrano nella strategia dell’occultamento dei fatti e della manipolazione delle informazioni di cui parlava a suo tempo Travaglio. Persino nel rugby è stata introdotta la moviola in campo per stabilire o meno la validità delle mete contestate. Perché non garantire la stessa trasparenza anche nel calcio? Evidentemente l’arbitrio deve prevalere e i potenti devo potersi tutelare anche così dai possibili imprevisti del campo... (g.l.)
SILVIA NOÈ PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA? COME METTERE UN LUPO A DIFESA DEGLI AGNELLI! NO, GRAZIE! FIRMIAMO UNA PETIZIONE CIVILE – Forse approfittando anche delle vacanze estive, durante le quali gli emiliani e i romagnoli sono distratti dalle meritate ferie, si sta svolgendo una strana trattativa tra il Partito democratico e l’Unione di centro che avrebbe come obiettivo la designazione della consigliera Udc Silvia Noè alla presidenza della Commissione pari opportunità della Regione Emilia-Romagna. L’Udc e la Noè, come sua interprete in Regione, hanno notoriamente posizioni oscurantiste in materia di diritti civili e diritti individuali. La consigliera ha più volte esplicitato le sue posizioni omofobe, contrarie all’aborto e alla RU486, nonché al testamento biologico e alla libera espressione del pensiero nei confronti del cattolicesimo. Per sottoscrivere una petizione contro tale designazione, clicca sul titolo o qui. (r.t.)
LE VERE RAGIONI DELL’ACCOGLIENZA TRIONFALE RISERVATA A GHEDDAFI – Giovanna Lantini, nell’articolo La questua al gran banchetto degli appalti (pubblicato l’1 settembre 2010 su il Fatto Quotidiano), spiega molto bene le vere ragioni dell’accoglienza trionfale riservata in Italia a un personaggio controverso come Gheddafi: «Cinquanta miliardi di euro. A tanto ammonterebbero, secondo la stampa finanziaria, le commesse in ballo tra l'Italia e la Libia che lunedì sera hanno attratto tanti commensali del bel mondo della finanza e dell'economia italiana alla monumentale tavola di Muammar Gheddafi che è seguita alle celebrazioni per il Trattato di amicizia Italia-Libia». La Lantini segnala la presenza dei seguenti imprenditori alla cena in onore del colonnello: Luigi Abete (dirigente della Bnf-Bnp Paribas), Ernesto Auci (capo delle relazioni istituzionali del gruppo Exor-Fiat), Tarak Ben Ammar (finanziere in affari con la Fininvest), Giovanni Castellucci (presidente della Benetton), Pietro Ciucci (presidente dell’Anas), Roberto Colaninno (presidente dell’Alitalia e della Piaggio), Fulvio Conti (ad dell’Enel), Gabriele Galateri di Genola (presidente di Telecom Italia), Giampaolo Galli (direttore generale della Confindustria), Pierfrancesco Guarguaglini (numero uno della Finmeccanica), Fausto Marchionni (ad di Fondiaria Sai), Gian Marco e Letizia Moratti (proprietari della Saras), Massimo Ponzellini (presidente della Impregilo) Alessandro Profumo (ad di Unicredit), Paolo Scaroni (numero due dell’Eni). Evidentemente, come dicevano gli antichi romani, “pecunia non olet”... (g.l.)
• EMERGENZE CIVILI E SOCIALI
LA CAMPAGNA ANTI CASE EDITRICI A PAGAMENTO DI WRITER’DREAM – Prosegue l’opera di denuncia delle case editrici a pagamento da parte del portale Writer’Dream, diretto da Linda Rando. A essere preso di mira, in particolare, è il famoso/famigerato (se non altro per gli incredibili passaggi pubblicitari sulle reti Mediaset) Gruppo Albatros Il Filo. Al di là di quello che si può pensare sul fenomeno e sulla presunta “democratizzazione della letteratura” (che noi riteniamo piuttosto espansione della presunzione, del populismo, dell’ignoranza), consigliamo comunque ai lettori di dare un’occhiata al sito di Writer’Dream e di non perdersi assolutamente il video-parodia della pubblicità Albatros, creato da Studio83. (r.t.)
LA SCARSA PADRONANZA DELLA LINGUA ITALIANA DA PARTE DEGLI STUDENTI – Il rapporto sulla qualità dei temi di Italiano agli esami di Stato dell’anno scolastico 2008-09, elaborato dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo (Invalsi), testimonia la scarsa padronanza nell’uso della lingua italiana da parte degli allievi giunti al termine delle scuole superiori. La rilevazione ha preso in esame 545 elaborati, valutati in base a quattro competenze: testuale, grammaticale, lessicale-semantica e ideativa. Tutte e quattro le competenze hanno fatto registrare un voto medio inferiore alla sufficienza, più basso rispetto alla valutazione attribuita dai docenti delle commissioni d’esame. Il voto medio degli studenti dei licei è stato appena sufficiente, mentre di gran lunga peggiore è risultato l’esito di quelli degli istituti tecnici e professionali. Il pedagogista Benedetto Vertecchi ha commentato con preoccupazione i dati forniti dall’Invalsi: «Le società autoritarie basano il loro consenso sul basso livello di conoscenza della lingua». (g.l.)
NON VOTANO A DESTRA? VENDETTA! PUNIAMO GLI INSEGNANTI – Dalle ricerche e dai sondaggi relativi alle ultime elezioni politiche del 2008, che hanno visto il trionfo della coalizione di centrodestra, sembra che la “categoria” sociale più restia ai richiami del duo Berlusconi-Bossi sia quella degli insegnanti (solo il 35% vota a destra) e, più in generale, quella degli statali (45%). Indovinate: chi sta pagando di più la crisi; chi viene maggiormente penalizzato dalla manovra finanziaria; chi non sarà assunto, se precario; chi vedrà peggiorare le proprie già pessime condizioni di lavoro? (Rino Tripodi)
CHE I POLITICI RICAVINO UN TORNACONTO DAGLI APPALTI?... – Sembrerebbe una cosa strana, molto strana, se non conoscessimo bene il nostro Paese. Stiamo parlando del gigantesco deficit di bilancio, un vero buco nero, degli enti locali; comuni, province, regioni etc. Stranamente tutti questi enti hanno debiti mostruosi e continuano a farne mentre le ditte appaltatrici che prendono i lavori se la passano più che bene. Direi che talvolta pasteggiano a champagne. Ormai non si appaltano più i lavori secondo le esigenze infrastrutturali o dei cittadini, ma per gli interessi di alcune ditte appaltatrici. Verrebbe quasi da pensare che i politici ne ricavino un tornaconto... (Luigi Cardarelli)
IN ITALIA SI STA PROPRIO BENE, IN CARCERE – Nel nostro Paese, si sa, secondo un logoro luogo comune, “in carcere non ci finisce nessuno”! Se, poi, proprio perché uno vuole, si ha la fortuna di essere detenuti, secondo un altro celebre adagio, si sa ancora, “è una pacchia”: oltre alla proverbiale tv in cella, pasti sopraffini, donnine allegre, giornate passate al cellulare e a giocare a carte, elevate conversazioni con compagni di cella quali Gennariello “’o sfreggiazoccole”, Cecio “er mostro de Torvaianica” e Ciccio “l’ammazzafroci”, al minimo segno di malessere – non diciamo neanche di malattia o lesioni fisiche (queste ultime del resto impossibili, data la consueta gentilezza di polizia, carabinieri, agenti di custodia – vedi fiction televisive) – si è prontamente assistiti e, se necessario, trasportati tempestivamente in ospedale, anche per cautela. Così, alfine, si raggiunge uno stato di tale benessere psicofisico che, come nei paesi più civili (Svezia, Norvegia, Finlandia), dove la tipicamente nordica malinconia impazza, il detenuto, preso da una intellettualistica e decadente noia esistenziale – e in mancanza del conforto cattolico, di cui viene privato dai cattivi “laicisti” –, non trova di meglio che suicidarsi. (r.t.)
AUMENTA LA CORRUZIONE NEL BELPAESE – L’indice di percezione della corruzione in 180 nazioni, stilato annualmente dall’associazione non governativa Transparency International, evidenzia che nel 2009 l’Italia si è posizionata al 63° posto in graduatoria, subito dopo Malaysia, Sudafrica e Turchia e a pari merito con l’Arabia Saudita, perdendo ben otto posizioni in classifica rispetto all’anno scorso! La graduatoria, compilata sulla base dei sondaggi realizzati da dieci organizzazioni indipendenti presso uomini d’affari e specialisti, vede al primo posto la Nuova Zelanda e all’ultimo la Somalia. (g.l.)
LA SPARIZIONE DEI PREZIOSI CORSI SERALI – Dal prossimo 1° settembre 2010, il corso serale del Liceo artistico “Klee-Barabino” di Genova non esisterà più, insieme agli altri serali delle scuole superiori genovesi (e liguri). Queste le notizie ufficiali che i presidi delle varie scuole hanno diffuso durante i Collegi docenti convocati nello scorso ottobre. Al di là del fatto grave in sé, tutto ciò è un’incrinatura implicita, quando non categorica, del diritto allo studio dei cittadini italiani. La scomparsa dei corsi serali – e sembrerebbero in predicato di “sparire” anche i Ctp, Centri territoriali permanenti) merita una netta denuncia. Ma la confusione su questo argomento regna sovrana. Da anni si orchestra la distruzione della scuola statale. L’effetto soporifero, realizzato ad arte, di migliaia di inutili adempimenti burocratici, per demotivare i docenti migliori; i media che battono sul tema della scuola italiana ultima in Europa, con quel razzismo che vuole gli insegnanti, precipuamente meridionali, dalla preparazione carente; gli studenti che entrano come persone ed escono come numeri (leggi i nuovi metodi valutativi), sembrano avere lo scopo di consegnare l’istruzione al privato sopra il classico vassoio d’argento. Quanto meno si è riusciti a dividere i canali e le forze della (eventuale) protesta, sindacati compresi. (Francesco Cento)
IL LIBRO? UN OGGETTO SCONOSCIUTO A MOLTI ITALIANI – Riportiamo alcuni brani dell’articolo Il libro questo sconosciuto di Claudio Gerino pubblicato il 17 febbraio su la Repubblica.it, da cui si evince che l’Italia si trova agli ultimi posti della Ue nella lettura dei libri: «Il libro questo sconosciuto. Almeno in Italia. I lettori, infatti, sono solo il 38 % sul totale della popolazione di età superiore ai 14 anni, ma solo il 10 % si possono definire “abituali”. [...] I dati sono forniti dall’AIE, l’Associazione Italiana Editori e sono impietosi. Elaborando i dati Istat del 2009, infatti, l’associazione rileva che, nel 2009 il 45,1 % degli italiani di età superiore ai 6 anni ha letto almeno un libro non scolastico (25 milioni e mezzo). Ma la fascia dei lettori saltuari (da 1 a 11 libri l’anno) è consistente: quasi 22 milioni di persone sopra i sei anni d’età. Chi legge più di 12 libri l’anno, infine, rappresenta solo il 6,9 % (3 milioni e 900 mila)». (g.l.)
