Nel volume “Guerra all’umanità” (Edizioni Byoblu) Alessio Fortunati ci spiega come, dopo il riuscito test del triennio pandemico, le élite globaliste stiano plasmando i prossimi decenni e con quali finalità. L’unica arma in possesso delle persone è il pensiero critico
«Controllo delle nascite, riduzione della fertilità, eliminazione delle cure per i malati, del lavoro e del cibo, liberalizzazione dei rapporti tra persone dello stesso sesso, contraccezione, propaganda e indottrinamento, e guerra». Questi sarebbero gli obiettivi dei poteri sovranazionali, élite in parte occulte, in parte palesi.
Per ottenerli è evidente che debbano al contempo sparire democrazie, stati e identità nazionali, culture popolari, senso critico delle masse.
Biolaboratori come il dottor Frankenstein: creare microrganismi assassini
Un anticipo e una sperimentazione dei piani elitari si è avuta con l’epidemia Covid-19 del 2020-23 (leggi anche La pandemia non è mai finita). È ad essa, infatti, che il biologo Alessio Fortunati dedica la Parte prima del proprio volume Guerra all’umanità. Armi biologiche: ultima frontiera dell’eterno scontro tra deep state e il popolo. Riuscirà l’umanità a salvarsi dalla guerra psico-biologica prima che la guerra stermini l’umanità? (Prefazione di Armando Manocchia, con Integrazioni speciali di Franco Stocco e Franco Fracassi, Byoblu Edizioni, Milano 2024, pp. XXX-360, € 20,00).
Sono pagine tecnico-scientifiche abbastanza specialistiche sugli aspetti medico-biologici-genetici del misterioso virus e della successiva malattia influenzale. Si parte da molto prima dell’inizio del morbo, ossia dagli aspetti militari-industriali e dalle ricerche sulla guerra batteriologica. Centrali sono i concetti di guadagno di funzione (Gain of function, Gof), ovvero il risultato di «esperimenti che hanno come risultato l’acquisizione di un nuova funzione genica (o un aumento del livello di espressione di una funzione già presente nel genoma)» e di alterazione di funzione (Alteration of function, Aof). In parole povere, si tratta di creare microrganismi più forti, più in grado di replicarsi, di infettare, di trasmettersi, di resistere a terapie, ecc.
I biolaboratori che “giocano” con virus, batteri, parassiti e prioni sono sparsi in tutto il mondo (l’Integrazione 2 di Franco Fracassi a fine libro s’intitola L’Ucraina al centro della guerra biologica). Sorprendente, in tal campo, è stata la ricerca «Made in China (con i soldi americani)»: questo vi fa pensare a qualcosa riguardo all’arrivo da Wuhan del Sars-Cov-19?
Più “vaccinazioni”, più morti
Il virus “sfuggito” ha provocato un forte incremento (e con maggiore gravità) delle infezioni influenzali che si verificano normalmente ogni anno. I contagi, le vittime e il relativo panico, ben stimolato dai mass media, hanno reso possibile che le popolazioni terrorizzate e rese prive di dignità accettassero di buon grado imposizioni e limitazioni alla propria libertà mai viste prima e fossero sconvolti persino le relazioni e gli equilibri psichici delle persone (si può parlare di psicodemia).
Ma l’ingiunzione più grave è stato l’obbligo vaccinale. Anche lasciando da parte gli enormi guadagni ottenuti dalle industrie farmaceutiche, le opacità nelle procedure di acquisto e i profitti in campo finanziario o corruttivo, la questione centrale è la dubbia efficacia e i gravi effetti collaterali dei sieri sperimentali fatti passare per “vaccini”. Scrive Fortunati che «i paesi con un alto tasso di vaccinazione della popolazione, europei e non-europei, ricchi e poveri, mostravano un preoccupante incremento del numero di morti in eccesso, rispetto a quello atteso, sia nel 2021 che nel 2022». Al contrario, «nei paesi meno ricchi e sviluppati, con un tasso di vaccinazione molto basso (<45%), non c’era un aumento sostanziale dell’eccesso di mortalità».
In particolare, in Inghilterra vi è stato un «costante aumento del numero di morti in eccesso per insufficienza cardiaca, conseguenza di quelle patologie cardiologiche imputate alla vaccinazione». In Italia, prima del Covid (2018-19), i decessi annui erano in media circa 645.000. Nel 2020 sono stati 746.146, aumento giustificato con l’epidemia. Ma nel 2021-2022, con la vaccinazione di massa, si son verificati decessi intorno ai 710.000 annui. Solo con la fine delle inoculazioni, i morti sono tornati più o meno ai valori del biennio 2018-19. Inoltre, «i dati mostrano un preoccupante incremento dei decessi nelle fasce di età più giovani».
