EDITORIALE DEL MESE

Marzo 2017 (n. 134) – Se cinque figli vi sembran pochi…

Il presidente turco Erdogan e i suoi ministri all’attacco: scontro di civiltà, guerra santa, distruzione dell’Europa. Ma gli intolleranti sarebbero gli “islamofobi”…

Intolleranza. Richiamo alla violenza. Ovviamente, da parte di xenofobi, razzisti, islamofobi… ovvero, i populisti. O, se vogliamo allargarci, l’istigazione sarà partita del Movimento 5 stelle, in particolare del deputato Luigi Di Maio, come denuncia l’Unità. O no?

salviniFatto 1. Italia, Napoli, 11 marzo 2017. Il leader della Lega, Matteo Salvini, organizza nella città partenopea un proprio “comizio”, peraltro “al chiuso”, presso la Mostra d’Oltremare. Si scatena l’inferno. Prima i “tolleranti”, pacifisti, antirazzisti, “accoglientisti”, multiculturalisti e multietnicisti, chiedono che l’evento sia annullato. Poi, una volta che il discorso è confermato (siamo ancora in democrazia, no?; ognuno è libero di esprimere le proprie idee?), tentano direttamente di impedirlo. Come? Con una pacifica manifestazione nel corso della quale mettono a ferro e a fuoco ciò che incontrano nella loro tranquilla passeggiata per Napoli. Il sindaco del capoluogo campano, Luigi de Magistris, pur con qualche successivo distinguo, aveva appoggiato la protesta.

Fatto 2. 16 marzo 2017. Dopo il rifiuto dei Paesi bassi di consentire sul proprio territorio l’effettuazione di manifestazioni rivolte a cittadini turchi, con la presenza di loro ministri, in appoggio al referendum sulla svolta autoritaria della Costituzione del paese anatolico, si scatena un’aggressiva raffica di dichiarazioni. Il ministro degli Esteri anatolico Mevlüt Çavuşoğlu parla apertamente di guerra di civiltà, di guerra di religione e jihad contro l’Europa, col conseguente annientamento di quest’ultima. Insomma, si dovrebbero permettere comizi rivolti a cittadini stranieri o di origine straniera, aventi come scopo di indurli ad appoggiare una svolta dittatoriale dello stato turco-islamista…

7-turchia bandieraNon è da meno lo stesso presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, in piena deriva autoritaria e islamista, dopo lo strano, fallito, colpo di stato della notte del 15 luglio 2016. Il neodittatore non sopporta una sentenza della Corte di Giustizia europea, che ha dichiarato legittima la scelta di alcune aziende di vietare il velo islamico alle proprie dipendenti. E, allora, dopo le precedenti, farneticanti accuse di nazismo e fascismo rivolte agli olandesi, chiama in causa le crociate. E, soprattutto (17 marzo), minaccia più realistica e seria, Appello di Erdogan ai turchi in Ue: “Fate almeno 5 figli, il futuro è vostro”. Del resto, i poveri europei, e in particolare gli italiani, genitori responsabili e spesso afflitti dalla miseria e dalla precarietà, generano a malapena uno, massimo due figli a coppia. Riassumendo: intolleranza, prepotenza, guerra di civiltà, jihad. E una strategia che è già molto avanzata e vincente: la bomba demografica, agevolata dal welfare pro immigrati.

Rimaneggiando il celebre canto di inizio Novecento delle mondine di Novellara (Reggio Emilia), oggi esso potrebbe suonare così: “Se cinque figli vi sembran pochi, / provate voi a partorir. / E capirete la differenza / tra l’essere europee o mussulman…”. Ebbene, da anni esistono coraggiosi pensatori, movimenti culturali, pubblicazioni, che denunciano tutto questo. Ovvero, documentano l’intolleranza di fondo dell’islam in toto, anche di quello moderato, l’intento espansionistico, specie attraverso le migrazioni e il conseguente futuro squilibrio demografico, la volontà ultima di sostituirsi alle civiltà, alle culture e ai popoli europei. Anche sfruttando lo stato sociale e assistenziale europeo, dalla sanità agli alloggi popolari, dalle scuole ai sussidi di disoccupazione…

3.2-oriente-occidente[1]Tuttavia, proprio questa minoranza che, da Bat Ye’Or e Oriana Fallaci in poi, ha aperto gli occhi, è accusata di essere intollerante e aggressiva. Non i centri sociali di Napoli. Né lo scatenato Erdoğan. Ma non c’è cieco peggiore di chi non vuol vedere (o di chi si è venduto al verbo della globalizzazione capitalistico-finanziaria). Così poteri forti mondiali (1° livello), Unione europea (2° livello), politici locali (3° livello; in Italia i cattocomunisti), con i loro ben ammaestrati mass media didattico-repressivi, continueranno a blaterare di accoglienza indiscriminata dei migranti-risorsa come dovere, di multiculturalismo e di multireligiosità (“tanto, le culture e le religioni son tutte uguali”). I cattivi resteranno sempre i cosiddetti populisti e chi si sottrae al conformismo totalitario globale del pensiero unico buonista e politicamente corretto.

I maledetti populisti che vengono accostati ai movimenti fascisti e nazisti degli anni Venti e Trenta del XX secolo, coi quali si tenta di trovare incredibili analogie. Discorso che si può smontare facilmente con una sola argomentazione: non vi è un solo episodio di violenza e intolleranza nel quale siano coinvolti esponenti o anche semplici aderenti ai movimenti populisti o antisistema. La calunnia e la faziosità, l’insofferenza fino all’aggressione, verbale e non solo, sono, invece, rivolte contro di loro, praticate quotidianamente dagli avversari.

15-robot disoccupazionePassando brevemente al numero di marzo di LucidaMente, un interessante e ben strutturato approfondimento è costituito dall’articolo di Christian Corsi Il lavoro non tornerà più. Scritto che ben si collega ai violenti sconvolgimenti mondiali, di uno dei quali abbiamo fin qui parlato, aventi come conseguenze, tra le altre, il netto scadimento della qualità della vita, la disumanizzazione delle persone, l’immiserimento complessivo. Disoccupazione tecnologica: cosa accadrà nel futuro? Non è un fenomeno nuovo, ma stavolta il cambiamento sembra non lasciare spazio all’ottimismo della conversione e della riottimizzazione. Ancora delle ricadute negative dei cambiamenti tecnologici ha scritto Dora Anna Rocca nel suo Il cyberbullismo e la sicurezza in rete. I recenti dati su tale problema sempre più diffuso e di difficile soluzione sono allarmanti; a esso si cerca di far fronte con iniziative mirate alla sensibilizzazione, soprattutto dei più giovani.

Giocando con gli episodi storici riportati nel libretto di Matteo Sacchi, Il diavolo nelle parole, edito da il Giornale, abbiamo proposto una hit parade de I sette discorsi più ingannevoli della storia, dal processo a Socrate fino a Togliatti e Obama. Per finire con un messaggio di speranza, segnaliamo Le lingue contro l’Alzheimer di Maria Daniela Zavaroni: uno studio italiano rivela che parlare costantemente un idioma straniero o il proprio dialetto contrasta l’insorgere della nota quanto devastante forma di demenza degenerativa, posticipando i primi sintomi fino a cinque anni. E ricordiamo che a fine mese partirà la nona edizione del nostro Seminario di scrittura giornalistica e comunicazione audiovisiva. L’appuntamento è per mercoledì 29 marzo, a Bologna, presso Unci Formazione, in via Cincinnato Baruzzi 1/2.

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno XII, n. 135, marzo 2017)

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