• I PARERI DEI LETTORI
TESTIMONIANZA DI UNA DOCENTE PRECARIA – Ho 36 anni, sono coetanea del nostro caro ministro Gelmini. Precaria dal 1999, quindi “precaria storica”, come si suol dire. Laureata in Lettere e Filosofia, abilitata per la scuola materna, per la scuola elementare e per l’insegnamento di lettere nella scuola media e superiore. Dunque ho conseguito ben 4 abilitazioni: 2 al Sud, 2 al Nord col massimo dei voti e nessuno mi ha regalato nulla; per non parlare di tutti i corsi d’aggiornamento frequentati a Milano. Risultato di tutti questi anni di «studio matto e disperatissimo»: nessuna stabilità, ogni anno costretta a cambiare scuola, bambini, colleghi. Trentasei anni e sentirsi sulle sabbie mobili, sprofondare sempre di più: senza un contratto a tempo indeterminato niente mutuo, niente casa, niente progetti per una famiglia... Lo stipendio? Nessuno scatto di anzianità, assunti sempre a fascia 0!!! Non ho futuro nonostante i miei titoli di studio. Preciso: insegno nella scuola primaria da diversi anni e sono plurilaureata e pluriabilitata!!! Vorrei solo che i nostri cari ministri sentissero il mio urlo disperato: basta con gli slogan del tipo “insegnanti italiani impreparati”, basta buttare sempre fango sulla nostra categoria. Ridateci il nostro futuro, ne abbiamo tutto il diritto. Grazie per l’attenzione. (Giusy Andaloro)
I COMITATI BOLOGNESI ANTIDEGRADO CONTRO I DEHORS – Schiamazzi, maleducazione, sporcizia, musica ad alto volume: per i residenti, impossibile il riposo notturno. Vari comitati anti-degrado di Bologna (Al Crusel, Comitato Stop al degrado, Associazione Scipio Slataper per la tutela del centro storico, Associazione Santo Stefano) hanno richiesto al commissario prefettizio Anna Maria Cancellieri un’ordinanza per far chiudere immediatamente tutti i bar e locali che si trovano nella zona del Pratello e in quella universitaria a Bologna all’una di notte, anziché alle tre come avviene ora. Inoltre viene posto il problema dei dehors (gli spazi concessi ai locali sulla strada per ospitare tavolini, ecc.). Ogni nuovo dehor toglie, quasi sempre, uno o due posti auto alla disponibilità dei cittadini rendendo, fra l’altro, ancora più problematica la sopravvivenza nel centro storico del commercio diurno, che da sempre denuncia come causa della propria crisi proprio la carenza di parcheggi. Ancora una volta, la lotta al degrado che tanti si dicono d’accordo di voler portare avanti, si dimostra essere solo un utile strumento per ottenere provvedimenti mirati a togliere altro spazio vitale ai residenti a vantaggio della città-divertimentificio. (I comitati)
ISLAM E OCCIDENTE: 1. RAMADAN E IPOCRISIA – Da pochi giorni è iniziato il Ramadan. Molte amministrazioni locali italiane, le stesse che quando si tratta di feste cattoliche se ne stanno rigorosamente zitte, hanno fatto gli auguri ai figli di Allah. Il Ramadan, giova ricordarlo, è quella pratica che obbliga i praticanti musulmani ad astenersi dall’alba al tramonto dal mangiare, dal bere, dal fumare, e dal praticare attività sessuali. In molti paesi islamici, e questa la dice lunga sul concetto di libertà vigente nell’islam, chi trasgredisce è accusato di empietà massima e conseguentemente sanzionato penalmente. A parte che non è chiaro che c’entra il fumare con il “vademecum” del buon islamico, quello che si ignora, è che appena il sole tramonta, i fedeli della mezza luna riprendono tout court le “attività” dismesse. I buongustai a gozzovigliarsi senza limiti e i “focosi” a copularsi le quattro mogli (chi se le può permettere) troppo a lungo (dalla mattina alla sera) trascurate. Se qualche pratica analoga venisse contemplata anche dalla religione cattolica, i soliti laicisti (leggasi anche coloro che vedono di buon occhio tutte le religioni fuorché quella cristiana) l’accuserebbero di ipocrisia e “ridicolaggine”. Ma dal momento in cui è praticata dai discendenti del poligamo (e seduttore di minorenni) Maometto, tanto di cappello e auguri assicurati. 2. IL BUON GHEDDAFI E IL CANNONE DEMOGRAFICO – Per celebrare il secondo anniversario del trattato di amicizia Italia-Libia, Gheddafi, giusto per far capire che i maschi non gli piacciono (di questi tempi la precisazione non è scontata), incarica l’agenzia Hostessweb di procurargli centinaia di ragazze di bella presenza tra i diciassette e i trentacinque anni. Come un padre amorevole che ama le figlie (ma solo quelle bellissime), decanta alle aspiranti pulzelle di Allah le meraviglie dell’islam. Domenica 29 agosto, in un discorso di quasi due ore, rivela loro, che «non è vero che l’islam è contro le donne, e che anzi il Corano elogia continuamente il loro ruolo esortando gli uomini ad aiutare di più il genere femminile». Poco importa che abbia tralasciato di precisare che la legge e i maschi musulmani “castigano” le donne adultere con la lapidazione o con getti di acido solforico sulla faccia. E poco importa che si sia “scordato” di puntualizzare che la religione del profeta Mohammed contempla pratiche come l’impiccagione e la decapitazione. Sta di fatto che, nonostante nel bel mezzo dell’apologetica peana pro islam, due hostess siano anzitempo fuggite inorridite, tre di loro sono state “miracolosamente” folgorate dalla magniloquenza dell’affascinante Gheddafi. Un qualsivoglia mago Casanova può arguire la delusione a cui andranno incontro le novelle “sottomesse” italiote nel momento in cui scopriranno di aver rivestito il ruolo di “utili idiote” al servizio dell'espansionismo islamico. Espansione il cui “cannone” si chiama demografia e i suoi “proiettili” si chiamano uteri. Tanto meglio se targati made in Europe. (Gianni Toffali – Verona)
LE IMPRECISIONI DI CHI PARLA SENZA CONOSCERE L’ISLAM – Mi sono stupita molto che abbiate pubblicato ne “I pareri dei lettori” il brano “Ramadan e ipocrisia” così fortemente offensivo e razzista. Non metto certamente in dubbio che ognuno possa esprimere la propria opinione, ma sicuramente può farlo su soggetti che conosce, altrimenti è solo una dimostrazione di insulsa stupidità. Chi mai farebbe, ad esempio, la critica letteraria di un autore che non ha mai letto? Ma oggi, in Italia, si può dire (e fare) qualsiasi cosa, purché sia contro i musulmani, per dimostrare quanto siano inferiori alla bella e santa civiltà “occidentale” (non si è già fatto così con gli ebrei?). Io, ovviamente, sono musulmana e per diventarlo ho anche studiato, oltre che essere stata spinta dall’amore. Naturalmente, sto praticando il Ramadan (come da molti anni, ancor prima di diventare musulmana per fare compagnia a mio marito che era solo a digiunare, lontano dal suo paese e dai suoi cari) e cerco, come d’obbligo, di riflettere sui miei peccati, le mie mancanze, le mie debolezze, nella speranza che Dio mi perdoni e che aiuti, magari anche per mezzo del mio sacrificio, le persone che più amo. Provando la fame e la sete, sono più vicina, inoltre, a quanti la fame e la sete la soffrono tutto l’anno, molti schiacciati da potenti e dittatori sostenuti da questa bella civiltà! Posso garantire, però, ai lettori, che chi fa davvero il Ramadan e di giorno deve lavorare, non ha certo la forza di divertirsi e gozzovigliare la notte. Anzi, dopo il pasto, perde completamente le forze e deve anche pregare. Per quanto riguarda il fumo, un buon musulmano, in realtà, non dovrebbe mai fumare perché è un vizio che danneggia il suo corpo e la sua salute, anche se l’esplicita proibizione non esiste perché al tempo del Profeta non si fumava. Quello che mi ha colpito di più, nelle parole della lettera, è il dileggio per la fede altrui. La fede viene dal cervello ma soprattutto dal cuore: chi crede imposta la sua vita sul sentimento che ci sia qualcosa che vada oltre un’esistenza che non può essere solo quella di marionette assetate di potere e denaro, disperse alla fine nel nulla. Noi non sappiamo se davvero ci sia qualcosa oltre la morte, ma il miracolo della fede ci aiuta a lasciare qualcosa di buono in questo mondo per renderlo migliore. Poi, saremo premiati nell’aldilà, se esiste, e se non ci sarà nulla, il premio sarà quello di ogni giorno che viene dalla felicità dell’aver sparso semi di amore e non di odio, di incontro e non di scontro, di voglia di conoscere e non di rifiuto. Noi siamo tutto questo: “l’eredità di affetti” di cui parlava Foscolo. Disprezzare la fede degli altri è colpirli al cuore, è esporli alla denigrazione e all’umiliazione. Mi viene in mente quando i nazisti e i fascisti dei campi di concentramento facevano prima di tutto spogliare le persone pubblicamente, per annullarle, per distruggere la loro dignità. E poi perché insultare il credo altrui, il Profeta nella cui parola crede più di un miliardo di persone? In nome di cosa? Di Gesù? Mai Gesù avrebbe umiliato qualcuno! Per ultimo mi domando dove viva l’attento lettore. Le autorità non fanno gli auguri per Natale e Pasqua? Qui a Savona lo fanno sicuramente e anche a livello nazionale, mi risulta. Persino, mi sembra, che ormai siano diventati tutti baciapile (anche i vecchi comunisti mangiatori di bambini) per fare felice un elettorato di atei che sbandiera crocifissi ad ogni piè sospinto! Come ho già scritto molte volte, sarebbe davvero auspicabile per noi musulmani vivere in un paese davvero cristiano, rispettoso di Cristo, del Crocifisso e del suo messaggio. In tale paese, prima di tutto, non ci sarebbe neppure un razzista! (Renata Rusca Zargar)
NON OCCORRE ESSERE RELIGIOSI PER FARE DEL BENE: IO SONO ATEA – Io sono atea, e cerco di aiutare il prossimo nel mio piccolo senza pensare che sarò compensata nell’aldilà, ma semplicemente perché credo che l’umanità tutta debba vivere decentemente e con dignità e che le ricchezze della terra dovrebbero essere distribuite più equamente fra tutti e non solo patrimonio di pochi, anzi pochissimi. Anche per questo sono di sinistra, perché ritengo che ci debba essere più attenzione al sociale e, ripeto, alla migliore distribuzione della ricchezza del nostro paese, che negli ultimi anni invece ha aumentato moltissimo la forbice, per cui i poveri sono molto più poveri e i pochi ricchi lo sono moltissimo di più. Mi sembra inoltre che nel mondo in nome delle religioni si facciano cose tremende, con conseguenze terribili per i popoli, soprattutto i più deboli. (Marta Borsari)
RELIGIONE “FATTA DAGLI UOMINI”, FEDE, PRATICA DI VITA – Leggo con grande interesse le varie opinioni sull’argomento, ma sono particolarmente rimasto colpito dall’opinione della dottoressa Borsari, la signora atea che sottolinea come per fare bene o aiutare il prossimo non ci sia bisogno di professare una religione. Questa è un’affermazione senz’altro vera: la fede o la religione (cose da considerare, almeno nella loro accezione comune, distinte e separate) non costituiscono una condicio sine qua non per l’attuazione di buone azioni, o di carità, o di un modello di vita corretta. Questo è indubbio. Però bisogna anche stare attenti a non demonizzare la religione e le sue espressioni e manifestazioni, ricordandoci che ogni cosa esistente sulla terra possiede almeno, e sottolineo almeno, due sfaccettature. Ovviamente la religione può essere considerata “fatta” in parte dagli uomini, e di conseguenza possiede tutte le caratteristiche che possono avere le azioni umane; la fede, invece, è fides, quindi fiducia, intesa in senso ampio e trascendentale. Non voglio cadere nel lezioso e nello stucchevole e quindi concludo soltanto dicendo che la religione dev’essere letta come l’uso che se ne fa, quindi come un elemento che acquista valore positivo o negativo in funzione dell’impiego. Questo ovviamente tralasciando dottrine, dogmi e quant’altro. (Marco Papasidero)
IL PROBLEMA È L’ESTREMISMO – Ho letto tutti i “battibecchi” recenti relativi ai vari interventi pro o contro l’Islam su LucidaMente. Tale lettura mi ha suscitato alcune riflessioni che mi permetto di inviare. Quando ero ragazzo, in casa mia, erano appese, alle pareti del salotto, due immagini significative. Una riproduzione del “Cuore di Gesù” di Pompeo Batoni con, accanto, una riproduzione litografica de La Mecca con dedica autografa del muftì di Orano. Tale commistione era dovuta a mio padre il quale, tra la fine degli anni Trenta e la metà degli anni Cinquanta del Novecento viveva in Algeria (in una città che all’epoca si chiamava Philippeville, ora Skikida). Furono i suoi amici algerini (mussulmani) prima a proteggerlo (lui cristiano-cattolico) e poi ad avvisarlo che per gli europei non era più tempo di stare in Algeria. Da quello che io mi ricordo, ebbe sempre parole di comprensione nei riguardi dell’Islam, essendo convinto del fatto che era (è) l’estremismo l’ostacolo maggiore sia per i cristiani, sia per i mussulmani. Ancora ricordo il volto (io adolescente) di uno dei primi extracomunitari dei primi anni Settanta (all’epoca si chiavano “marocchini” e basta), che, in Calabria, si vide apostrofato – in arabo – da mio padre a seguito di una frase, detta tra i denti, dopo una mattina nella quale non aveva venduto nulla. L’esterrefatto continuò in arabo e, puntuale, mio padre gli rispose. Lo stupore del venditore di tappeti, di aver trovato una persona che sapesse l’arabo in quella terra sperduta d’Italia è la cosa che mi viene sempre in mente ogni volta che sento parlare di problemi con l’Islam. Quella volta il tutto finì con una stretta di mano, un dialogo fitto fitto in francese e un bicchiere di anice fresco. Secondo me, le gheddafate romane lasciano il tempo che trovano e nulla hanno a che fare con la religione. Se non una tinta oleografica, tanto cara agli amici del nostro capo del governo, che non può essere presa in considerazione come esternazione da “difensore dell’Islam”. Chissà quanti islamici seri si saranno, nel frattempo, vergognati. (Ma Gheddafi non era laico?). Comunque, ci fosse più rispetto e comprensione da parte di tutti sarebbe molto meglio. Evitando perfino di parlare a vanvera in un luogo che – casualmente? – ospita il capo della cristianità... mettiamo... da duemila anni? Auspicare e promuovere gli estremismi, secondo me, non paga! (Francesco Cento)
LA SINDONE? DAPPERTUTTO! – Un mio amico, vecchio goliardo ubriacone, vedeva la sacra sindone dappertutto. Non sono irriverente come lui, ma il rito della sindone è equiparabile alla liquefazione del sangue di San Gennaro, alle madonnine che piangono e ai tanti episodi raccontati da Le Goff nel suoi libri sull’occidente medioevale. Sento parlare molto di interessi turistici superiori, quindi ne prendo atto. (Giorgio Festi)
GRAZIE PER PARLARE DELLE CARCERI – Mi fa piacere che abbiate parlato delle carceri. Conosco la situazione e trovo scandaloso che non se ne parli mai in termini realistici. Indipendentemente dalla colpevolezza o meno, la pena inflitta è molto superiore a quanto scritto nella legge. Spero che ne parliate ancora e che la vostra voce giunga al pubblico e alle autorità. Grazie. (Lettera firmata)
SULLA TERAPIA DI BELLA E LE ALTRE CURE “MIRACOLOSE” – Ho letto con interesse l’articolo del dottor Giuseppe Di Bella (LucidaMente n. 49 dello scorso gennaio). L’ho trovato molto interessante per la parte che tratta delle percentuali di guarigione dei pazienti trattati con farmaci antitumorali classici – non sono ovviamente competente in materia, e approfondirò l’argomento. L’ho trovato invece stucchevole per la parte che rispetta lo schema classico di tutti gli inventori di medicine miracolose (sono letteralmente migliaia) che attribuiscono la mancata accettazione delle loro terapie ai soliti complotti mondiali dove sono coinvolti centinaia di migliaia di persone, per denaro e viltà o ignoranza: decine di migliaia di medici, istituti di ricerca europei, americani, australiani, asiatici, ministeri della sanità, tutti al soldo delle multinazionali e via complottando secondo quello schema paranoide che rappresenta la figura psicologica sempre in agguato in ciascuno di noi, che serve sempre e comunque: caso di Bella, complotto dei giudici comunisti contro il nostro premier onestissimo, immigrati, poteri forti, ebrei ecc. Ma possibile che non ci sia un centro di ricerca in tutto il mondo che accetti la terapia di Bella? ma sono tutti venduti? ma che so, almeno uno, magari in Nuova Zelanda o in Mongolia? no, la piovra del complotto mondiale non fa prigionieri ha comperato tutti: altro che la spectre... Io mi sono sentito accusare di essere un venduto alle case farmaceutiche per aver contestato alcuni esagitati sostenitori della cura del cancro col metodo Hammer: Hammer, bisognoso senza alcun dubbio di cure psichiatriche, ha trovato anche lui dei fanatici sostenitori, una setta, che grida come da copione al complotto.... ma oramai sono rassegnato, il mondo gira così – mi arriva una segnalazione da un caro amico che è stata scoperta la cura del cancro da un medico che ha individuato la causa dei tumori in un fungo, e che li cura col bicarbonato... anche lui isolato dal solito complotto medici venduti o ignoranti-case farmaceutiche-ordini professionali-giudici comunisti – e chi più ne ha più ne metta. Ecco, forse Di Bella non si fida del Ministero della Salute italiano, ma allora perché non fa approvare il suo farmaco che so, nel Queensland australiano o in Norvegia, o in Nuova Zelanda? Ebbene, qui lo giuro: se un solo Ministero della Sanità mondiale lo validerà, anche io lo adotterò – uno solo, ne basta uno... ma Di Bella perché non porta la sua documentazione risolutiva a un ministero della sanità a sua scelta di tutto il mondo civile, come si fa per non dico per un antitumorale, ma per un antinevralgico o un antidiarroico? Non sarà per caso che non può dimostrare quanto afferma con la documentazione richiesta da standard definiti ormai da tempo a livello mondiale? Ecco, non so se riproponendo per la ennesima volta una delle innumeri terapie anticancro screditate e ignorate a livello mondiale e riproponendo il solito complotto mondiale sia stato fatto un gran servizio alla lucidità... (Gianni Simionati – gianni.simonati@gmail.com)
DISLESSIA, PSICHIATRIA INFANTILE... E CLASSI DI 30 ALUNNI – Ho letto che il 27 ottobre c.a., alcuni deputati siciliani hanno presentato all’Assemblea regionale il disegno di legge n. 482 di iniziativa parlamentare, dal titolo: Disposizioni in materia di disturbi di specifici di apprendimento. Sembra che siano bastate due lettere al giornale La Sicilia, per avere, dopo 10 giorni una proposta di legge presentata al Parlamento siciliano. Una lettera di una mamma di Vicenza, che ha decantato i benefici ricevuti dal figlio che, grazie all’essere stato riconosciuto dislessico, è stato opportunamente aiutato a recuperare il processo di apprendimento e l’altra di un preside che lamenta che la certificazione di dislessia non figurando tra gli handicap non prevede l’insegnante di sostegno.