Insomma, afferma Fortunati, «siamo stati attaccati due volte, con due armi biologiche; prima con un virus fatto dall’uomo e poi coi vaccini Covid».
La psicodemia: un test riuscito per raggiungere altri obiettivi (distopici)
I poteri che davvero contano, ovvero le élite economico-finanziarie sovranazionali (che da decenni, nel Vecchio Continente, grazie alla dittatoriale Commissione europea detengono la piena governance politica, hanno programmato/usato l’epidemia come sperimentazione (riuscita) ai fini, afferma Fortunati, del progetto, da realizzare in un futuro molto vicino, di «un impero finanziario collettivizzato».
Per pervenire alla riuscita di tale distopia, occorre che i cittadini non si sentano più come tali, cioè padroni e protagonisti del proprio destino, ma dimentichino la Storia della propria nazione, le proprie Tradizioni e radici, siano annullati «attraverso un totale e oppressivo controllo sociale», siano isolati gli uni dagli altri e spaventati da “emergenze” continue (alimentari, sanitarie, economiche, finanziarie, climatiche, sociali, ecc.).
Tra l’altro, anche senza scendere in ulteriori dettagli che renderebbero il presente testo lunghissimo, già il terrore Aids, scatenato negli anni Ottanta dello scorso secolo, con il dogma “la causa è l’Hiv”, si può forse considerare il primo tassello di un controllo sanitario totalitario, di uno scientismo intollerante e dell’ascesa delle industrie farmaceutiche con immensi profitti grazie a nuovi farmaci per nuove malattie (vedi, alla fine di Guerra all’umanità, l’Integrazione 1 di Franco Stocco: Big Pharma: cosa sono e come operano).
Tante tessere per un solo mosaico
E siamo entrati nella Parte seconda del libro di Fortunati. I vari tipi di terrorismo causati dalle “emergenze” sopra accennate fanno accettare alla gente cambiamenti imposti dall’alto impensabili fino a pochi decenni fa (la finestra di Overton). Ad esempio, sul cibo: il grano sostituito con farine di insetti, gli Ogm, le proteine sintetiche, l’abbattimento dei capi di bestiame… Sul piano sociale, la riduzione della libertà a prigione digitale, le smart cities, l’indottrinamento gender e la conseguenti mutilazioni (leggi Dilemmi morali, questioni bioetiche: eutanasia, cambio di sesso, utero in affitto, aborto… droga).
Ma, come scrive Armando Manocchia nella Prefazione, i veri obiettivi del nuovo totalitarismo sono il lavoro e la famiglia: «Strappare la famiglia dall’architettura dello stato è […] un vero colpo di genio dei nostri politici. Precarizzato il lavoro e distrutta la famiglia, […] si raggiunge un risultato unico: le nuove generazioni cresceranno del tutto prive del fondamentale e più fertile terreno». Intanto si propaga «la cancel culture, l’isteria gender, la distruzione del cristianesimo», il tutto per ridurre gli uomini a zombie telecomandati.
La potenza della curiosità e dello spirito critico
E, allora, che fare? Si chiede Fortunati: «Come costruire una società orizzontale, basata sulla cooperazione e condivisione, abbandonando le catastrofiche infinite ripetizioni di società verticali gerarchiche, basate su competizione e profitto: come combattere la psicodemia, la follia di massa e prevenire infine il totalitarismo»?
La ricetta del saggista è quella di «tornare a essere curiosi, farsi e fare domande, riflettere con la propria testa, usando buon senso e logica, senza affidarsi ad altri […]; la curiosità è ancora un’arma molto potente. Dobbiamo solo riscoprire, insomma, la bellezza del libero arbitrio e ricominciare a usarlo, nel modo giusto».
Perché «il libero arbitrio è nemico del governante totalitario; il pensiero critico fuori dal controllo e dall’indottrinamento, è suo acerrimo nemico; l’anima, e l’inspiegabile slancio dell’uomo verso l’infinito, verso il divino […], è nemica del governante autoritario».
Le immagini: la copertina del libro di Fortunati e a uso libero e gratuito da Pixabay secondo la Licenza per i contenuti (creazioni distopiche di dexmac).
Rino Tripodi
(Pensieri divergenti. Libero blog indipendente e non allineato)













