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Editoriali autunno ottobre-dicembre 2021

La raccolta degli interventi del direttore nel quarto trimestre del sedicesimo anno di pubblicazione di “LucidaMente”

Rino Tripodi by Rino Tripodi
1 Dicembre 2021
in ATTACCO FRONTALE, MONDO E GLOBALIZZAZIONE, RACCOLTA EDITORIALI, SALUTE-MEDICINA, SCIENZA-AMBIENTE-ECOLOGIA-CAMBIAMENTI CLIMATICI-INQUINAMENTO, SOTTO I RIFLETTORI, SU DI NOI
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Novembre-dicembre (nn. 191-192) – Come sono invecchiati male i giovani contestatori di ieri, come stanno crescendo peggio quelli di oggi

Le emergenze Covid e cambiamenti climatici, gonfiate al massimo, oltre la reale drammaticità, e il trionfo dei nuovi poteri stanno facendo emergere il vero volto di coloro che volevano e vogliono “cambiare il mondo”

Non certo da soli due anni, bensì da molti più, ma di sicuro da quando è scoppiata l’emergenza Covid, coloro che qualche decennio fa contestavano il potere, ora, raggiuntolo, si stanno rivelando di un’estrema e autoritaria bassezza morale. Stiamo parlando di quei politici, giornalisti, intellettuali, sanitari, accademici, che hanno nelle loro foto da giovani manifestazioni, proteste, trasgressioni… Ora plaudiscono a ogni repressione e restringimento delle libertà costituzionali.

Scherniscono i dissidenti, spargono odio, umiliano la povera gente. Come i fascisti di un tempo, dai quali credono di essere lontanissimi e diversissimi, sono proni al potere, forti coi deboli e deboli coi forti, arroganti, violenti, propagatori di un pensiero unico, difensori di uno Stato etico e di polizia. La contestazione andava bene quando erano loro, gli attuali progressisti radical chic, a farla, anche con modalità violente ed eversive. Ma oggi chiedono la mano forte verso chi manifesta in modo pacifico. Terrorizzati da un virus che potrebbe essere incontrollabile, creato proprio da quella “Scienza” che hanno eretto a nuova divinità, eterni immaturi staccati dalla spiritualità e dal sovrannaturale, hanno eliminato dal loro orizzonte il dolore, la malattia, la morte. Cooptati dal potere, fanno a gara per mostrarsi sempre più servili, allineati, sprezzanti, arroganti, odiatori seriali. E sono migliori di loro i contestatori odierni, quelli che ora sono giovani, che scendono in piazza – riempendole di spazzatura – contro il cambiamento climatico e, magari, per i diritti lgbtqia? Noiosissimi nel ripetere il proprio bla bla bla, una decina di frasi fatte e vuote, banali e conformiste, fintamente coraggiose e rivoluzionarie, in realtà preconfezionate e imposte dall’alto. Sono diversi da come sono rappresentati nelle pubblicità del pensiero unico globalista? Non molto.

Li vediamo per strada, che non guardano il mondo intorno (che vorrebbero cambiare, evidentemente senza conoscerlo, né badare agli esseri umani che lo abitano), ma sono fissi con lo sguardo sul proprio smartphone. Mangiano (cattivo) cibo facendoselo portare a casa. Comprano vestiti e scarpe firmati. Sono tra i maggiori consumatori/consumisti e, quindi, tra i peggiori inquinatori del pianeta. Come negli spot, sembrano obbligati a mostrarsi sempre allegri, sorridenti e divertenti. Contestatori funzionali al potere, offrono il braccio alla patria, pardon, al siero Pfizer, senza porsi domande, senza usare lo spirito critico che dovrebbe appartenere alla loro età, e molti di loro lo fanno per non perdersi un happy hour, un viaggio, la nottata in discoteca. Illusi di propagare cause nobili, in realtà manipolati dal potere economico e finanziario, dai nuovi tycoon del digitale e del food delivery, dagli ideologi “progressisti”, replicano slogan triti e ritriti senza avere spessore culturale, senza studiare la Storia e la Letteratura delle proprie nazioni, si proclamano ecologisti senza sapere nulla della Natura, del reale rapporto con la terra e gli animali. Eternamente egocentrici, immaturi, maleducati da genitori postsessantottini. E se, da adulti e col potere in mano, seguiranno l’esempio dei loro predecessori, saranno ancora più repressivi, prepotenti, intolleranti.

