Ecco in anteprima il primo “capitoletto” di Foto grafie (pp. 66, € 10,00) di Arianna Agnoletto, opera di genere quasi indefinibile, inserita nella collana La scacchiera di Babele delle Edizioni di LucidaMente. Estati, spiagge, mari, vissuti negli anni: odori, suoni, sapori, visioni, contatti. Tredici “quadretti” costituiti da frammenti della memoria, da un proustiano reimmergersi, rivivere il passato, descritto attraverso un flusso di coscienza delicato e musicale.
Nel complesso, un affresco coinvolgente, emozionante, commovente, mosso da candide tenerezze infantili, da sottili vibrazioni dell’anima (sospensioni... suggestioni... stupefazioni...) all’interno di una leggiadra ragnatela di piccoli eventi, di ricami delicati e perfetti, internamente dilatati in una carovana quasi fiabesca di immagini ormai divorate dalle ombre del tempo.
Mentre, sullo sfondo, e qua e là, non mancano i trasalimenti dovuti agli imprevisti scricchiolii delle luminosità: la presenza implacabile del Male e del Dolore nel Mondo.


spiaggia
domenica di un luglio così caldo che ripensare
alla nebbia padana aiuta a resistere.
Si respira sabbia sudore sandali urla di bambini cocco!
Coccobello!... Ssst! Fate silenzio.
bagnino lettino libro
niente da fare, la ragazza di fianco non parla, urla e intanto il suo compagno, marito, amante, lancia lo sguardo altrove..... lo raccogliamo io e il mare..... attimo di silenzio, poi di nuovo tutto si muove, è questo vento che non permette soste...... Sono di nuovo con gli occhi dentro all’acqua... dove posso cominciare? Da quale frontiera o linea o infinito posso partire......
bianco e nero
......avevo quattro anni, la zia Luisa, le vacanze con lei perché noi non ce le potevamo permettere erano i primi anni Sessanta, mio padre imbiancava una galleria svizzera, mia madre lavorava in fabbrica e quando mi portava con sé mi faceva dormire su uno scaffale di maglie...... e io ero sempre ammalata... sempre la mano posata sulla fronte «l’ha ga’ la fevra n’etra volta»... febbre... medicine vomito e febbre... dottore con un naso così grosso da sembrare un drago «questa bambina ha bisogno di mare»... questa bambina ha bisogno di a-mare, di amore, signor dottore, ma non c’era nessuno a suggerirgli questa variante.
Sulla spiaggia di Ostia li ho incontrati per la prima volta..... lui così grande da fare paura e nello stesso tempo rassicurante... ce n’era talmente tanto che non sarebbe finito mai...... dovunque guardassi sabbia e acqua... me ne stavo con la mia palla in mano a guardare...... intuivo i suoi segreti, ma troppo piccola per la sua profondità, restavo in superficie ad osservarne i colori ed annusarne l’odore pulito.
La zia Luisa aveva un’amica a servizio della Tina Pica e un giorno mi portò a trovarla...... la casa era vicina alla spiaggia...... la stanza piena di colori e cose... mi fecero sedere su un piccolo divano rosso e aspettammo un po’...... la zia era emozionata e rideva... Lei apparve all’improvviso, come un folletto del bosco...... era piccola e ricurva su di me... aveva una voce così roca che la sua carezza mi sembrò ancora più dolce... calda e accogliente...... io non l’avevo mai vista e la guardavo... mi piaceva... intuivo la sua stranezza... sarei rimasta per ore accovacciata sul divano ad ascoltare le risa della zia e quella voce profonda come il grande mare... ad un certo punto si avvicinò e mi prese il viso tra le mani «quanto sei graziosa» mi baciò sulla fronte.
Nel prendermi per mano al ritorno la zia mi disse piano «è un’attrice famosa e ti ha dato un bacio... ricordatelo...»

e così me li sono portati sempre con me
il mare e la Tina Pica.

(da Foto grafie di Arianna Agnoletto, Edizioni di LucidaMente)

L’immagine: «Un meraviglioso Topo Gigio gigante con salsiccia e formaggio tra le mani di pezza che mi abbraccia......» (fotografia di proprietà di Arianna Agnoletto).

Claudia Mancuso

(LucidaMente, anno II, n. 5 EXTRA, supplemento al n. 17, 15 maggio 2007)