Una festa nazionale che dovrebbe essere pacifista, di pacificazione e di vera riflessione. Dopo 81 anni dovremmo considerare che le guerre, soprattutto civili, sono sempre orribili e che i torti e le ragioni le decidono i vincitori. E non sfruttare il sangue versato dai partigiani, dai soldati e dai militari internati dai nazisti per opportunismi politico/elettorali e per introdurre nuovi conflitti e tematiche internazionali che poco c’entrano con Resistenza, antifascismo e Liberazione
Il nostro è un sogno irrealizzabile. Come il Sogno fatto in Sicilia nel Candido di Leonardo Sciascia. Sappiamo che nella prossima Festa della Liberazione, che, per di più, capita di sabato, si ripeterà il solito, stantio, copione (vedi pure 25 Aprile: antifascisti sì, sempre; “antifascismo” odierno no).
Celebrazione acritica e cieca di una orrenda guerra civile. Utilizzo di un ormai ucronico antifascismo per delegittimare il Governo di centrodestra, che avrà mille difetti ma di certo non è antidemocratico né autoritario (leggi Cosa significa davvero essere antifascisti). Cortei con frange di sciamannati squadristi rossi alla spasmodica ricerca dello scontro fisico, pronti a scatenare aggressioni e violenze, nonché vandalismi nelle città. Introduzione in una Festa nazionale di fondazione di temi internazionali, quali le guerre in Iran o in Palestina. Esaltazione dell’efferata macelleria di piazzale Loreto. Divisione degli italiani in una giornata che dovrebbe appartenere a tutti come inizio di un nuovo Stato democratico.
Nessuna riappacificazione nazionale, anzi si cerca di dividere le persone in categorie e di porre le une contro le altre
Son passati 81 anni e soprattutto le sinistre odierne, nonostante i vari tentativi, compiuti nei decenni precedenti – e mai più ripetuti di recente – da politici e storici appartenenti alla loro area, di chiudere con le divisioni e gli odi, non hanno intenzione di costruire una narrazione condivisa dei terribili fatti, anzi tendono più che mai a soffiare sul fuoco delle disgregazioni. Una strategia con fini elettoralistici, che si rispecchia nella battaglia intestina costruita ad arte tra donne vs uomini, giovani vs anziani, immigrati vs autoctoni, neri vs bianchi, omosessuali vs eterosessuali, islamici vs laici, extraeuropei vs occidentali ecc.
È stata creata un’innaturale quanto insana alleanza tattica tra islamici, immigrati, femministe, lgbtqia+, ecologisti da salotto, cattolici di sinistra progressisti (quasi un ossimoro), col solo fine di aggregare e vincere le prossime elezioni. Abbiamo detto “innaturale” e “strana” alleanza perché la libertà – anche sessuale – delle donne o degli omosessuali cozza con la sharia islamica. Perché l’“esercito industriale di riserva” a basso costo degli immigrati e l’estremismo ecologista confliggono con gli interessi dei lavoratori italiani ad avere un’occupazione con un salario decente. Perché non è vero che “le religioni sono tutte uguali e predicano la pace”: il Corano e il Vangelo sono agli antipodi.
Nessuna ricostruzione comune
La verità è che la Seconda guerra mondiale, i massacri, i genocidi e la guerra civile in Italia e in altri Paesi sono stati eventi spaventosi. E, alla luce delle guerre e dei massacri post 1945, il “mai più” appare pura retorica, se non ipocrisia. Forse dieci minuti di silenzio collettivo ci commuoverebbero e ci farebbero “sentire” di più la tragedia storica. Il chiasso, gli schiamazzi, la sgangherata e falsificata Bella ciao e le grandi adunate non fan pensare, così come il manicheismo, il mondo diviso in bianco e nero, in buoni e cattivi.
Quella del 1939-45 è stata una guerra orribile come tutte le guerre e per fortuna hanno vinto i “meno cattivi”: “alleati” e Unione sovietica di Stalin. Oggi siam messi anche peggio, a tal punto che si fa fatica a scegliere, non diciamo il “buono”, ma il “meno cattivo” nei conflitti Russia/Ucraina, Trump-Israele/palestinesi-Hamas, ancora Trump-Israele/Iran. Per non dire delle decine di guerre e stragi in atto che nessuno ricorda, perché conta solo quello che riportano i mass media mainstream allineati.