Una tempestività che sorprende se il tutto non facesse parte di un copione ormai vecchio, come denunciato anche da un reportage di Rai 3: un gruppo di psichiatri vota a maggioranza che esiste un determinato disturbo, viene creata l’associazione promotrice, formata da parenti e pazienti, che farà da cassa di risonanza ed eserciterà pressione presso i governi e l’opinione pubblica, affinché vengano approvate leggi che ne convalidano l’esistenza e la cura. Non sono le prove scientifiche a sostenere l’esistenza di tali “disturbi”, ma diagnosi basate su test scritti o orali e non su esami oggettivi clinici di laboratorio, senza contare che sembra che la scuola sia diventata un succulento potenziale mercato per business sanitario anziché luogo di istruzione e cultura e che le figure sanitarie e i progetti di rilevamento di “disturbi” psichici diventino sempre più importanti degli insegnanti e dei progetti per il miglioramento dell’istruzione e dell’educazione.
I dettati, le letture in classe e la soluzione dei problemi da sempre utilizzati dagli insegnanti per verificare il processo di apprendimento dei propri alunni e correggerne gli errori, ora vengono utilizzate dal neuropsichiatra infantile per individuare la quantità di errori che per protocollo concordato proverà l’esistenza del “disturbo”, pur in presenza di un normale o alto quoziente intellettivo. La segnalazione dell’alunno al neuropsichiatra, viene fatta da un insegnante che è stato addestrato nei corsi di aggiornamento sulla dislessia e questi disturbi di apprendimento, tenuti dai neuropsichiatri infantili. Grazie a questa astuta strategia, in Italia nel 2002 sono state stabilite le linee guida sull’Adhd (deficit di attenzione ed iperattività) ed oggi abbiamo 70mila bambini che assumono psicofarmaci.
La stessa strategia con la quale ora si vogliono fare screening di massa per individuare e dare l’etichetta di handicap ai bambini siciliani.
Come insegnante di scuola superiore in una regione (la Lombardia), dove purtroppo ormai ogni anno mi ritrovo mediamente due o tre alunni per classe etichettati con disturbi specifici dell’apprendimento, non ho visto situazioni idilliache come quelle raccontate dalla madre di cui sopra. Al contrario ho visto e vedo situazioni disperate di alunni e genitori ai quali gli “esperti” hanno detto che sono affetti da questi “disturbi” e che non potranno guarire ma dovranno accettarli e rassegnarsi, seguendo percorsi diversi dal resto dei compagni.
In una mia classe, tre alunni certificati con disturbi dell’apprendimento sono parcheggiati in classe con lo sguardo disperso, timidi, confusi, uno non porta neanche il quaderno e la penna. Seguiti per circa 6 ore alla settimana dall’insegnante di sostegno, questi alunni dispensati dal leggere, scrivere e fare calcoli, ovviamente si annoiano perché non hanno niente da fare. Non so come in questo modo si possano recuperare il processo di apprendimento e l’autostima. Alcuni di questi ragazzi protestano, rifiutano totalmente la scuola e disturbano continuamente, un giorno una di questi alunni alla mia domanda sul perché venisse a scuola visto che non era interessata alla lezione, ha risposto: «Prof, io sono diversamente abile!» e si è messa a ridere. Come dire, mi avete dato l’etichetta ora sopportatemi.
Queste sono alcune delle tante situazioni che possono essere citate. Ho visto anche situazioni in cui ridando fiducia e responsabilità all’alunno gli ostacoli nello studio vengono superati. Ne è prova un alunno che pur essendo stato etichettato dislessico, disgrafico e discalculo, senza insegnante di sostegno perché la madre non aveva presentato la certificazione alla scuola, ha superato con successo la seconda superiore. Ora quando lo incontro mi sorride e vedo il suo sguardo fiero, lui sa che è capace come gli altri, l’ha dimostrato. Che cosa è l’autostima se non provare a se stessi che si è capaci?
Bisogna viverci nelle classi, bisogna sperimentare queste situazioni per sapere che queste etichette non aiutano nessuno, ma affossano e buttano nel caos e nella confusione alunni, genitori ed insegnanti.
Gli alunni hanno bisogno di un sostegno, non perché sono incapaci, ma perché spesso si perdono in classi numerose (30 per classe) e non possono essere seguiti adeguatamente. Nella mia scuola, su 140 docenti, 21 sono insegnanti di sostegno; perché, ad esempio, non investire le risorse economiche di personale aumentando le classi e diminuendo il numero di studenti per classe creando migliori condizioni per l’apprendimento? Perché non fare corsi di aggiornamento per migliorare la didattica dei docenti invece di corsi per individuare fantomatiche “diversità patologiche” degli alunni? (Margherita Pellegrino)
LETTERA APERTA AI MEDIA DI 400 GENITORI DI BAMBINI E RAGAZZI DISLESSICI E DSA CONTRO IL “NEGAZIONISMO” – Le esternazioni “negazioniste” sulla dislessia e i DSA (disturbi specifici di apprendimento, tornano alla ribalta ogni qualvolta la legge nazionale in discussione fa un piccolo passo in avanti. Solitamente sono espresse sui media da “gente comune” che riprende con toni da crociata le note campagne denigratorie contro la psichiatria ed in particolare contro l’Adhd mettendo nel calderone, senza alcun distinguo, anche i Dsa. Stupisce però vedere scritte le stesse identiche affermazioni (pubblicate da un quotidiano a fine aprile) a firma Giorgio Israel, consulente del Ministero dell’Istruzione, ma – si sa – non è il titolo né l’occupazione a garantire la qualità. Come genitori di bambini dislessici, disgrafici, disortografici e discalculici, in pieno accordo con le precisazioni espresse da Giacomo Stella, fondatore dell’Associazione italiana dislessia (pubblicate dallo stesso quotidiano ma stranamente con immediato diritto di replica concesso a Israel), ribadiamo che i nostri figli non sono malati né tantomeno anormali o “handicappati”. Sono ragazzi intelligenti che hanno semplicemente modalità di apprendimento che, non passando attraverso i classici automatismi, necessitano di metodologie didattiche personalizzate. Ma al di là di tante parole, vorremo solo suggerire, a chi si lascia incantare dalle ben architettate congetture “negativiste”, di seguire attentamente anche solo per qualche giorno nei compiti per casa uno dei nostri figli. Toccherete con mano le loro reali difficoltà, vedrete la loro estraneità a cose assolutamente ovvie, percepirete direttamente la loro incredibile fatica a fare azioni anche banali come scrivere o leggere due parole o fare un semplice calcolo a mente. Capirete quanto pesante è il carico emotivo sulle loro piccole spalle e quanto impegno è richiesto alla famiglia per seguire le attività scolastiche. E soprattutto vi stupirete nello scoprire quanto sono intelligenti, geniali e creativi. Qualcuno avrà il coraggio di dire che fanno apposta, che è tutto un bluff? Dopo un’esperienza diretta, fianco a fianco, non crediamo proprio. Vi accorgerete anche che con la comprensione delle loro difficoltà e con l’aiuto di strumenti didattici adeguati sono bambini in grado di seguire il percorso di apprendimento come i loro compagni, o anche meglio. Forse allora capirete che il problema non è essere diversi. Il problema è essere capiti e rispettati nella propria diversità. Possibile che sia così difficile da comprendere? (Genitori di bambini dislessici)
DISAGI PSICHICI: FARMACI PEGGIORI DEI MALI – Non sono un esperto di salute mentale, ma ho una certa dimestichezza con i numeri e le statistiche. Le recenti aggressioni a Berlusconi e al Ratzinger mi hanno indotto a riflettere su alcuni fatti, circa gli effetti degli psicofarmaci, che vorrei sottoporre alla sua attenzione. I protagonisti di entrambi gli episodi (e di numerosissimi altri, occorsi però a gente non famosa) erano da tempo in cura per disturbi mentali, e questo induce molti a ritenere la loro malattia come responsabile di questi comportamenti violenti: un’analisi più attenta svela però un’altra verità.
Non passa giorno senza che un luminare ci metta in guardia contro i disturbi mentali che, si dice, affliggerebbero una fetta di popolazione molto maggiore di quanto non si creda, arrivando addirittura a colpire oltre il 15%. Di questa vastissima moltitudine di “svitati” (depressi, schizofrenici, maniaci e quant’altro), solo una piccola parte – meno di un terzo – verrebbe correttamente diagnosticata e curata. Come mai solo questi ultimi sono responsabili per la maggior parte degli atti di violenza?
Nella migliore delle ipotesi (se cioè le cure psicofarmacologiche non facessero niente – come fossero dei placebo), dovremmo aspettarci il doppio di atti irrazionali e violenti da parte di persone “sane” rispetto a quelle in cura. Se invece le cure fossero efficaci, questo rapporto dovrebbe addirittura salire, in seguito al fatto che i “malati” sono ora curati e riescono a controllarsi meglio. Invece si assiste all’esatto opposto: la stragrande maggioranza di atti irrazionali e violenti viene commessa da persone in cura, dimostrando che questi farmaci non solo sono dannosi per il fisico, ma peggiorativi della salute mentale!
Incuriosito, ho cercato un po’ di dati sul web. Quello che ho trovato mi sconcerta:
1. I foglietti illustrativi inseriti nelle confezioni di molti degli psicofarmaci più venduti, riferiscono tra gli effetti collaterali la possibilità di comportamenti violenti, distruttivi e autodistruttivi. Non solo: le agenzie di farmacovigilanza di molti paesi hanno da tempo obbligato le case produttrici a mettere in risalto queste informazioni su dei riquadri neri ben visibili anche sulla confezione (come si fa da noi per le sigarette);
2. Molti di questi farmaci danno dipendenza e/o assuefazione;
3. La vendita degli stessi aumenta vertiginosamente ogni anno.
La lettura dei bugiardini mi ha anche insinuato il dubbio che questi farmaci possano avere un ruolo persino negli incidenti stradali o sul lavoro: le autorità di solito verificano il tasso alcolemico, ma nessuno di preoccupa di verificare se nel sangue siano presenti altre sostanze dagli effetti ben più forti.
Mi domando se questi farmaci (in inglese drug) non possano essere considerati come delle droghe vere e proprie che, modificando l’umore di una persona, artificialmente alleviano il “mal di vivere”, causando però danni ben peggiori. (a.b.)
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• CULTURA
__________________________________________________________________________________ EVENTI, MOSTRE, SPETTACOLI, CONCERTI, PRESENTAZIONI, CONFERENZE
(in ordine cronologico)
CASTELVETRANO (TRAPANI): PER UN ELOGIO DEL RURALE – Fino a domenica 12 settembre 2010 (apertura ogni pomeriggio, ore 17-20), presso il Loconovo degli Amari: Per un elogio del rurale. Installazioni di Filli Cusenza e Matilde Trapassi. Catalogo con testo critico di Marina Giordano. L’incontro tra una tenuta storica e una galleria di arte contemporanea specializzata nella Fiber Art, una corrente artistica orientata all’uso di materiali flessibili, naturali o artificiali come medium creativo privilegiato, rappresenta un’occasione per tracciare sentieri del contemporaneo con uno sguardo nuovo sul paesaggio agrario. Aperitivo e degustazione di olio tra gli ulivi. Per arrivarci: autostrada A29 Palermo-Mazara del Vallo, uscita Castelvetrano, seguire la strada statale per Selinunte, prendere il bivio al cavalcavia n. 2 per Partanna e, dopo cinquanta metri, imboccare il viale di palme sulla destra. Info: www.loconovodegliamari.it; info@loconovo degli amari.it; Monica Amari (349310632); www.fiberartand.it; manebimus@libero.it; Gabriella Anedi De Simone (3388196068). (v.d.)
TRIESTE: FIERA DEL LIBRO – Da venerdì 10 a domenica 12 settembre 2010, nel centro storico della città, si svolgerà la Fiera del libro. Mostra mercato della Letteratura tra fantasia, memoria e conoscenza. Durante la manifestazione si terranno una serie di eventi, come i “Caffè letterari”, i numerosi convegni, le presentazioni ed i premi letterari. Ospiti della manifestazione giornalisti e scrittori di fama nazionale. (j.i.)
FIRENZE: MOSTRA DI TIZIANA CURTI – Da domenica 12 settembre fino a venerdì 1 ottobre presso il caffè letterario Giubbe Rosse (piazza della Repubblica, 13/14) si potrà visitare Percorsi da un improbabile futuro: sognato/vissuto? (Vie di Fuga), personale della pittrice Tiziana Curti. Vernissage domenica 12 settembre, ore 17,30. Presenta Roberta degl’Innocenti, curatrice della mostra; intervengono Ilaria Masi, Lia Bronzi e Roberto Cellini. (g.l.)
BOLOGNA: VENTESIMA RASSEGNA DE LA CASA DEI PENSIERI – Fino a lunedì 20 settembre 2010, presso la Festa dell’Unità di Bologna (parco Nord), come ogni anno dal 1991, tutte le sere un ricco programma di incontri, dibattiti, spettacoli, presentazioni editoriali (anche – novità assoluta – presso alcune librerie bolognesi), a cura de La casa dei pensieri e del suo direttore artistico Davide Ferrari. Il tema centrale sarà Cultura. L’eredità del presente: anche il presente, infatti, e non solo il passato delle lotte per la democrazia e la giustizia sociale, è negato dalla lettura dei media, coperto dalla patina del pressappoco. Eredità culturale del presente vuol dire volontà di analizzare, con gli strumenti della memoria e con gli occhi aperti, le contraddizioni nelle quali viviamo. Il programma è ricchissimo, per cui rimandiamo il lettore a http://www.casadeipensieri2000.blogspot.com/. (v.d.)
BOLOGNA: PRESENTAZIONE DI TU LA PAGARÀS DI MARILÙ OLIVA PRESSO LA FELTRINELLI – Martedì 21 settembre 2010, alle ore 18, presso la libreria Feltrinelli di piazza Ravegnana, si terrà la presentazione del romanzo Tu la pagaràs (Elliott Edizioni) di Marilù Oliva. Assieme all’autrice, ne parlerà la giornalista Antonella Beccaria. Seguirà ricchissimo aperitivo. (j.i.)