E, infatti, tra gli articoli comparsi sulla nostra rivista in quest’ultimo scorcio del 2021, alcuni intendono denunciare il nuovo autoritarismo strisciante di matrice “progressista”. A quasi cento anni esatti dall’inizio della dittatura fascista, per parecchi aspetti sembra esserci ripiombati di nuovo, con un altro “uomo forte” solo al comando e l’arroganza dei media “democratici”. E a prendere le botte sono sempre i poveracci, pure col ritorno della legge Fornero (Manganello, olio di ricino e confino… Anzi, randellate, idranti, “vaccino” ed esclusione sociale). Al riguardo abbiamo ospitato anche una lettera aperta di Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali lucani, sulle allarmanti dichiarazioni di sindaco e prefetto di Trieste sulla “compressione” delle manifestazioni democratiche (I nuovi ladri di democrazia e verità); e quella del presidente della Fondazione Perini, Christian Iosa, figlio di Antonio, “gambizzato” il 1° aprile 1980 dalle Brigate rosse, in merito alla trasmissione In onda dello scorso 2 ottobre (Concita De Gregorio e quei romantici eroi delle Brigate rosse). Anche il poeta marchigiano Lucilio Santoni ha inteso pubblicare su LucidaMente per segnalare la prepotenza radical chic nel voler imporre la lettera ebraica schwa (ə) per designare un genere neutro inesistente nella lingua italiana: un segno del passaggio dall’orizzonte celeste a quello terrestre, con perdita dell’infinito e del sacro (Dalla Bibbia al politicamente corretto).

C’è pertanto da chiedersi a quale area politico-culturale oggi appartengano concetti come autoritarismo o libertà, acquiescenza o messa in discussione del potere, aggressività o tolleranza, conformismo o spirito critico, Se la sinistra fa la destra (e viceversa) e il centro perde la fede…. E, con un po’ di malizia, pure Chi ha davvero affossato il Ddl Zan? A chi ha fatto comodo? Poteva essere approvata una buona legge condivisa su lgbtqia, che unisse anche tutti i cittadini in un progresso civile per il nostro Paese, ma… Altrettante domande pongono la tecnocratica Unione europea e le infondatezze che l’accompagnano. Ad esempio, La pace nel nostro continente è dovuta alle istituzioni europee. Falso perché tale opinione si fonda su una distorsione della verità storica: la mancanza di conflitti bellici negli ultimi 75 anni dipende da altri fattori.

Impietoso, poi, risulta il confronto tra la nostra carta costituzionale e i “patti” europei. La comparazione tra la prima e i secondi fa emergere diverse e contrapposte concezioni in ambito di democrazia, diritti sociali, visioni di stato, lavoro, economia: C’è la Costituzione (italiana) e ci sono i Trattati (europei). E per Gli ambientalisti: il Parlamento europeo ha votato per un’agricoltura disastrosa; difatti, l’assemblea Ue ha approvato la nuova Pac, che continua a sovvenzionare un modello agricolo industriale, distruttivo e insostenibile. Concludiamo segnalando due ottimi articoli “bollenti” di Edoardo Anziano: La crisi del giornalismo tra opinioni becere e sensazionalismo (se i quotidiani non ripenseranno contenuti e modello di “business” saranno condannati all’irrilevanza; al di là del fattore Internet, il calo di vendite è drammatico) e AlmaLaurea serve ai neolaureati o al profitto? (il Consorzio interuniversitario fa utili a cinque zeri soddisfacenti per la connessa srl, ma gli studi sulla sua efficacia risalgono a quasi quindici anni fa; è da rivedere il contributo pubblico?).

Le immagini: a uso gratuito da pixabay.com.

Rino Tripodi

(LucidaMente 3000, anno XVI, n. 192, dicembre 2021)

___________________________________________________

Settembre-ottobre (nn. 189-190) – Successo dei referendum: evviva! (Ma con qualche dubbio)

Grazie anche alla firma digitale, le numerose e lodevoli iniziative referendarie dovrebbero raggiungere l’obiettivo fissato. Ma tutti i firmatari sono stati mossi da nobili intenzioni?

Chi scrive questo editoriale è al di sopra di ogni sospetto. Come affermato nel nostro articolo dello scorso giugno (Un’estate di referendum da firmare), abbiamo consigliato di aderire a «tutti i quesiti referendari, sia quelli sulla Giustizia, sia quelli sull’eutanasia, sia quelli sulla caccia. E anche se non siete d’accordo o nutrite perplessità di qualunque genere. Perché? In prima istanza per stimolare l’iniziativa legislativa di un Parlamento immobile su certe tematiche che ci riguardano tutti; in seconda istanza, per far decidere comunque al popolo, il che è sempre positivo. Ancor di più in tempi di esautorazione della volontà popolare (con l’invenzione del populismo come minaccia) e di restringimento degli spazi democratici».

Alle tre richieste referendarie di cui parlavamo, se n’è aggiunta una quarta, quella sulla cannabis, e poi quella sull’abolizione del green pass. Anche grazie alla nuova possibilità di firmare on line, almeno le iniziative su Giustizia, eutanasia e cannabis hanno oltrepassato la soglia delle 500.000 firme valide richieste affinché sia tenuta la consultazione referendaria. Bravissimi i promotori, in particolare i radicali e l’Associazione Coscioni, in grado, ancora una volta, di impegnarsi su alcune tematiche fondamentali, al contempo innovando le forme della politica e della partecipazione popolare. Tuttavia, il nostro spirito critico qualche domanda se la pone sempre, soprattutto oggi, visto che viviamo in un’epoca nella quale qualsiasi dubbio è proibito (leggi Autoritarismo pandemico). In primis: la partecipazione da remoto è un reale progresso o un ulteriore passo verso la crisi della democrazia, la sua ulteriore virtualizzazione e la prevaricazione della telematica (leggi Il controllo sociale attraverso la web-sorveglianza di Giuseppe Licandro)?