Sappiamo molto dei crimini contro l’umanità nazisti, della tragica presunzione e megalomania di Mussolini, con un’entrata in guerra senza un valido esercito, del genocidio del popolo ebraico. Ma alcune verità storiche sono censurate o sottaciute. In Italia la Liberazione è avvenuta grazie essenzialmente alla potenza delle armi statunitensi. Non è vero che, se avessero vinto le forze dell’Asse, oggi tutto il mondo sarebbe un lager: i regimi fascisti sopravvissuti alla Seconda guerra mondiale, dalla penisola iberica all’America latina, si son tutti estinti.
Il contributo partigiano, anche se nobile e coraggioso, sul piano bellico è stato molto relativo. Un apporto simile, ma non riconosciuto, è stato dato dagli Imi (militari italiani internati nei lager nazisti), che si son rifiutati di combattere coi tedeschi. L’intento dei partigiani comunisti era quello di imporre una dittatura sovietica. Gli stessi partigiani comunisti si sono macchiati di innumerevoli stragi pure dopo il 25 aprile 1945. La maggior parte dei combattenti repubblichini, anche loro colpevoli di atti efferati, credevano in buona fede di difendere e onorare la Patria, al pari dei partigiani.
I “liberatori” d’Italia hanno compiuto bombardamenti indiscriminati, uccisioni di civili con mitragliamenti aerei e hanno permesso stupri, come le celebri “marocchinate”. Con le clausole segrete del Trattato di Parigi, l’Italia è divenuta un Paese a sovranità limitata, ai comandi di Usa e Regno unito. I soldati sovietici che occuparono la Germania si resero responsabili di crimini terribili, tra i quali gli stupri di massa. Hiroshima, Nagasaki e i bombardamenti punitivi sulle città tedesche sono stati crimini di guerra mai puniti.
I cortocircuiti dei cortei per il 25 Aprile
Ma senza conoscenza storica, senza tolleranza, nonviolenza, continuerà l’odio, che conviene a molti. La lezione maggiore che si dovrebbe trarre è che la lotta per la pace, la libertà, la democrazia, la giustizia, devono continuare rifiutando ogni tipo di violenza.
Ed ecco i cortocircuiti. Molti scenderanno in piazza con le bandiere della Palestina, dell’Iran degli ayatollah, del Venezuela di Maduro, di Cuba, persino di Hamas ed Hezbollah. Di Ucraina e Russia non importa a nessuno perché ci si dovrebbe dividere prendendo posizione per l’una o l’altra. Delle guerre infinite in Sudan e in altre zone di Africa e Asia importa ancor meno, perché non fanno propaganda e, forse, per un inconscio razzismo.
Dopo decenni e decenni di messa in luce del genocidio ebraico a opera dei nazisti e glorificazione delle brigate israeliane inquadrate tra gli Alleati, ecco che ora i nazisti son diventati gli israeliani e, per qualcuno, gli ebrei tutti. E son divenuti buoni i palestinesi, alcune migliaia dei quali, durante il conflitto, furono inquadrati nelle SS. Ed è diventato progressista l’islam, con le donne velate (anche integralmente) e segregate in casa.
Si bruceranno le foto di Trump, ma non quelle dei presidenti democratici Usa che l’hanno preceduto, altrettanto guerrafondai, né di chi, quasi celato, crea o ci guadagna dalle guerre. E poi saranno arse le immagini di Netanyahu, Meloni, Salvini, Vannacci ecc. Ma non quelle dei veri padroni della Terra, come le “baronesse” dell’Unione europea, i grandi speculatori dei fondi di investimento o delle grandi banche, fino alle ineffabili altezze quali Carnegie, Fink, Gates, Rockfeller, Rotschild, Schwab, Soros. I manifestanti di sinistra non l’hanno mai fatto. Sapevano dei maneggi economico-finanziari (tra i quali le speculazioni sulla pandemia Covid) e degli ancor peggiori traffici sessuali, pedofili e satanisti di Jeffrey Epstein, da anni denunciati dai “complottisti”?
Quindi non hanno mai capito un cavolo del capitalismo finanziario e del neoliberismo che ci sta uccidendo tutti (leggi Le verità sulla dittatura finanziaria che ci sta annientando). Del resto, non si permettono di nominarli neppure la Chiesa cattolica e i papi.
Le immagini: elaborazioni con l’intelligenza artificiale generativa attraverso Google Gemini secondo la licenza per uso libero e gratuito.
Rino Tripodi
(Pensieri divergenti. Libero blog indipendente e non allineato)


