CASTEL MAGGIORE (BOLOGNA): LETTURA-SPETTACOLO DE LE FELICITÀ NASCOSTE. MEMORIE INVOLONTARIE DI UN BEVITORE DI VINO DI E CON PAOLO BONESSO E CON DEGUSTAZIONE ENOLOGICA – Venerdì 24 settembre, dalle ore 19,30, presso Lounge sala-teatro, nell’ambito di Mangiar libri. Il ristorante per la mente, festival di cibo e letteratura (24-26 settembre), recital su vita, donne ed enologia tratto dal romanzo Le felicità nascoste. Memorie involontarie di un bevitore di vino (inEdition editrice/Collane di LucidaMente) di e con Paolo Bonesso. Degustazione di vini piemontesi. (r.t.)
FIRENZE: VESNA PAVAN TRA GLI INCANTI DELL’EDEN – Fino a venerdì 24 settembre 2010 (da lunedì a sabato dalle ore 9 alle 17, chiuso la domenica), presso Palazzo Borghese, via Ghibellina 110: Tra gli incanti dell’Eden, mostra personale di Vesna Pavan, art designer di origine friulana ma milanese d’adozione che di recente è stata oggetto di attenzione da parte di critici d’arte e dei media internazionali. L’esposizione propone un nucleo di cinquanta opere dell’artista che mostrano una straordinaria sintesi segnica, cromatica ed iconografica: nel compendio si concentra l’intero universo artistico dell’autrice di Spilimbergo che propone un disegno essenziale interpretato da un raffinato teatro di linee. Info: 0552396293. (f.g.)
ANGUILLARA BRACCIANO (ROMA): PREMIO INTERNAZIONALE SELEZIONE ARCHÉ - ANGUILLARA SABAZIA CITTÀ D’ARTE 2010 – Sabato 25 settembre 2010, alle ore 16,00, presso il Museo Storico dell’Areonautica militare (aeroporto di Vigna di Valle, Anguillara Bracciano, via Rammacca 9), si svolgerà la cerimonia della VII edizione del Premio internazionale selezione Arché - Anguillara Sabazia Città d’arte 2010. Nella sezione saggistica, tra i premiati, la nostra collaboratrice Gaetanina Sicari Ruffo con Il voto alle donne. La lunga battaglia per il suffragio femminile tra Ottocento e Novecento (Introduzione di Luciano Canfora, Mond&editori). (f.g.)
TRANI (BARI): NONA EDIZIONE DEI DIALOGHI – Da venerdì 24 a domenica 26 settembre 2010, presso il Castello Federico II, si terrà la IX edizione dei Dialoghi di Trani, quest’anno dedicati al tema delle Passioni. Non solo dialoghi e libri, ma anche danza, teatro, cinema, laboratori didattici, incontri a tema per le scuole, degustazioni di prodotti tipici, percorsi guidati su itinerari storico-artistici. Nessuno semplice e passivo spettatore, ma tutti protagonisti a cominciare dai più giovani che si cimenteranno in attività didattiche e ludiche, grazie ai numerosi workshop in programma. Info: www.idialoghiditrani.com. (v.d.)
SAN LAZZARO DI SAVENA (BOLOGNA): PRESENTAZIONE DI ERODE E LA PSICOPATIA DELL’ALLENAMENTO DI ANNA MARANI ED ELENA TORRI – Domenica 3 ottobre, alle ore 11,00, presso la Libreria L’isola che non c’era, via della Repubblica 92/94, presentazione di Erode e la psicopatia dell’allenamento (Romano editore) di Anna Marani ed Elena Torre. Una raccolta di racconti gialli e neri, fastidiosi come api mordaci, ispirati alla cronaca e, senza ipocrisie, alle più inaccettabili perversioni di una natura umana che uccide per piacere, per noia, per ingenuità. A seguire straripante buffet. (j.i.)
ROMA: UNICA-MENTE TOMAT – Da martedì 21 settembre a lunedì 25 ottobre 2010 (orario 18,00-3,00), presso il Caffè Emporio, piazza Emporio 2, si terrà la mostra: Unica-Mente Tomat, a cura di Giuseppe Salerno. Ivano Tomat, artista e designer, si muove da immagini e parole recuperate dai loro supporti cartacei per costruire visioni personali fatte di tratti, colori e connessioni segrete. Le pagine dei giornali, con le loro verità accreditate, entrano in rapporto dialettico con la forza del colore e con l’alchemica magia del simbolo generando gli scenari densi di interrogativi che connotano larga parte della produzione dell’artista. (v.d.)
BAGHERIA (PALERMO): UNA NOTTE D’AGOSTO AL MUSEO GUTTUSO – Sino a domenica 31 ottobre 2010 (tutti i giorni feriali e festivi, lunedì escluso, 9,30-14,00 e 15,00-19,30), presso Villa Cattolica-Museo Guttuso, via Rammacca 9 (SS 113), si terrà la mostra Una notte d’agosto al Museo Guttuso. Dialoghi con le opere di Filli Cusenza, Nicolò D’Alessandro, Giovanni Battista Maria Falcone e Toni Rizzo. Ogni artista, entrando in stretta relazione con i luoghi del Museo Guttuso, ne ha estrapolato dei legami forti abitandone lo spazio sia all’interno del complesso museale che nei corpi bassi della corte. Nascono così quattro esposizioni curate da giovani critici. Inoltre è stata riaperta la sezione permanente del Cartellonismo cinematografico, che ospita locandine e manifesti delle più illustri firme della cartellonistica italiana. Info: www.museoguttuso.it ; infoautofficina@gmail.com. (j.i.)
MOLFETTA (BARI): POSTDIMENSIONE – Da sabato 18 settembre a domenica 31 ottobre 2010, presso il Torrione Passari, si terrà la mostra: PostDimensione - Viaggio nell'arte contemporanea, a cura di Giacomo Zaza, con opere di: Alessandro Bulgini, Jürgen Klauke, Oleg Kulik, Katja Loher, Damir Očko, Yoko Ono, Daniele Puppi, Jean Toche, Markus Willeke, Lin Yilin. Se la dimensione parallela o universo parallelo si pone come universo ipotetico separato e distinto dal nostro, ma coesistente con esso, la “postDimensione” si caratterizza per la sua derivazione dalla realtà, per il suo fondamento fornito dal mondo attuale, ovviamente imbevuto di un coacervo di entità contingenti, utopistiche, ideologiche, paradossali, eversive. Una dimensione che comprende un multiverso di linguaggi e una molteplicità di attitudini. (v.d.)
__________________________________________________________________________________ CONGRESSI, CONVEGNI, CORSI, SEMINARI
(in ordine cronologico)
BOLOGNA: GRANDI MADRI IERI, OGGI E NEL FUTURO – Venerdì 15 ottobre (ore 9-13 e 15-19) e sabato 16 ottobre (ore 9-13), in occasione della mostra di sculture di Paolo Tranchina, si terrà, presso la sede della Sismer (Società italiana di studi di medicina della riproduzione), via Mazzini 12, il seminario di psicologia del profondo: Grandi madri ieri, oggi e nel futuro. Dalla mostra dedicata alle Grandi Madri al seminario il passo è stato breve e obbligato, perché le statue usano un linguaggio totalmente diverso dalla parola che la psicologia del profondo predilige. La psicologia analitica è sempre stata affascinata dal mito della Grande Madre in tutte le sue manifestazioni, dalle attente disquisizioni di Carl Gustav Jung sugli effetti del complesso materno nell’uomo e nella donna, ai profondi studi di Erich Neumann sull’archetipo materno e al suo sviluppo, alle incisive osservazione di Marie Louise Von Franz sul femminile nella fiaba, ecc. Per informazioni su relatori e contenuti delle relazioni del convegno, rivolgersi ad Angelo Aiello: 348/2683688. (r.t.)
CORSO DI AGRICOLTURA BIODINAMICA IN PROVINCIA DI LECCO – Sono aperte le iscrizioni al nuovo corso bimestrale di formazione in agricoltura biodinamica presso l’Oasi di biodiversità di Galbusera Bianca (Parco di Montevecchia e Valle del Curone (Lecco). Il corso si svolgerà tutti i sabati dalle ore 9,00 alle ore 16,30, dall’11 settembre al 30 ottobre 2010 per un totale di 8 incontri teorico-pratici in cui verranno esposte ed applicate le basi del metodo agricolo biologico dinamico. Diretto ad agricoltori professionisti, hobbisti, studenti, il corso si propone di dare gli strumenti per poter applicare subito ciò che viene appreso. Tutti i corsisti vengono seguiti a turno dallo staff sotto la responsabilità didattica e la guida di Michele Baio. A fine corso, sarà possibile per i corsisti seguire in azienda dei periodi di tirocinio. Per ulteriori informazioni, costi e iscrizioni: http://www.galbuserabianca.com:80/LAgricolturaBiodinamica/AziendaScuoladiFormazione/tabid/217/language/it-IT/Default.aspx. (j.i.)
84 ORE DI SCUOLA PER IMPARARE IL MESTIERE DI REDATTORE DI CASA EDITRICE – L’agenzia la Bottega editoriale presenta la sesta edizione della “Scuola di Redattore di casa editrice”, che si terrà – in fasi diverse – presso la Biblioteca civica di Cosenza, il Liceo scientifico “Pitagora” di Rende e l’Università della Calabria (Centro editoriale e librario) a Rende, dal 4 ottobre 2010 al 31 gennaio 2011. Si tratta di 84 ore di formazione “avanzata” in aula, suddivise in 28 incontri che si terranno il lunedì e il giovedì pomeriggio.
Una Scuola per imparare un mestiere che si sta evolvendo rapidamente e che nell’era digitale non può più essere improvvisato da chiunque: bisogna avere gli strumenti cognitivi e tecnici per operare con professionalità, all’interno delle case editrici ma anche da free lance. Spaccare il capello in quattro: ecco la professione di redattore. Egli interviene sul testo prima dell’attività nota come revisione delle bozze, per controllare il rispetto di norme ortoredazionali e la congruenza dei contenuti. Si può occupare inoltre di coordinare il team dei collaboratori per la cura del testo e del paratesto (immagini, apparati, impaginazione interno, copertina, ecc.) e soprattutto tiene i fili delle relazioni con gli autori. Il bando integrale e il programma della Scuola si possono consultare al link: http://www.bottegaeditoriale.it/bottega/contenuti/Scuola%20di%20Redattore%202010-11.htm. Le domande di iscrizione alla Scuola dovranno pervenire via email all’indirizzo info@bottegaeditoriale.it entro il 30 settembre 2010.
La Scuola è prevista per un numero di 20 partecipanti. I docenti della Scuola saranno direttori di collane librarie, direttori e responsabili di redazione di testate giornalistiche, autori di volumi, redattori di opere librarie, riviste e saggi. Alcune lezioni specifiche saranno tenute da editori e da docenti universitari. Verrà reso noto successivamente l’elenco generale dei partner della Scuola.
Fra le adesioni già formalizzate si evidenziano quelle di diverse case editrici e università meridionali, biblioteche, librerie, distributori librari, organi di stampa, enti pubblici e scuole superiori. La Scuola si articolerà in 4 moduli. Tra gli argomenti: il mercato editoriale, come funziona la redazione di una casa editrice, l’attività di editing, l’agenzia letteraria, i diversi stili e criteri di scrittura, il diritto d’autore e i contratti di edizione, il giornalismo culturale, l’ufficio stampa, il paratesto, la distribuzione del libro e l’analisi delle concrete prospettive occupazionali nel comparto dell’editoria calabrese, meridionale e nazionale. Si svolgeranno anche delle “visite guidate” nelle sedi delle case editrici e delle altre istituzioni partner della Scuola. Sulla base delle esperienze passate, si ritiene che un congruo numero di crediti universitari verrà certamente attribuito.
Al termine della Scuola sarà rilasciato un attestato di partecipazione valido ai fini curriculari. Inoltre i corsisti avranno l’opportunità di accedere agli stage, da svolgere all’interno della struttura de la Bottega editoriale e/o all’esterno presso i partner della Scuola. Ai più meritevoli verrà offerta l’immediata possibilità di lavorare e/o collaborare con la Bottega editoriale. (p.m.)
BOLOGNA: CASSIODORO MASTERCLASS E LE SUE INIZIATIVE – Nata nel luglio 2008 e presieduta da Francesco Tabacco, Cassiodoro Masterclass. Associazione di promozione sociale alla musica (via San Giorgio 9) intende realizzare progetti culturali nell’ambito della promozione alla Musica classica, con lo scopo di recuperare, valorizzare e rivitalizzare la fruizione di questa forma artistica attraverso la creazione di precisi percorsi tematici. Per saperne di più: www.cassiodoro.org. (e.b.)
LE SCUOLE PENNY WIRTON ANCHE IN CALABRIA – Da ormai qualche anno, lo scrittore Eraldo Affinati dirige a Roma la scuola Penny Wirton. Si tratta di uno spazio didattico interamente rivolto agli stranieri residenti, o in temporaneo soggiorno, in Italia. Le scuole sono attivate col volontario contributo di uomini e donne che intendono insegnare gratuitamente la nostra lingua: neolaureati, docenti in pensione, docenti in attività, cultori della lingua italiana, persone in grado di condividere le proprie conoscenze. A partire da settembre anche a Castrovillari e in altre realtà della Calabria si proverà a raccogliere, tramite l’Associazione culturale Tra Mondi diretta da Marco Gatto, le adesioni volontarie da coloro i quali fossero interessati a condividere un’esperienza di docenza – lo ripetiamo – del tutto gratuita. Per informazioni, scrivere a pennywirtoncalabria@gmail.com o telefonare al 340.340.67.24. (m.g.)
ROMA: DONNE DI CARTA PER UN’EDITORIA ECO-SOSTENIBILE – La rete associativa Donne di Carta ha messo in piedi il progetto partecipativo Tabloid che raccoglie le voci e le esperienze raccontate in prima persona dalle associazioni e dal volontariato culturale, dalle imprese indipendenti, dalle cantine e dai teatri, dalle scuole e dalle università. Un giornale di carta (ecologica) a più voci o più semplicemente un social network che basa la sua libertà sulla partecipazione. L’impresa, sostenuta dalla casa editrice Il Caso e il Vento, ha intenzione di ampliare la comunità e aprire altre redazioni sul territorio interregionale. La redazione aperta è in via del Pellegrino 94 presso la sede attuale di Donne di carta: la Libreria Libermente. Il numero zero sta per partire, se vuoi far parte da subito di questa rete, Donne di Carta ti aspettano. Info: info@donnedicarta.org. (f.g.)
