Esce oggi, 27 marzo, “Comfort in the Silence”, il nuovo disco del duo milanese Cecilia Miradoli-Max Tarenzi, distribuito da Duskey/The Orchard. Nove tracce con due videoclip ipnotici e ammalianti. In tournee a Bologna l’11 aprile presso Efesto House
Fa sempre piacere ascoltare una musica che ti fa uscire dal presunto comfort delle banalità del chiasso per immergerti in quello del silenzio interiore metafisico della spiritualità. È il caso delle creazioni dei Pinhdar.
Dopo i primi due splendidi album, Parallel del 2021 e A Sparkle on the Dark Water del 2024, esce oggi, 27 marzo 2026, il terzo disco, ancora più maturo, complesso e coinvolgente, del duo milanese trip-hop/dark composto da Cecilia Miradoli (autrice dei testi, oltre che magica voce) e Max Tarenzi (straordinario chitarrista).
Distribuito da Duskey/The Orchard, il cd s’intitola significativamente Comfort in the Silence. Nove tracce arricchite dai due straordinari videoclip dei brani Red e Mute, che hanno anticipato, rispettivamente a gennaio e a marzo di quest’anno, l’uscita dell’album. La violenza e come opporsi a essa è il fil rouge dei componimenti.
Due videoclip sconvolgenti
Contrariamente al consueto, cominciamo la nostra recensione proprio dai due videoclip, che riescono a rappresentare in modo simbolicamente esaustivo la musica, lo spirito, il fascino dei Pinhdar.
Red, dalle sonorità tese, tenebrose e drammatiche, è una sorta di miniracconto cinematografico (la sua durata, infatti, è di quasi quattro minuti): in pieno deserto, sotto un sole spietato, tra alte, rosse dune, si spostano, separatamente l’uno dall’altro, due uomini, uno vestito di bianco, uno in nero. Vanno disperatamente alla ricerca di acqua. Infine, provenendo da parti opposte, trovano una piccola pozza, che dall’alto appare nera, quasi fosse petrolio (un rimando voluto o casuale?). Esplode la violenza. Il finale lo lasciamo scoprire al lettore/spettatore. Le immagini sono accompagnate dalla tipica musica dei Pinhdar: misteriosa, avvolgente, ipnotica.
Il secondo videoclip, Mute, la cui lunghezza supera i quattro minuti, ci trasporta in un mondo etereo, dai colori tenuissimi e sfumati, nel quale compare quasi totalmente una figura femminile, con qualche inserzione di realtà esterne, urbane o naturali. La musica diventa più soffice, malinconica, trepidante tra joyciana paralisi della volontà e voglia di riemergere.
Gli altri sette brani
Ed ecco le altre composizioni del disco. After the Fall assume la forma di una ballata sussurrata dalla bella voce di Cecilia: esistono anche il rifiuto, la violenza psicologica, a volte più dolorosa di quella fisica. I suoni distorti e sinistri di Neon Light ci trasmettono il senso delle prolungate, lente agonie che talvolta si vivono dentro le stesse mura di casa. Fade (Dissolvenza), lenta e triste, è un sommesso rifiuto della guerra, della sua atrocità: per chi non c’è più, nessun presunto scopo patriottico o eroismo ha valore.
Neiko era una donna che nel brano dei Pinhdar, con la varietà frastagliata di suoni e ritmi, diventa il simbolo della discriminazione subita da chi infastidisce il conformismo imperante nella società e quindi fa paura. E la paura irrazionale genera cieca violenza. Le emozionanti cacofonie iniziali, le distorsioni e i romantici volteggi finali di We Float accompagnano la tremenda sensazione che chi ci stava vicino è divenuto a noi estraneo.
I ritmi ciclici di Old Kind ci accompagnano nel tentativo di recuperare, anche nel passato e nella tradizione, i valori umani, sebbene il futuro si mostri obiettivamente cupo e incerto. La dolce, amorevole, appassionata Into the Mirror, con un finale trascinante e avvincente, ci vuole far capire come la mancanza di rispetto e di armonia verso il nostro pianeta e gli esseri viventi ci fa perdere ogni possibilità di bellezza.
Un perfetto mix di musica e contenuti
Il messaggio complessivo del disco è, come si è detto all’inizio, il rifiuto della violenza. Voi direte che essa vi è sempre stata. D’accordo, ma oggi è generalizzata e ha assunto forme forse sconosciute nel passato; si incarna e materializza, infatti, in rabbia e aggressività diffuse che ci assediano, mentre la solitudine prevale sulla vicinanza e la solidarietà. Smartphone e social assumono peculiarità nevrotico-compulsive che ci devastano senza che ce ne accorgiamo e, al contrario di quello che ci impone di pensare il Potere dominante, ci rendono ancora più soli e alienati. L’unica reazione possibile è la riscoperta dell’interiorità e della spiritualità, e per ottenerla è necessario il silenzio.
Tale messaggio diventa tanto più efficace se veicolato da sonorità come quelle dei Pinhdar. Esse hanno certamente le proprie radici nel trip-hop di matrice bristoliana. Ma sono rielaborate in modo personale attraverso un originale impasto di darkwave, elettronica e atmosfere cinematiche.
Rispetto ai precedenti lavori, Comfort in the Silence assume quasi la forma del concept-album: vi è il tema unificante della violenza da combattere e i brani, pur mantenendo la propria unicità, sono concepiti come un unico flusso, che trova pieno significato nel loro ascolto complessivo.
Invito all’ascolto dal vivo
Ci immergiamo, così, in un universo sonoro vario e avvolgente, che mescola darkwave a un’elettronica non ripetitiva e trova il suo perfetto impasto ed equilibrio grazie alla voce magnetica di Cecilia.
Potremmo anche azzardare nostri accostamenti personali (Bjork, Diaframma, múm), ma il duo milanese resta unico e identico solo a se stesso. E va apprezzato anche e soprattutto dal vivo. Le loro esibizioni rappresentano – ve lo assicuriamo – un’esperienza indimenticabile, per cui concludiamo segnalandovi date e luoghi dei loro prossimi concerti:
11 aprile – Efesto House – Bologna
12 aprile – Caserma Archeologica – San Sepolcro (Arezzo)
17 aprile – Spazio Muse – Rassegna “Blond’s trip one shot” – Succivo (Caserta)
12 maggio – Arci Bellezza – Milano
22 maggio – Zō Centro Culture Contemporanee – Catania
23 maggio – Retronouveau – Messina.
Le immagini: la copertina di Comfort in the Silence e fotogrammi da Red e Mute (dal canale YouTube).
Rino Tripodi
(Pensieri divergenti. Libero blog indipendente e non allineato)


















