Da fenomeno di visibilità e appartenenza al tifo calcistico a una moda esibita dappertutto nelle nostre strade
Il passaggio dall’abbigliamento ultras a quello casual rappresenta una delle evoluzioni più affascinanti e significative all’interno della cultura giovanile e delle sottoculture legate al mondo del calcio. Queste due tendenze, sebbene nate in contesti diversi e con scopi iniziali distinti, si sono intrecciate e influenzate a vicenda, creando un panorama della moda unico e in continua trasformazione.
Gli ultimi trend registrati in questo ambito mostrano una fusione sempre più evidente tra i due stili: quello da ultras, con i suoi marchi storici, è un settore dell’abbigliamento che sta vivendo un vero e proprio revival nel mondo della moda, con le felpe e tute C che sfilano non solo negli stadi, ma anche sulle passerelle e nelle strade delle metropoli.
Al contempo, il casual si è evoluto, incorporando elementi di sportswear di lusso e marchi emergenti. Le nuove generazioni non si limitano a seguire un unico stile, ma creano il proprio mix, abbinando capi vintage a pezzi di design contemporaneo.
Un po’ di storia
L’abbigliamento in stile ultras ha radici profonde nelle curve degli stadi, dove la visibilità e il senso di appartenenza sono tutto. I capi d’abbigliamento non erano scelti per la moda, ma per la loro funzionalità e per la capacità di identificare il gruppo. Felpe con cappuccio per coprire il volto, jeans robusti, tute sportive per muoversi liberamente e scarpe resistenti per affrontare la vita da stadio erano i capisaldi di questo stile.
L’uso di marchi specifici, spesso italiani o europei, come Stone Island, C.P. Company o Lonsdale, non era casuale ma serviva a veicolare un messaggio di identità, forza e, a volte, aggressività. Questi marchi, con i loro loghi inconfondibili e i dettagli tecnici, sono diventati dei veri e propri simboli, trasformando l’abbigliamento da semplice indumento a una dichiarazione di appartenenza.
Dove trovare abbigliamento stile ultras
Oggi, soprattutto in rete, proliferano siti e portali che vendono abbigliamento stile ultras, partendo dal fatto che l’acquisto di questi capi d’abbigliamento non è più confinato ai negozi fisici o ai mercati rionali.
Il web è diventato il terreno di caccia preferito per molti appassionati, che possono cercare capi rari, edizioni limitate e marchi di nicchia da ogni parte del mondo. I negozi online specializzati, le piattaforme di e-commerce e i mercati di seconda mano digitali offrono una scelta vastissima che sarebbe impensabile trovare in un negozio tradizionale.
Il concetto di casual
Il casual, d’altra parte, nasce in Inghilterra negli anni Ottanta, quando i tifosi che viaggiavano in trasferta in Europa cominciarono a portare a casa capi d’abbigliamento sportivo e d’alta moda che non erano disponibili nel Regno Unito. L’obiettivo era mimetizzarsi, evitando di farsi riconoscere dalla polizia o dai tifosi avversari e, al contempo, esibire uno status sociale. I marchi d’abbigliamento scelti erano spesso quelli di fascia alta, come Fila, Lacoste, Sergio Tacchini e, in seguito, marchi più di nicchia come Burberry o Fred Perry.
Questo stile si distingueva per la sua discrezione apparente e per la qualità dei materiali, un contrasto netto con le uniformi più appariscenti e riconoscibili delle altre sottoculture. L’abbigliamento casual ha avuto un impatto così forte che ha trasceso le curve, diventando un fenomeno di moda a sé stante, adottato da molti giovani al di fuori del contesto calcistico.
Le immagini: proposte tratte dal sito ufficiale di Two B Store Unusual Clothing.
c.l.p.
(Pensieri divergenti. Libero blog indipendente e non allineato)


