FORLÌ: PHARMAKOS DA PROGETTO TEATRALE A LIBRO FOTOGRAFICO – In questi giorni è uscito in libreria il libro fotografico sul progetto Pharmakos (2006-2008) di Città di Ebla. Le parti spettacolari sono state seguite da un fotografo, Gianluca “Naphtalina” Camporesi, che ha trasformato il progetto scenico attraverso il suo occhio in un progetto fotografico. Un oggetto ricco di suggestioni visive e concettuali grazie anche ai testi inediti di tre docenti universitari, 140 immagini, 3 testi inediti: Il corpo esposto di Alessandra Violi, Tra il simbolico, il sacro e l’analitico di Gianangelo Palo, L’antianatomia del corpo in azione di Florinda Cambria. Postfazione di Claudia Sorace e Riccardo Fazi (Muta Imago). Il libro è acquistabile direttamente a 20 euro richiedendolo a info@cittadiebla.it. Info: www.cittadiebla.it. (f.g.)
IL “SALOTTO LETTERARIO” DI TORINO: INCONTRARE LE EMOZIONI – Nato nel 2001, e oggi legato all’associazione culturale “Salotto letterario”, è uno spazio che accoglie ogni forma d’arte nella propria sede in via Sansovino 243/55. L’obiettivo è quello di diffondere e promuovere l’arte e la cultura utilizzando gli strumenti più diversi, tra cui una serie di incontri con gli autori e di manifestazioni artistico-culturali. Per saperne di più: www.salottoletterario.it. (v.c.)
CONSIGLI PER GLI AUTORI – Spesso gli scrittori non sanno come muoversi nella giungla editoriale o inviano i propri scritti a case editrici a caso e in forma scorretta, con scarse probabilità di essere presi in considerazione o, ancora peggio, cadono nella presa in giro del print on demand. L’agenzia letteraria la Bottega editoriale srl. Servizi editoriali, comunicazione e giornalismo – www.bottegaeditoriale.it – fornisce a chi aspira a pubblicare una propria opera un prezioso lavoro preliminare di valutazione, cura dell’editing e proposta editoriale, che la stessa redazione di LucidaMente e le edizioni annesse consigliano caldamente. (r.s.)
__________________________________________________________________________________ FILM DA VEDERE
Il volo di Wim Wenders – Un cortometraggio in 3D, girato in varie località della Calabria, in cui il regista tedesco racconta la storia di un gruppo d’immigrati clandestini che, approdato con un barcone sulla spiaggia di un paesino, riesce a inserirsi nel tessuto sociale del luogo. Un film, tratto da una vicenda reale, che parla di accoglienza, integrazione e pacifica convivenza tra culture diverse. (m.a.)
Draquila di Sabina Guzzanti – Un documentario sul terremoto de L’Aquila del 2009 che offre lo spunto alla Guzzanti per denunciare le responsabilità del mancato allarme, l’uso strumentalmente politico della ricostruzione post sisma e il ruolo del tutto anomalo che ha assunto la Protezione civile in Italia. (g.l.)
L’uomo nell’ombra di Roman Polanski – Un thriller a sfondo politico nel quale il regista franco-polacco esprime la propria disincantata visione della realtà, coniugando la riflessione sul male che incombe nelle vicende umane con la denuncia dei meccanismi contorti attraverso cui si gestisce il potere. (g.l.)
__________________________________________________________________________________ LIBRI, LIBRI, LIBRI
Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero “meridionali” (Piemme, pp. 308, € 17,50), di Pino Aprile – L’autore parla della conquista del Sud da parte delle truppe sabaude e si sofferma a descrivere alcuni episodi cruenti, spesso sottaciuti, che provocarono molte vittime tra la popolazione locale. Un saggio che non vuole rinfocolare sterili polemiche, ma puntualizzare gli errori da cui fu segnato il processo unitario e porre in rilievo le ripercussioni negative che le province meridionali subirono a causa delle scelte compiute dalla classe dirigente dopo il 1861. (g.l.)
L’attualità del socialismo liberale di Carlo Rosselli (Prefazione di Antonio Landolfi, Piero Lacaita Editore, pp. 224, € 15,00), di Luigi Rocca – Non si può essere socialisti se non si è liberali, e non si può essere liberali se non si è anche socialisti: il messaggio e il percorso del fondatore di Giustizia e Libertà, ucciso in Francia nel 1937 insieme con il fratello Nello dai “cagoulards” transalpini su mandato del governo fascista. Carlo Rosselli si staglia come uno dei grandi protagonisti della sinistra italiana ed europea del Ventesimo secolo, ma con un messaggio oggi più attuale che mai. (r.t.)
Fuori dalle barricate. Fotoracconto della rivolta di Reggio (Città del Sole Edizioni, pp. 128, € 12,00), di Fabio Cuzzola (insieme a Valentina Confido) – Scatti anche inediti dell’unica rivolta popolare d’Italia nel dopoguerra: otto mesi di guerriglia urbana senza precedenti, sei vittime ufficiali, centinaia di feriti e di arrestati, sedata infine con i carri armati. Immagini di una città in lotta, di scontri, barricate, incendi e attentati al tritolo per raccontare una frattura non sanata tra la città e le istituzioni. Una pagina di storia negata rivive nel fotoracconto, attraverso le immagini di quei giorni e le uniche foto a colori della rivolta, pubblicate su L’Europeo del febbraio 1971 da Agnese De Donato. A fare da corredo, un’accurata cronologia che scandisce mese per mese l’evoluzione della protesta, gli articoli giornalistici del tempo che commentano e descrivono l’insurrezione e l’ultima intervista rilasciata, pochi mesi prima di morire, dall’allora sindaco Battaglia, colui che con il suo “rapporto alla città” del 14 luglio fece scattare la reazione popolare e che cercò, nel suo instancabile lavoro di raccordo con le istituzioni centrali, di portare avanti le istanze della città. Completano il lavoro le sezioni dedicate alle scritte sui muri che in quei giorni lasciarono testimonianze dell’autentica rabbia popolare. Un libro facile e agile, dal costo contenuto, per ricordare soprattutto alle giovani generazioni cosa successe a Reggio in quei mesi roventi, in anni durante i quali la partecipazione politica era intensa, mentre oscure erano le trame che si andavano tessendo tra i poteri “forti” di un’Italia in cui si era già aperta la stagione delle stragi. (r.t.)
¡Tu la pagaràs! (Elliot Editore, pp. 276, € 16,50), di Marilù Oliva – Capoeira, danze latinoamericane, donne selvagge e divinità crudeli, in un thriller caldissimo. Per vedere il book trailer clicca qui. (j.i.)
Intrigo internazionale (Chiarelettere, pp.194, € 14,00), di Giovanni Fasanella e Rosario Priore – Fasanella, giornalista, e Priore, magistrato, affrontano in un libro-intervista i grandi misteri italiani, provando a svelare sul piano storico le verità che non sono pienamente emerse in ambito giudiziario: ne viene fuori uno scenario internazionale degli anni Settanta alquanto inedito, che permette di capire meglio la strategia della tensione e la genesi del terrorismo. (g.l.)
Per l’alto mare aperto. La modernità e il pensiero danzante (Einaudi, pp. 286, € 19,50), di Eugenio Scalfari – Il viaggio attraverso la modernità di Scalfari, che prende le mosse da Montaigne e giunge fino a Montale, passando attraverso Descartes, Diderot, Kant, Hegel, Tolstoj, Proust, Kafka, Joyce e tanti altri pensatori e scrittori. Un excursus storico-filosofico-letterario che spiega come sia nata, cresciuta e tramontata l’epoca moderna, poi sfociata nella “contemporaneità”. (g.l.)
Don Vito. Le relazioni segrete tra Stato e mafia nel racconto di un testimone d’eccezione (Feltrinelli, pp. 316, € 18,00), di Massimo Ciancimino e Francesco La Licata – Le rivelazioni del figlio di Vito Ciancimino, che, parlando dei rapporti tra mafia, politica e servizi segreti, svela i retroscena più scottanti degli ultimi cinquant’anni della storia italiana. (g.l.)
Psicologia del male (Prefazione di Phil Zimbardo, Laterza, pp. 144, € 12,00), di Piero Bocchiaro – Chiunque può infierire contro un altro uomo fino a ucciderlo. È questa la tesi da un libro che mostra come la condotta umana, in situazioni estreme, tenda a non essere guidata dalla personalità ma dalle dinamiche psicosociali che emergono in quei contesti. Pagina dopo pagina, l’analisi avvincente e rigorosa offerta dall’autore annulla lo scarto (sicuramente confortante) tra “buoni” e “cattivi”, mettendo fatalmente in crisi la tradizionale dicotomia Bene/Male. (r.t.)
Piazza Fontana, noi sapevamo. Golpe e stragi di Stato. Le verità del generale Maletti (Aliberti editore, pp. 202, € 17,00), di Nicola Palma, Maria Elena Scandagliato e Andrea Sceresini – L’ennesima inchiesta sulla strage di Piazza di Fontana e le trame eversive degli anni Settanta che, attraverso le rivelazioni del vicecapo del Sid Gian Adelio Maletti, conferma la pista neofascista (scagionando gli anarchici) e il coinvolgimento dei servizi segreti italiani e della Cia nella “strategia della tensione”. (g.l.)
La malapianta. La mia lotta contro la ’ndrangheta (Mondadori, pp. 192, € 17,50), di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso – Una conversazione tra un giudice e un giornalista impegnati nella lotta contro la ’ndrangheta, che permette di capire quanta forza abbia acquisito nell’ultimo ventennio a livello internazionale l’organizzazione criminale calabrese e come sia necessario contrastarla con mezzi sempre più efficaci e incisivi. (g.l.)
Gli Italiani e la Grande Guerra. Soldati, armi, mezzi, luoghi e battaglie dal 1915 al 1918 in una raccolta di immagini d’epoca. I. La Guerra sul Carso. Note storiche a cura di Raffaele Riccio (Atesa editrice, pp. 48, € 12,90) – Le foto originali del primo conflitto mondiale (soldati, rovine, paesaggi) commentate con illuminanti didascalie. (r.t.)
Il patto (Prefazione di Marco Travaglio, Chiarelettere, pp. 346, € 16,00), di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci – Un saggio-inchiesta che ricostruisce le stragi del 1992-93, le torbide trattative tra lo Stato e Cosa nostra, la nascita della Seconda Repubblica e l’inedita vicenda di un infiltrato che collaborò con i carabinieri nella cattura di vari latitanti mafiosi. (g.l.)
Italiani da slegare. Contenzione, la vergogna del silenzio (Prefazione di Nicolino D’Autilia, Postfazione di Francesco Miraglia, Koinè Nuove Edizioni, pp. 176, € 14,00), di Nunzia Manicardi – La contenzione, cioè la pratica di legare le persone in Italia, benché non lo si dica, è ampiamente diffusa anche perché, non di rado, viene utilizzata per sopperire a carenze di personale sanitario o per generiche esigenze di ordine pubblico. Ma la contenzione è assolutamente inaccettabile in quanto è violazione dei più elementari diritti costituzionalmente protetti posti a tutela della dignità della persona umana. Ancor più inaccettabile è il silenzio che nasconde questa pratica e che costituisce un’autentica vergogna nazionale. (f.g.)
Eyeliner (Introduzione di Alice Krieg, Bastogi Editrice Italiana, pp. 72, ill., € 8,00), di Max Ponte – Il primo libro di Max Ponte, che inaugura la Poesia Totale Collection, la collana dedicata alla rassegna di poesia e arte contemporanea Poesia Totale con la collaborazione di Maurizio Spatola. L’opera comprende cinque sequenze di liriche, con tavole di poesia visiva. (v.v.)
Glenn Gould: il suono materiale. Per un’estetica della resistenza (Cattedrale, pp. 168, € 16,50), di Marco Gatto – L’autore ribalta l’interpretazione idealistica del grande pianista canadese Glenn Gould, che lo ha rappresentato come artista geniale e sregolato, trascurando il significato più profondo della sua produzione musicale. Gatto propone, di contro, un’ermeneutica materialistica del suono di Gould, mettendone in risalto lo stile esecutivo chiaro ed essenziale, privo di ridondanze e contraddistinto da una peculiare nitidezza espressiva. Dunque, un’analisi a tutto campo della proposta interpretativa di uno dei più grandi pianisti del Novecento, con lo scopo dichiarato di demistificare la sua trasformazione in immagine pop e in icona, leggendola come strategia del mercato per occultarne la vocazione politica e di contestazione. Oltre a un’indagine sul suono di Gould e sulle sue incisioni, Gatto ripercorre gli scritti del musicista e inserisce le letture che ne hanno dato alcuni intellettuali di punta come Edward W. Said e Thomas Bernhard. Conclude il testo una serie di tesi sulla postmodernità musicale. (g.l.)
Un commissario scomodo (con Testimonianze di Norberto Bobbio e Gino Giugni, Sandro Teti Editore, pp. 336, € 18,00), di Ennio Di Francesco. Già ufficiale dei carabinieri e funzionario di polizia, Di Francesco è famoso, oltre che per essere stato sempre in prima linea contro la grande criminalità e il terrorismo, anche per essersi battuto negli anni Settanta per la democratizzazione della polizia e la nascita del suo sindacato: «Grazie ai “tutori dell’ordine” per i successi ottenuti pur nelle difficili condizioni in cui debbono operare. Probabilmente risultati ancora maggiori si sarebbero ottenuti se non fosse stato interrotto il processo di riforma e democratizzazione della polizia. Anche eventi drammatici come l’uccisione di Gabriele Sandri, le brutture del G8 di Genova, le estorsioni in divisa a Marrazzo, i pestaggi di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi, forse non sarebbero accaduti». (r.t.)
Il caso Genchi. Storia di un uomo in balia dello Stato (Prefazione, di Marco Travaglio, Aliberti editore, pp. 970, € 19,90), di Edoardo Montolli – Un libro che ripercorre la carriera di Gioacchino Genchi, poliziotto e consulente di molte procure, che ha preso parte ad alcune delle indagine più controverse degli ultimi vent’anni, dalla strage di via D’Amelio al caso “Why Not”. (g.l.)
Repetita (Alberto Perdisa Editore, pp. 192, € 14,00), di Marilù Oliva – Un’infanzia di solitudine e abusi, una sessualità devastante, un serial killer, una psichiatra... omicidi ispirati a celebri delitti della Storia. Per vedere il book trailer clicca qui. (e.b.)
La Storia negata. Il revisionismo e il suo uso politico (Neri Pozza editore, pp. 384, € 20,00), a cura di Angelo Del Boca – Aldo Agosti, Lucia Ceci, Enzo Collotti, Giovanni De Luna, Angelo d’Orsi, Mimmo Franzinelli, Mario Isnenghi, Nicola Labanca, Giorgio Rochat e Nicola Tranfaglia denunciano le falsificazioni più grossolane messe in atto dal revisionismo storico in Italia, allo scopo di cancellare la memoria collettiva di eventi cruciali come il Risorgimento e la Resistenza e di rimuovere i crimini commessi dagli italiani durante le guerre. (g.l.)
Il voto alle donne. La lunga battaglia per il suffragio femminile tra Ottocento e Novecento (Introduzione di Luciano Canfora, Mond&editori, pp. 160, € 16,00), di Gaetanina Sicari Ruffo – La storia del cammino verso un diritto vitale. (e.b.)