Poi altre perplessità scaturiscono – può apparire strano – non dai temi e dai quesiti, quanto dalla volontà e dall’atteggiamento dei cittadini firmatari. Chi ha firmato per la giustizia lo ha fatto perché desidera che in Italia funzioni meglio la macchina giudiziaria e spariscano gli scandali che hanno riguardato la magistratura o intende punire i giudici e delegittimare la stessa Giustizia? Chi ha firmato per l’eutanasia ha avuto in mente la dignità del malato, la sua autodeterminazione e la libertà terapeutica o pensa che vi siano “vite da scartare” (leggi Maurizio Tortorella, Il referendum che dice sì all’eutanasia ma non risolve il vuoto di legge, in Panorama, n. 36, 31 agosto 2021)? Chi ha firmato per abolire/limitare la caccia lo ha fatto nell’ottica di un maggiore rispetto dell’ambiente e degli habitat animali o per un generico amore per le “bestioline”, che, talvolta, possono anche essere dannose per lo stesso ambiente?

Chi ha firmato per la liberalizzazione della cannabis lo ha fatto per rispetto dei malati che hanno difficoltà ad accedere alle cure con quella sostanza o per poter esserne consumatori senza alcun limite? Certo, sbagliamo: non si giudica dalle intenzioni, ma dai risultati che si otterranno (sperando che non si corra il rischio di una eterogenesi dei fini). In altre parole, è da accogliere con entusiasmo tutto ciò che va in direzione della libertà, della dignità e dell’emancipazione umane. Ma poco di positivo ci sarebbe se la logica prevalente fosse quella neoliberista, neocapitalista, consumista, per cui le molle che hanno spinto tanti alla firma sarebbero state l’odio per l’ordine e per la certezza della pena, la volontà di liberarsi dei malati o degli anziani, considerati un peso, o dei depressi (vedi L’eutanasia di Alessandra), un ecologismo senza conoscenza dei meccanismi della Natura, o l’edonismo dello sballo perpetuo, in un’ottica di eterna condizione adolescenziale. Senz’altro molto, molto, molto preoccupante per le sorti della democrazia italiana è, invece, la scarsa partecipazione dei cittadini alle elezioni amministrative dello scorso 3-4 ottobre. E ci sono partiti che gioiscono!

Oltre a quelli già linkati, segnaliamo di seguito alcuni altri interessanti articoli apparsi in questo periodo su LucidaMente 3000. Purtroppo una tematica costante è quella dell’invadenza dei poteri di ogni tipo ai danni della democrazia, dei cittadini, delle masse popolari. Sulla base dell’intrinseco statuto problematico della Scienza, Christian Corsi ha contestato l’attuale scientismo galoppante (L’esperienza storica smentisce le attuali, arroganti élite della comunità scientifica). Vi è un collegamento tra la prepotenza dei medici-star televisive e Il misterioso caso del dottor De Donno? Perché si sarebbe dovuto suicidare il primario mantovano che riusciva a guarire i malati di Covid con una terapia dal costo irrisorio? E che dire de Gli inganni dell’Unione europea? Edoardo Anziano ha indirizzato la propria attenzione sulle responsabilità de Lo stato maltese ritenuto colpevole dell’assassinio di Daphne Caruana Galizia e sull’invadenza degli Istituti di cultura cinese negli atenei occidentali (Il grande balzo in avanti di Confucio). Non più tranquillizzante è la situazione prospettata da Isabella Parutto se si dovessero estinguere gli insetti più preziosi per l’umanità (Il futuro delle api dipende da noi).

Ci sollevano un po’ l’umore due articoli di Emanuela Susmel. Il primo ci fa conoscere Una “biblioteca umana” per abbattere diffidenze e pregiudizi. Il secondo ci porta a zonzo per San Marino, la più antica repubblica del mondo, e tuttora esistente. In occasione dei 700 anni esatti dalla sua morte, Angelo Avignone ci ha spiegato L’eterna attualità di Dante. Infine, l’antologia Storie felsinee, edita da Il Foglio, che raccoglie ben 34 testi inediti di narratori contemporanei, di vario genere letterario, ambientati nel capoluogo emiliano (Racconti bolognesi). E chiedendo venia per la piccola autocitazione, informiamo i nostri lettori che al suo interno è ospitato anche un nostro breve racconto, Corte 9, orrore alla Cirenaica, ambientato in un noto rione bolognese: un “horror” intriso di ironia e citazioni cinematografiche…

Le immagini: a uso gratuito da pixabay.com.

Rino Tripodi

(LucidaMente 3000, anno XVI, n. 190, ottobre 2021)

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Tags: autoritarismocacciacannabisconformismocontestazioneCovideutanasiagiovanigiustiziapensiero unicopoliticamente correttopoterereferendumstorie felsinee
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