Per Enzo Agostino (Edizioni Polistampa, pp. 144, € 14,00), a cura di Francesco Piluso – Sono stati pubblicati gli Atti del Convegno di studi sull’opera poetica di Enzo Agostino, svoltosi il 5 maggio 2008 all’Università della Calabria. Il libro contiene le relazioni di Filiberto Walter Lupi, Andrea Amoroso, Mariagrazia Palumbo, Antonio D’Elia, Marco Gatto, Francesco Piluso, Giovanna Fozzer, Margherita Pieracci Harwell. In appendice alcuni brevi saggi di Sandra Di Vito, Renzo Gherardini, Gennaro Mercogliano, Gaetano Rizzo Rèpace e un’antologia di testi del poeta calabrese. (g.l.)
Il processo contro l’intendente de Mattheis. Tra sovrani cospiratori e ministri (Introduzione di Alberto Scerbo, Rubbettino, pp. 166, € 13,00), di Mario Casaburi – La ricostruzione di un singolare caso giudiziario, avvenuto in Calabria nel 1830. (s.j.)
Gli africani salveranno Rosarno. E, probabilmente, anche l’Italia (Edizioni terrelibere.org, pp. 104, € 8,00), a cura di Antonello Mangano – Un saggio a più voci che descrive una realtà poco nota ai più – la Piana di Gioia Tauro – e racconta di una protesta organizzata dai lavoratori immigrati contro l’intolleranza e lo sfruttamento. Una denuncia del potere che la criminalità ha acquisito in Calabria e un appello affinché la cultura della legalità e dell’accoglienza sostituisca l’imperante “razzismo mafioso”. (g.l.)
In cosa c...o mi sono l’aureato (Studio LT2, pp. 128, € 10,00), de La Banda Blissett – «Le regole non scritte per sopravvivere all’università... e per intrufolarsi nel mondo del lavoro»: con questo divertente sottotitolo la misteriosa Banda Blissett presenta il proprio saggio-manuale-racconto-pamphlet. Il testo è scritto con grazia e con una ironia che non tralascia di essere pungente e spietata nel cogliere le assurdità della società in cui viviamo. (a.t.)
Il segreto di Piazza Fontana (Ponte alle Grazie, pp. 704, € 19,80), di Paolo Cucchiarelli – Una nuova ipotesi per spiegare l’attentato del 12 dicembre 1969: le bombe esplose dentro la Banca nazionale dell’agricoltura furono due e a mettere in atto la trama eversiva furono i neofascisti di Ordine nuovo, con l’involontaria collaborazione di alcuni anarchici e la copertura dei servizi segreti. (m.a.)
Profondo nero. Mattei, De Mauro, Pasolini. Un’unica scia all’origine delle stragi di Stato (Chiarelettere, pp. 308, € 14,60), di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza – Le inquietanti e cupe morti di Enrico Mattei, Mauro De Mauro e Pier Paolo Pasolini fungono da “filo rosso” di un’accurata indagine giornalistica che prova a svelare il mistero della Loggia massonica P2 e le finalità delle stragi eversive. (g.l.)
La rivolta di Reggio. Storia di territori, violenza e populismo nel 1970 (Prefazione di Salvatore Lupo, Rubbettino Editore, pp. 368, € 15,60), di Luigi Ambrosi - I celebri moti sono ricostruiti e indagati con rigoroso metodo storico. Che tipo di rivolta fu quella di Reggio? Perché migliaia di reggini considerarono il capoluogo come occasione di riscatto da un disagio sociale di gran lunga preesistente? (r.t.)
Il ritorno del Principe (Chiarelettere, pp. 368, € 15,60), di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato - Un’analisi impietosa della storia italiana degli ultimi sessant’anni che prende in esame i mali cronici del Belpaese come la corruzione, il malaffare, i rapporti fra criminalità, politica e poteri occulti. (g.l.)
Io gioco pulito (Baldini Castoldi Dalai, pp. 184, € 17,50), di Antonio Padellaro – L’ex direttore de l’Unità riflette sulle ragioni della sconfitta del centrosinistra in Italia e sulle possibili strategie per rilanciarne l’iniziativa politica, con il contributo di vari giornalisti e scrittori, tra cui Oliviero Beha, Furio Colombo, Nando Dalla Chiesa, Corrado Stajano, Antonio Tabucchi, Marco Travaglio. (m.a.)
Il risveglio dell’America Latina. Storia e presente di un continente in movimento (Edizioni Alegre, pp. 192, € 15,00), di Antonio Moscato – Dopo decenni di sottomisione economica e militare, si assiste alla rinascita di vari stati latinoamericani, che guardano con rinnovato ottimismo al futuro, prefigurando il “socialismo del XXI secolo”. (g.l.)
Il romanzo testuale di Graziella Tonfoni (Aracne, pp. 256, € 15,00), di Graziella Tonfoni, a cura di Marco Gatto – La pubblicazione intende essere un messaggio dell’autrice alle giovani generazioni, nell’epoca della dispersione del significato: attraverso la descrizione e la ricostruzione del senso, si rende palese il bisogno di un nuovo tipo di lettore, più accorto e critico. (j.i.)
Storia di una morte opportuna. Il diario del medico che ha fatto la volontà di Welby (Sironi, pp. 256, € 18,00), di Gianna Milano e Mario Riccio – Il cuore del libro è il diario tenuto da Riccio durante gli eventi, in un pugno di giorni in cui si concentrano i contatti con la moglie, la sorella e gli amici di Welby, la decisione di rispondere alle richieste di quest’ultimo, l’instaurarsi tra loro di una relazione medico-paziente, fino alla sedazione, alla sospensione della terapia e alla morte. (f.g.)
Interno, esterno (Prefazione di Guido Monti, L’arcolaio, pp. 64, € 11,50), di Salvatore Della Capa. «Maggio è il mese delle rose. / Ma è crudele per te / che camaleonte ti nascondi». La nuova silloge di un giovane, esperto poeta. (p.b.)
Salute e ambiente. Diversità e disuguaglianze sociali (Carocci, pp. 136, € 12,50), di Laura Corradi – Anche i fattori di rischio delle malattie non sono uguali per tutti. (d.s.)
Fredric Jameson. Neomarxismo, dialettica e teoria della letteratura (Rubbettino, pp. 286, € 20,00), di Marco Gatto – È la prima monografia completa dedicata all’intera opera del pensatore americano. Si tratta non solo di una guida introduttiva alle principali coordinate del pensiero jamesoniano, ma di uno strumento critico finalizzato al rinvigorirsi del dibattito sull’ormai celebre autore di Postmodernism. Composto da quattro capitoli, il testo esplica, prendendo posizione, i connotati del dibattito sulla critica letteraria marxista e sul postmoderno, leggendo nella parabola teorica di Jameson i nodi cruciali di un’ermeneutica demistificante. (m.s.)
Doppio ritratto (a cura di Maria Cristina Secci, Nottetempo, pp. 104, € 8,00), di Frida Kahlo e Diego Rivera – Il legame che ha unito Frida Kahlo e Diego Rivera è stato profondissimo e tormentato, e da queste pagine emergono non soltanto due preziosi ritratti artistici, ma anche le tracce di due personalità straordinarie. (r.t.)
Shock economy. L’ascesa del capitalismo dei disastri (Rizzoli, pp. 624, € 20,50), di Naomi Klein – È stato tradotto in italiano l’ultimo libro dell’autrice di No logo, teorica dei movimenti “no global”. Si tratta di un minuzioso resoconto dei guasti provocati un po’ dovunque dal neoliberismo, con l’auspicio che si ritorni alla politica economica sostenuta da Keynes. (g.l.)
Gay. Molti modi per dire ti amo (Aliberti editore, pp. 90, € 14,00), intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Franco Grillini – Le difficoltà, i pregiudizi, le lotte del movimento omosessuale italiano raccontati dal presidente onorario dell’Arcigay, Franco Grillini. Sabelli Fioretti lo intervista a lungo e si addentra nella sua vita personale e affettiva, nel mondo della moda, dell’informazione, dello spettacolo e della politica. (e.b.)
La Convivenza Perfetta (Edizioni Sì-Studi Interiori), di Cinzia Fronda – Stare insieme in famiglia (tradizionale e no), tra fratelli, con i nonni, con gli animali domestici… Insieme alle riflessioni serie e ai consigli pratici, giochi, test, ricette, tutto ciò che può stuzzicare curiosità e regalare leggerezza, ingrediente fondamentale quest’ultimo, per una convivenza perfetta… o quasi! (f.g.)
Fiume di luce (Il Filo, pp. 230, € 16,00), di Giovanni Nebuloni – Delitti enigmatici ed esoterismo, da Milano al mondo. (r.s.)
L’idiota digitale. La televisione digitale terrestre da Marshall McLuhan alla convergenza multimediale. Cosa o chi è il messaggio? (Liguori, pp. 88, € 9,50), di Tjuna Notarbartolo – Un breve saggio su un argomento di grande contemporaneità nel campo delle comunicazioni, una riflessione sull’ultimo medium: la televisione digitale terrestre. Uno studio scientifico-filosofico che prende le mosse dagli approcci ai mass media di Marshall McLuhan, ripercorrendo le linee guida del guru delle scienze della comunicazione ed applicandole, prospetticamente, a quel medium che non ha potuto conoscere ma che, in qualche modo, immaginava già. (a.t.)
Zero. Perché la versione ufficiale sull’11/9 è un falso (Piemme, pp. 412, € 17,50), a cura di Giulietto Chiesa e Roberto Vignoli – Un volume che delinea uno scenario totalmente diverso degli attentati dell’11 settembre 2001, con interventi – tra gli altri – di Franco Cardini, Giulietto Chiesa, Claudio Fracassi, Enzo Modugno, Lidia Ravera, Gianni Vattimo, Gore Vidal. (g.l.)
Schiavi Moderni. Il Precario nell’Italia delle Meraviglie (Casaleggio Associati, pp. 312), a cura di Beppe Grillo – È un libro on line che raccoglie oltre 400 drammatiche testimonianze inviate sul blog di Grillo da lavoratori precari. Chi volesse scaricare gratuitamente il testo o acquistarne la versione cartacea, clicchi qui. (m.a.)
La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal pil (Editori Riuniti, pp. 136, € 12,00), di Maurizio Pallante – È in libreria la ristampa del saggio dello scrittore ambientalista, che smonta il mito della crescita economica illimitata, prospettando una diversa cultura, fondata sul risparmio energetico, l’autoproduzione dei beni, il riciclaggio dei rifiuti, lo scambio equo e solidale. (g.l.)
Il maniaco e altri racconti (Valter Casini Editore, pp. 140, € 16,00), di Sergio Sozi - Una scrittura finemente gaddiana e studiata con intelligenza è il mezzo attraverso cui Sozi ci conduce attraverso le atipiche e “ingravalliane” inchieste del capitano Euterpe Santonastasio. Una raccolta di racconti che si apprezza per l’alta densità ironica e che, nello stesso tempo, rimanda al significato più nobile della letteratura come arte del conoscere l’alterità. Da leggere assolutamente. (m.g.)
Le Fabbriche degli Animali. Alle origini dell’insicurezza alimentare (Edizioni Cosmopolis, pp. 312, € 18,00), di Enrico Moriconi - L’autore, medico veterinario animalista, ripropone la nuova edizione di un suo noto libro, addentrandosi nella truce realtà degli allevamenti industriali. (g.l.)
Economia canaglia. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale (il Saggiatore, pp. 312, € 17,00) di Loretta Napoleoni – L’autrice, esperta di politica e di economia internazionale, esamina le trasformazioni in atto nel mercato globale, sempre più scosso da forze economiche oscure, caotiche e illegali. (m.a.)
Bologna all’inferno - Il diavolo, il profeta, l’assassino (Giraldi editore) di Massimo Fagnoni. Una normalissima settimana di settembre, a Bologna, un poliziotto, un carabiniere del nucleo operativo, un agente della Municipale, una donna, un misterioso personaggio inglese di origini indiane e un pakistano... e il famoso affresco che raffigura Maometto all’Inferno all’interno della basilica di san Petronio, la festa dell’Unità al Parco Nord e una rete fitta di vicoli, strade e una Bologna sotterranea e metropolitana ricca di storie e di persone dal destino intrecciato. (j.i.)
Il salotto di Lerici (Prefazione di Isabella Michela Affinito, Edizioni diversa sintonia, pp. 96, € 12,00) di Maria Cristina Buoso – Storie di donne di oggi, che non hanno paura di affrontare la loro quotidianità e di ritagliarsi il proprio spazio. (m.s.)
Erode e la psicopatia dell’allenamento (Romano editore, pp. 300) di Anna Marani ed Elena Torre. Una raccolta di racconti gialli e neri, fastidiosi come api mordaci, ispirati alla cronaca e, senza ipocrisie, alle più inaccettabili perversioni di una natura umana che uccide per piacere, per noia, per ingenuità. (g.l.)
Sul filo di lama (Nuovi autori, pp. 56, € 9,00) di Marcellino Lombardi. Una serie di paradossi satirici su una società corrotta e malata, che gira all’incontrario. (s.j.)
BOLOGNA: MANIFESTO LAICO PER BOLOGNA – Nel tardo pomeriggio di martedì 26 maggio 2009, presso lo spazio Capodilucca, via Capo di Lucca 12/a, si è tenuto il brindisi per il Manifesto laico per Bologna. Si tratta di un bellissimo documento per ripensare a un mondo, uomini e città migliori. Per leggere il testo integrale del manifesto: www.bolognacittalibera.org:80/events/presentazione-del-manifesto. (s.d.g.)
INTERNAZIONALE SOCIALISTA – È on line Internazionale socialista: Forum di area socialista, laica, liberale. Osservatorio politico e punto di incontro per nuove leve. Per saperne di più vai a http://internazionalesocialista.forumfree.net/. (r.t.)
IN DIMINUZIONE LE PENE CAPITALI NEL MONDO – Dalla lettura del Rapporto 2010 di Nessuno tocchi Caino, l’associazione umanitaria che si batte contro la pena di morte, si evince che nel 2009 e nei primi sei mesi del 2010 è diminuito nel mondo il ricorso alla pena capitale: «I Paesi o i territori che hanno deciso di abolirla per legge o in pratica sono oggi 154. Di questi, i Paesi totalmente abolizionisti sono 96. [...] Le democrazie liberali che nel 2009 hanno praticato la pena di morte sono state solo 3 e hanno effettuato in tutto 60 esecuzioni, circa l’1% del totale mondiale: Stati Uniti (52), Giappone (7) e Botswana (1). [...] Dei 43 mantenitori della pena di morte, 36 sono Paesi dittatoriali, autoritari o illiberali. In 15 di questi Paesi, nel 2009, sono state compiute almeno 5.619 esecuzioni, circa il 99% del totale mondiale. Un Paese solo, la Cina, ne ha effettuate circa 5.000, circa l’88% del totale mondiale; l’Iran ne ha effettuate almeno 402; l’Iraq almeno 77; l’Arabia Saudita almeno 69; lo Yemen almeno 30; il Sudan e Vietnam almeno 9; la Siria almeno 8, l’Egitto almeno 5; la Libia almeno 4; il Bangladesh 3; la Thailandia 2; la Corea del Nord almeno 1; Singapore 1». Per leggere l’intero rapporto clicca qui. (g.l.)
TESI DI LAUREA SUL TESTAMENTO BIOLOGICO SCARICABILE IN RETE – Giulietta Luul Balestra, da poco laureatasi in Antropologia sociale dei saperi medici presso l’Università degli studi di Bologna, ha dedicato la propria tesi di laurea al testamento biologico, alle proposte di registro delle Dat della Rete laica di Bologna e del Comitato Art. 32 di Modena (Il Testamento biologico. Un’analisi antropologica tra norma e “società civile”). Chi desiderasse leggerla, può scaricarla liberamente dalla pagina del sito di Rete laica dedicatole. (s.j.)
IL GOVERNO STA VENDENDO LA NOSTRA ACQUA – Mentre nel paese imperversano discussioni sull’eutanasia, grembiulino a scuola, guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell’acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l’articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l’acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l’acqua minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l’acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes e carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell’acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L’uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L’acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L’acqua è l’oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca. (l.s.)
IL BELPAESE... DA SCHIFO – Secondo dati obiettivi e studi provenienti da enti esterni (e non statistiche o sondaggi), l’Italia detiene pessimi record europei:
• maggior numero di morti sul lavoro;
• maggior numero di lavoratori precari;
• salari più bassi;
• maggior numero di lavoratori in nero;
• studenti meno preparati;
• minor numero di diplomati;
• presenza di almeno 3-4 organizzazioni mafiose;
• casta politica più sprecona e corrotta;
• più bassa natalità a causa dell’impossibilità di poter far nascere un figlio in una situazione di assoluta incertezza e paura per il futuro;
• informazione meno libera e oggettiva...
Tuttavia, è il Paese con minor numero di omicidi.
Qual è la maggior preoccupazione del Governo? La sicurezza sul lavoro? Salari? Denatalità? Lotta alla sottoccupazione, all’ignoranza, alla corruzione politica, alle mafie? Aumentare i salari?
Ma no... è la “sicurezza dei cittadini”, cioè di quelli ricchi, con una villa e tre case, che sfruttano la manodopera italiana e straniera, che se ne fregano dei propri dipendenti morti sul lavoro, che mandano i propri figli a studiare all’estero. E, poi, bloccare i processi e le intercettazioni telefoniche, mettere a posto amichette e soubrettine. Forza Italia! (r.t.)
DIRITTI UMANI – È stato pubblicato da Amnesty International il Rapporto Annuale 2009 sui diritti umani in 150 Paesi e Territori: ne emerge un mondo lacerato da disuguaglianze, discriminazioni e repressioni politiche. Cfr. http://www.amnesty.it/index.html. (g.l.)
OSSERVATORIO PERMANENTE DELLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO – L’Unione forense per la tutela dei diritti dell’uomo ha di recente creato un Osservatorio permanente della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Per quanto riguarda i contenuti, l’Osservatorio si articola in tre sezioni dedicate, rispettivamente, alla giurisprudenza della Corte europea, al controllo sull’esecuzione delle sentenze ed alla giurisprudenza e normativa interna di attuazione. Le sentenze e decisioni tradotte in lingua italiana sono corredate da una breve annotazione di coordinamento giurisprudenziale e da una massima, al fine di consentire un più rapido inquadramento delle questioni che ne sono oggetto. Per accedervi, vai a http://osservatoriocedu.it/. (i.l.)
MALEDETTO RELATIVISMO (E ILLUMINISMO)! – Secondo il “Signore di Roma” il relativismo – vale a dire il pensiero che ammette più idee, più culture, più costumi da rispettare – è una iattura che impedisce la ricerca della verità. Quale verità? Quella cattolica, ovvero l’unica possibile! Insomma, Ratzinger e i suoi seguaci hanno ragione, gli altri hanno tutti torto, e, perdiana (o perdio?), questi ultimi non ne vogliono sapere di capirlo e sono la rovina della società. Scusate, ma mi sa tanto che ’sta gente non adopera i bei roghi di un tempo solo perché non li può più fare, ma, se potesse... Anatema sit! (r.t.)
STATO DEL VATICANO E ONU – Attualmente, in virtù del fatto che la Chiesa cattolica romana ha deciso di chiamarsi Stato del Vaticano, ha una posizione che non risponde al suo essere Chiesa, ma, per l’appunto, Stato. Per questo chiediamo al Segretario Generale dell’Onu di rivederne la partecipazione come “Stato non-membro, Osservatore Permanente”. Crediamo che lo Stato del Vaticano dovrebbe partecipare alle Nazioni Unite, così come fanno le altre religioni del mondo, come organizzazione non-governativa. Sul sito dell’Aduc-Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori si può firmare una petizione per far togliere tale privilegio concesso alla religione cattolica che, unica tra le religioni, ha diritto di voto come fosse uno Stato. Ciò influisce negativamente quando si tratta di decidere, tra l’altro, su aborto, ricerca sulle staminali, contraccezione etc. (b.p.)
IL MASSACRO DELLA SCUOLA ITALIANA: LE RESPONSABILITÀ DI POLITICA E SOCIETÀ INCIVILE – Da decenni la scuola italiana è in declino e le indagini internazionali ci collocano ormai in fondo al “Primo mondo”. Le cause maggiori risiedono nei continui, estemporanei provvedimenti pazzoidi del ministro di turno, voglioso di protagonismo e di “restare nella storia”, misure capaci solo di aumentare gli adempimenti burocratici e le frustrazioni dei poveri docenti, ridotti a impiegatucci esecutivi frustrati e malpagati, a scapito di una vera, efficace e gioiosa didattica. Ad ogni nuovo decreto, un nuovo peggioramento: ma non se ne accorgono? Nelle scuole primarie è scandalosa la limitata applicazione del tempo pieno. In particolare nelle scuole medie superiori, dopo abolizione degli esami di riparazione, P.E.I.-P.O.F. (sic!), “pagellini”, folli tabelle numeriche degli esami finali nelle scuole superiori, “sportelli didattici”, interventi massicci di tipo pseudopsicologico e pseudosociologico, ecco che Fioroni si inventa... i corsi di recupero! Un puzzle sadomasochista, tanto per complicare la vita a tutti. La libertà di insegnamento e il rapporto umano diretto, personale e didattico, docente-discente, uniche garanzie di reale apprendimento e successo scolastico, sono abbattute da un miscuglio di pedagogismi insani, di “didattichese”, di organizzazione dirigistico-propagandistica, sorta di Minculpop cattolico-fascista-marxista. Intanto, gli accorpamenti di classi orizzontali (ma anche verticali!) sono in continuo aumento, così come le aule piene di ragazzi (trenta e più!), mentre i ragazzi portatori di handicap sono lasciati senza un numero adeguato di insegnanti di sostegno! Nel frattempo, gli insegnanti di religione cattolica, senza adeguato titolo di studio, sono pagati senza aver superato un concorso pubblico, ma dietro raccomandazione clericale e per insegnare non si sa bene cosa a uno sparuto numero di allievi. La colpa dell’ignoranza degli italiani non si può scaricare su insegnanti, ragazzi, famiglie. Le responsabilità ricadono soprattutto sul potere politico, incapace di ascoltare i veri bisogni delle tre categorie succitate che vivono davvero la scuola, e su molti massmedia, che trasmettono agli allievi messaggi che spiazzano completamente la scuola e la sua funzione educativa, anzi la sommergono del tutto sotto la spazzatura televisiva e i suoi orrori morali. (r.t.)
MORTI SUL LAVORO – Ripetiamo pari pari quanto già scritto mesi fa – e temiamo che possiamo tenerlo in serbo, sempre (ri)utilizzabile, per i prossimi decenni:
«Nonostante tutti i richiami e le promesse, il fenomeno degli incidenti sui luoghi di lavoro non accenna a diminuire. Nostra tesi: non è solo un problema di legislazione e di misure di sicurezza, ma di ritmi stressanti, che inducono alla disattenzione e alla imprudenza, di sfruttamento e ricatto della manodopera, di voglia di raggiungere il massimo profitto a ogni costo. Per chi non se ne fosse accorto, viviamo in un mondo violento e senza alcun rispetto per la persona umana». (r.t.)
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• SU DI NOI
LA NOSTRA NUOVA SEDE – La inEdition editrice si è trasferita in via Gobetti 7 - 40129 Bologna. Nuovo numero telefonico (e fax): 051 363707.
IL PIANETA BLU MYOSOTIS DI ANNARAFFAELLA FARAO SU LA3 TV – Max Ponte ha presentato Il pianeta Blu Myosotis (inEdition editrice) di Annaraffaella Farao su La3 Tv. Per vederne un brano da YouTube clicca qui. (j.i.)
INEDITION EDITRICE SEMPRE PIÙ “INTERNAZIONALE”: TRADOTTO IN SERBO LE FELICITÀ NASCOSTE DI PAOLO BONESSO – Pubblicata dalla casa editrice Mono i Manjana di Belgrado e curata da Igor Vidović, è uscita la traduzione in lingua serba de Le felicità nascoste. Memorie involontarie di un bevitore di vino di Paolo Bonesso (inEdition editrice/Collana La scacchiera di Babele). Titolo in serbo: Skrivene radosti. Nehotična sećanja jednog vinopije. La dimensione internazionale delle nostre edizioni viene così confermata, dopo le prime edizioni italiane in esclusiva di Aperto di notte (Nattåpent) di Rolf Jacobsen (a cura di Randi Langen Moen e Christer Arkefors), grazie a un contributo del Norsk Litteratur i Utlandet di Oslo, e di Non sono un assassino. Il caso “Welby-Riccio” francese di Frédéric Chaussoy (a cura di Christiane Krzyzyk), e l’edizione bilingue francese-italiano de Il pianeta Blu Myosotis di Annaraffaella Farao. (r.t.)
LA RECENSIONE DELLA CRITICA LETTERARIA MORENA FANTI A DECOMPOSIZIONE DI DIO. UN RACCONTO E CENTO APOLOGHI GNOSTICI TRA KAFKA E CIORAN DI RINO TRIPODI – «Un libro che pone delle domande, questo Decomposizione di Dio, di Rino Tripodi. Domande che, come spesso accade, non hanno risposta certa. D’altronde un’“opera” deve far riflettere e deve aiutare a scoprire nuove e possibili strade di percorso interiore e questo volumetto di Tripodi sembra indicarci molte eventuali vie di esplorazione del nostro pensiero e della conoscenza.
Il pensiero di filosofi come Cioran e Sgalambro fa da tramite al pensiero dell’autore e ci introduce negli apologhi da lui scritti. Il viaggio per la salvezza, nel racconto Il pellegrinaggio ad Atar’sh, che costituisce il nucleo narrativo “forte” della pubblicazione, passa attraverso tragedie e perdite e all’arrivo troviamo...
Essere spaesati e dubbiosi a volte è l’unica scelta possibile. Chiedersi quale sia davvero la forma di un Dio (“continuo ad usare la maiuscola in ragione del valore storico-religioso del concetto di Dio nell’ambito della tradizione occidentale”, scrive Raffaele Riccio nell’introduzione al volume) che, nei vari apologhi che sostanziano la seconda parte del volumetto, è a tratti bambino irragionevole, ideatore megalomane, bifronte e perciò non veritiero, persino idiota che non sa ciò che ha combinato, fino a diventare morto e decomporsi nel disfacimento totale e globale in cui ci ha coinvolti, è la domanda che torna impellente, la domanda mai del tutto dimenticata.
La scrittura di Tripodi scava in profondità nella Ragione, cerca la Conoscenza e forse la Verità. Non importa se alla fine saremo d’accordo o meno con l’autore: come scrive Riccio, “Il pregio della lettura di questi apologhi sta proprio in questo totale rovesciamento, che ognuno può interpretare come crede, riconoscendolo o allontanandosene, sulla base delle proprie valutazioni etiche. In ogni caso, sostare sull’abisso e guardare, non di sfuggita, il volto del dolore in una società anestetizzata come la nostra, potrebbe comunque rivelarsi un’operazione di consapevolezza”». (i.l.l.)
PER NUOVI ARGOMENTI IL NOSTRO MARCO GATTO UNO DEI SETTE MIGLIORI POETI ITALIANI UNDER 30 – Sul n. 41 (V serie-gennaio-marzo 2008) della celebre rivista fondata da Alberto Carocci e Alberto Moravia ed edita da Arnoldo Mondadori, il direttore delle nostre collane di poesia, Marco Gatto, del quale vengono pubblicati quattro componimenti, viene valutato da Carlo Carabba in un apposito editoriale (Non ancora trentenni) come uno dei più promettenti poeti italiani nati negli anni Ottanta. (c.l.)
VIDEO DELLA PRESENTAZIONE IN PRIMA NAZIONALE DI NON SONO UN ASSASSINO DI FRÉDÉRIC CHAUSSOY – Sabato 27 ottobre 2007, a Modena, presso la libreria Feltrinelli di via Cesare Battisti 17, alla presenza di un folto pubblico, si è tenuta la presentazione del libro Non sono un assassino. Il caso “Welby-Riccio” francese (inEdition editrice/Collane di LucidaMente), del dottor Frédéric Chaussoy. Sono intervenuti: Mario Riccio, medico specialista in Anestesia e Rianimazione presso l’Ospedale di Cremona, Giancarlo Fornari, presidente di LiberaUscita, Maria Laura Cattinari, responsabile regionale di Libera Uscita, la traduttrice Christiane Krzyzyk e il direttore di LucidaMente, Rino Tripodi; i quali, anche nel rispondere ad alcune domande dei presenti, oltre a mettere in rilievo la profonda umanità e lezione morale che scaturisce dal libro, hanno fatto il punto sulla situazione italiana intorno alle tematiche del testamento biologico e dell’eutanasia, evidenziando l’estrema divaricazione tra le opinioni dei cittadini e il “blocco clericale” nel nostro Parlamento. Aprendo l’immagine collocata subito in basso o prima delle note redazionali, potrete vedere e ascoltare l’intero evento. (c.l.p.)
I NOSTRI DISTRIBUTORI UFFICIALI
- Per le grandi e medie librerie: EdiQ Distribuzione, casella postale 56 - 21040 Gerenzano Varese; tel. e fax: 02-9689323; cell.: 347-4140016; indirizzo email: commerciale@ediq.eu; sito: www.ediq.eu.
- Per cartolibrerie, edicole, sistemi bibliotecari, biblioteche, università, scuole, enti pubblici, associazioni culturali: LS Distribuzioni Editoriali, via Badini 17 - 40050 Quarto Inferiore (Bologna); tel.: 051768165 o 0516061167; fax: 0516058752; indirizzo email: info@lsc.it, sito: www.lsc.it. (a.z.)
LA RECENSIONE DELLA CRITICA LETTERARIA MORENA FANTI A I DELITTI DELLA TERZA VIA DI DAVIDE PIAZZI – «Quando Giorgio Macchiavelli, detto Macchia, di professione investigatore privato, risolve il caso della sparizione dell’adolescente Serena, non immagina che dopo pochi giorni si ritroverà immerso in un caso ben più grave e dai risvolti violenti e tragici.
Una Bologna bellissima e immersa nella neve fa da cornice a una vicenda dalle tinte molto forti e dai risvolti inattesi, in questo romanzo di Davide Piazzi, scrittore di racconti sfumati e malinconici, ora alla sua prima prova con il genere noir.
La tensione, seppur resa più sopportabile dal carattere ironico di Macchia e del suo amico Luciano Solmi, detto Lozzi, psicologo mancato e desideroso di risolvere misteri, che lo affianca nelle indagini, rimane sempre densa e avvince il lettore ansioso di capire chi si cela dietro gli episodi di violenza che turbano il clima altrimenti tranquillo della città.
E man mano che si scende nelle pieghe tortuose della mente umana, si scende anche all’interno della città e dei suoi aspetti più segreti e subdoli, come in uno specchio in cui la città diventa simile ai suoi abitanti. Le indagini proseguono tra sorprese e nuovi orrori, fino alla tragedia annunciata e ormai inevitabile.
Il ritmo è veloce, senza cadute di stile, e la storia è ben congegnata in ogni aspetto, compresa l’ultima inattesa sorpresa. Piazzi sa incatenare e trattenere l’attenzione del lettore e si arriva all’ultima pagina con l’amaro in bocca per aver concluso la lettura così velocemente». (m.a.)
I LUSINGHIERI GIUDIZI DI GIORGIO BÀRBERI SQUAROTTI SULLE SILLOGI PER SOGLIE D’INCREATO DI FRANCESCO MAROTTA E L’ATTRACCO SULLA LUNA DI DANIELA MONREALE – Questo è quanto scrive il celebre critico piemontese riguardo a Per soglie d’increato, di Francesco Marotta, della nostra inEdition editrice (collana Il crocicchio/Le invetriate): «Libro di alacre e inventiva poesia, uno dei più originali e vivi di questi tempi. Mi pare di essere di fronte a un poema fortemente unitario, come ben raramente accade, scandito nella rigorosa sequenza dei “capitoli”, dei “canti”. Così la stagione migliore ha ora per me un senso di certa verità e bellezza». Ed ecco come valuta L’attracco sulla luna, di Daniela Monreale, sempre della nostra inEdition editrice (collana Il crocicchio/Le invetriate): una poesia «ricca e varia, fra drammaticità e gioia, amore e avventura, con l’eco sempre presente del sacro che dà senso a tutte le esperienze e le visioni. Improvviso, inarrestabile e Quiete e bellezza sono, a mio parere, le sezioni più alte, esemplari». (s.d.)
DUE VIDEO BELLISSIMI, DA NON PERDERE – Il nostro Andrea Spartaco ha realizzato un video di straordinaria, commovente bellezza sulla situazione dei bambini palestinesi nei Territori occupati. Per vedere Salam’s Dreams, cliccate qui e fate partire il video, spingendo due volte il tasto play. Da non perdere neanche I segreti di Elena, video installazione sulle opere di Antonietta Campilongo (con Cristina Mantis; regia di Giuseppe Gagliardi; musica: Yumeji’s Theme di Shigeru Umebayashi). (r.t.)
LE COLLANE DI LUCIDAMENTE – Per sapere di più sul nostro progetto letterario, collegato al gruppo editoriale inEdition, cliccare sul banner inEdition Editrice o sul banner azzurro Edizioni di LucidaMente. (m.s.)
DEL DOTTOR MARIO RICCIO LA PREFAZIONE A IO NON SONO UN ASSASSINO DI FRÉDÉRIC CHAUSSOY – Con enorme orgoglio annunciamo che la nostra edizione, in esclusiva italiana, di Je ne suis pas un assassin di Frédéric Chaussoy, prima uscita della nostra collana Le svolte della vita, è preceduta da una Prefazione del dottor Mario Riccio, noto per la vicenda di Piergiorgio Welby. (r.t.)
UNA COLLANA SPECIALE: NERISSIMA! – Il nostro catalogo comprende una preziosa collana di letteratura: Nerissima, diretta da Rino Tripodi. Prime pubblicazioni: L’appuntamento di Leonardo Marini; Decomposizione di Dio. Un racconto e cento apologhi gnostici tra Kafka e Cioran dello stesso Tripodi; La vera storia di Giuseppe Alba di Vincenzina Fiorentino; Litàlia. Racconto popolare postrisorgimentale in due tempi e un post scriptum di Francesco Cento; Il Disco di Nebra di Giovanni Nebuloni; Dal fondo del metallo di Erika Dagnino. (c.l.p.)
ULTIME USCITE DELLA COLLANA DI POESIA LE COSTELLAZIONI SONORE – Il catalogo della nostra collana di poesia Le costellazioni sonore, diretta da Luca Viglialoro, si è ulteriormente arricchito grazie alle sillogi Angoli di vita di Giovanna Secondulfo, Le cose avevano sempre ragione di Francesco Giordani e Le borsette delle donne di Luciana Siti. (m.g.)
GIRANDOLE LUMINOSE: UNA NUOVA COLLANA DI LETTERATURA PER L’INFANZIA E PER RAGAZZI – Il nostro catalogo si amplia con una nuova «collana di letteratura per l’infanzia e per ragazzi»: Girandole luminose, diretta da Maria Gaudiano. Prime uscite, Il pianeta Blu Myosotis di Annaraffaella Farao e Il mistero dell’Impero Azzurro di Rino Tripodi. (m.g.)
INEDITION HA ASSEGNATO UNA BORSA DI STUDIO A UN GIOVANE GRAFICO PER PARTECIPARE A UN IMPORTANTE CORSO PER REDATTORE DI CASA EDITRICE – La nostra casa editrice ha assegnato una borsa di studio a un corsista della Scuola per redattore di casa editrice organizzata dall’agenzia letteraria la Bottega Editoriale, per agevolarlo nell’apprendimento della Arti grafiche, che costituiscono il centro del nostro progetto editoriale. Le lezioni si sono svolte tra ottobre 2008 e febbraio 2009, presso la Biblioteca civica di Cosenza. Ci piace segnalare che un’altra borsa di studio per la frequenza a tale corso è stata assegnata dagli amici delle Città del Sole Edizioni di Reggio Calabria. (j.i.)
COME ACQUISTARE LE NOSTRE PUBBLICAZIONI - IN QUALI LIBRERIE SI TROVANO I NOSTRI LIBRI Per ricevere le opere direttamente dalla casa editrice, cliccate sul banner inEdition editrice e, dopo essersi registrati per acquistare on line, usate il “carrello”. Vi verranno recapitate al vostro indirizzo.
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in entrambi i casi specificando quali pubblicazioni desiderate ricevere.
Per altre informazioni, potete telefonare tutti i giorni, dalle 9,30 alle 12,30 allo 0516196302 (Donatella).
Peraltro, il lettore di Bologna e dintorni, che preferisca acquistare le nostre pubblicazioni recandosi in libreria, può rivolgersi ai seguenti punti vendita:
A BOLOGNA
- Libreria Irnerio, via Irnerio 27 – telefono/fax 051251050.
- Melbook Store, via Rizzoli 18 – tel. 051220310.
A SAN LAZZARO DI SAVENA
- L’isola che non c’era, via della Repubblica 92/94 – tel. 051454891.
A VILLANOVA DI CASTENASO
- Libreria Coop Nova, via Villanova 29, interno 10 del centro commerciale Centronova – tel. 0516053014.
A BUDRIO
- Lo Stregatto, via Benni 5/A – tel./fax 051803453.
A MODENA
- Circolo libreria Amici del libro, via Prampolini 69 – tel./fax 059212334.
A CARPI
- Libreria La Fenice, via Mazzini 15.
RACCONTI INCANTATI DEL NOSTRO ROCCO CHINNICI FINALISTA A SCRIPTA. MARTINA FESTIVAL LETTERARIO – Racconti incantati (inEdition editrice/Collane di LucidaMente) di Rocco Chinnici è risultato finalista, nella sezione racconti editi, presso il prestigioso concorso letterario di Martina Franca. (d.s.)
UN PICCOLO FENOMENO CALCISTICO TRA CRONACA SPORTIVA, STORIA, CULTURA E SOCIETÀ – Reggina 1999-2008. Dieci anni all’ultimo respiro (Presentazione di Enzo Laganà, Città del Sole Edizioni, pp. 138, € 10,00), scritto a quattro mani dal nostro direttore Rino Tripodi e dal nostro redattore Giuseppe Licandro, inframmezza alla cronaca dell’ascesa di una piccola società di calcio del profondo Sud ai massimi scenari del calcio italiano, illuminanti analisi e riflessioni di carattere storico, culturale, sociologico, psicologico... tanto per far capire quale importanza ha assunto il calcio nel mondo attuale. (s.m.)
CHI È GIORGIO? CONOSCI TUO FIGLIO? I MILLE VOLTI DI GIORGIO ATTRAVERSO LE RISPOSTE DEGLI ADOLESCENTI – Il complesso rapporto tra figli adolescenti e genitori costituisce l’argomento del nuovo libro della redattrice di LucidaMenteDora Anna Rocca: Chi è Giorgio? Conosci tuo figlio? I mille volti di Giorgio attraverso le risposte degli adolescenti (Rubbettino, pp. 350, € 20,00), un approfondito e utilissimo studio sui modi di pensare e di agire dei ragazzi in età adolescenziale. (r.t.)
ACQUA DEL NOSTRO COLLABORATORE IVAN LIBERO LINO FINALISTA AL PRESTIGIOSO PREMIO URANIA 2008 – Acqua del collaboratore di LucidaMenteIvan Libero Lino è entrato nella quartina finalista del concorso letterario bandito dalla celebre collana della Mondadori. Vincitore assoluto è stato proclamato Francesco Verso con Il fabbricante di sorrisi, che sarà pubblicato su Urania nel novembre 2009, con il nuovo titolo definitivo E-DOLL. (j.i.)
ERO BAMBINO NEL ’47 – Tale libro (Morrone, pp. 128, € 12,00) del nostro collaboratore Antonio Nicoletta è allo stesso tempo memoria di un’infanzia e piccolo affresco di un’epoca, più povera ma più felice. Le pacate rievocazioni si rivelano luminose quanto pudiche e trepidanti suggestioni di bozzoli di lontane luminescenze, di preziosi scorci segreti, di lucidi filamenti esistenziali, espressi in una prosa ricca di echi umani e con un ritmo che riproduce quello del tempo passato, più a misura d’uomo rispetto all’odierno. (r.t.)
A tutti gli esseri “deboli”, che in questo mondo hanno di fatto meno diritti degli altri o, forse, sono del tutto indifesi: i bambini, gli anziani, gli animali; a chi subisce ogni genere di violenza; alle vittime degli assassini al volante o dei “padroni” sfruttatori o dei trafficanti di carne umana o delle mafie; a chi viene ucciso due volte da una giustizia disattenta e disumana che non sembra più in grado di distinguere tra chi ha subito il torto e chi l’ha compiuto, lasciando questi ultimi impuniti o quasi.
Anche in nome di Margaret Page, Adolfo Baravaglio, Eluana Englaro, Vincenza Santoro, Chantal Sèbire, Hugo Claus, June Burns, Giovanni Nuvoli, Piergiorgio Welby, Diane Pretty, Vincent Humbert, Ramón Sampedro, Luca Coscioni e mille altri, LucidaMente continuerà a combattere la loro/nostra battaglia per la libertà di ricerca scientifica, per una vita e una morte dignitosa e per tutti i diritti umani.
GRAZIE, PIERGIORGIO, PER TUTTO QUELLO CHE HAI FATTO PER NOI, CITTADINI “NORMALI”. TI AUGURIAMO CHE IL LUOGO DOVE ORA TI TROVI SIA PIÙ “UMANO” E “CRISTIANO” DI QUELLO IN CUI HAI VISSUTO LA TUA ESISTENZA TERRENA.
«Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa». (Piergiorgio Welby)
«Dobbiamo sapere anche fermarci nella lotta contro la morte, con dolcezza e rispetto. [...] Nessun medico ama lasciar vincere la morte. Ma, quando vince, perché non toglierle un po’ della sua crudeltà?». (Frédéric Chaussoy)
«Ho notato, con amarezza, che le persone restie ai condizionamenti – delle quali Eluana era una evidente esemplare – vengono mal tollerate dalla nostra società perché, reclamando l’esercizio delle loro libertà fondamentali, sovvertono l’ordine prestabilito, e questo infastidisce e spaventa. Non si coglie che essi sono una ricchezza per la collettività, uno sprone al pensare da sé, un contributo al pacifico e prezioso fermento civile. Forse si teme il contagio che la libertà, come l’allegria, sanno muovere tra le persone dalle sensibilità affini». (Beppino Englaro)
«Certamente sai che chiunque mi libererà da questa vita mi sottrarrà a una grande pena. Non so che cosa mi succederà dopo, ma non ho dubbi su ciò da cui sarò liberato. Ogni vita infelice ha una fine serena e chiunque compatisca e soffra per le angosce degli altri, se davvero ama coloro dei quali vede l’angoscia e se davvero è attento non tanto ai suoi desideri, ma a quelli di coloro che soffrono, desidera soltanto che le pene dei suoi cari finiscano, anche se proverà dolore per la loro scomparsa» (da una Lettera di Abelardo a Eloisa)
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CASTEL MAGGIORE (BOLOGNA): LETTURA-SPETTACOLO DE LE FELICITÀ NASCOSTE. MEMORIE INVOLONTARIE DI UN BEVITORE DI VINO DI E CON PAOLO BONESSO E CON DEGUSTAZIONE ENOLOGICA
Venerdì 24 settembre, dalle ore 19,30, presso Lounge sala-teatro, nell’ambito di Mangiar libri. Il ristorante per la mente, festival di cibo e letteratura (24-26 settembre), recital su vita, donne ed enologia tratto dal romanzo Le felicità nascoste. Memorie involontarie di un bevitore di vino (inEdition editrice/Collane di LucidaMente) di e con Paolo Bonesso. Degustazione di vini piemontesi.
La rivista telematica LucidaMente è una creazione della inEdition editrice di Bologna ed è on line nei primi giorni di ogni mese. Ogni numero è dedicato a un tema specifico.
Sono previsti supplementi speciali con uscita nel corso del mese, come LM BO (cronaca e attualità bolognese), LM EXTRA (cultura ed editoria) o LM MAGAZINE (inchieste e società).
Registrazione presso il Tribunale di Bologna, n. 7651 del 23 marzo 2006. Codice Cnr-Ispri: ISSN 1828-1699.
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