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Home CITAZIONI

Il filo d’oro che unisce

Maria Daniela Zavaroni by Maria Daniela Zavaroni
20 Febbraio 2017
in CITAZIONI, INTERVISTE
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Su “LucidaMente” la testimonianza di una volontaria dell’associazione che, da oltre cinquant’anni, opera sul territorio italiano per garantire assistenza alle persone sordocieche e il loro reinserimento nella società

Da oltre cinquant’anni l’associazione Lega del filo d’oro si occupa di persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, fornendo loro assistenza e riabilitazione, oltre a operare per il reinserimento nella sfera familiare e sociale. Probabilmente ne abbiamo sentito parlare, senza prestare la giusta attenzione, frastornati dal bombardamento pubblicitario che ci propina di tutto. Cerchiamo invece di capire e scoprire qualcosa in più su questa Onlus, attraverso la sua storia e grazie alla voce di una volontaria che racconta la propria esperienza ai lettori di LucidaMente.

17.logo filo d'oro Era il 1964 quando Sabina Santilli, non vedente e non udente dall’infanzia, assieme ad alcuni volontari fondò a Osimo (in provincia di Ancona) la Lega del filo d’oro, associazione che, con questo nome, voleva da subito riferirsi al «filo prezioso che unisce le persone sordocieche con il mondo esterno». Riconosciuta tre anni più tardi dalla Presidenza della Repubblica come Ente morale, nel 1974 dal Ministero della Sanità Istituto di riabilitazione e, nel 1998, dallo Stato come Onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale), la Lega, cui, in occasione del 40o anniversario della fondazione, è stato dedicato anche un francobollo da Poste italiane, ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone che non vedono, che non sentono e che hanno minorazioni psicosensoriali. I suoi “strumenti di lavoro” sono la creazione di strutture specializzate, la formazione di operatori qualificati, lo svolgimento di attività di ricerca e sperimentazione, la promozione di rapporti con enti, istituti, università italiane e straniere e la sensibilizzazione degli organismi competenti e dell’opinione pubblica su tali disabilità.

Di fondamentale importanza è la figura del volontario, che rappresenta un valore fondante. La sua presenza nella Lega, come dichiara il segretario generale Rossano Bartoli, «risale ai tempi della sua costituzione ed è divenuta negli anni una risorsa irrinunciabile». Un esempio: dal 1964 più di duemila volontari, a fianco di operatori esperti e specializzati, hanno partecipato ai soggiorni estivi, permettendo di far vivere a molte persone un’esperienza straordinaria, di crescita e di socializzazione, quale una vacanza, che per noi è una cosa semplice, quasi scontata.

17.teatro volontari lega filo d'oroOgni anno, nelle sedi di Osimo, Lesmo (in provincia di Monza e della Brianza), Padova, Modena, Roma, Napoli, Molfetta (in provincia di Bari) e Termini Imerese (in provincia di Palermo), tra febbraio e marzo, si tengono i corsi di formazione gratuiti rivolti a chi vuole intraprendere la strada del volontariato presso la Lega del filo d’oro. Tenuti da professionisti dell’ente, in parte teorici e in parte articolati in attività pratiche, essi costituiscono un’esperienza formativa a contatto con bambini, ragazzi e adulti sordociechi, in un clima di collaborazione con gli esperti. Talvolta guida, spesso intermediario con il mondo esterno, il volontario accompagna la persona assistita in contesti formali e informali, affiancandola anche in attività ludico-ricreative e culturali. Può anche svolgere compiti di supporto all’associazione, quali organizzazione di eventi o gestione e coordinamento di attività di ufficio. Per saperne di più su questo importante e delicato ruolo all’interno della Lega, abbiamo raccolto la testimonianza di una volontaria della sede di Osimo, Anna Giostra, originaria del bresciano. Sposata, madre di due figli ormai grandi, vive a Loreto e, tra le sue passioni, annovera quella di dedicarsi agli altri.

Anna, come è entrata in contatto con la Lega del filo d’oro?

«Ho conosciuto l’associazione negli anni Settanta, quando ero una studentessa della scuola magistrale. Ogni domenica le insegnanti ci accompagnavano a fare assistenza agli ospiti del Centro di riabilitazione di Osimo, in provincia di Ancona. Poi, per tanti anni ho perso di vista questa realtà. Nel 2013 ero alla ricerca di un’esperienza di volontariato che potesse arricchirmi e ho cercato di rimettermi in contatto con la Lega. Dopo pochi mesi ho iniziato a frequentare il corso base di formazione e sono diventata volontaria».

In che cosa consiste la sua esperienza sul campo?

«Dal 2013 sono prevalentemente impegnata nell’attività teatrale con la compagnia “Il cantiere dei sogni”, composta da persone con sordocecità, operatori e volontari dell’associazione. Una volta alla settimana affianco alcuni ospiti durante il laboratorio; lavoriamo molto per la realizzazione di meravigliosi spettacoli. Ultimamente abbiamo messo in scena Orfeo ed Euridice: tanto impegno ma una grande soddisfazione nel vedere i ragazzi protagonisti della scena. Occasionalmente offro la mia disponibilità anche per iniziative promozionali e di raccolta fondi e, se necessario, come autista. Nel periodo estivo partecipo ai soggiorni della Lega, accompagnando gli ospiti in montagna per una settimana, durante tutte le attività proposte nel corso della giornata: dal momento dei pasti alle gite, alle camminate, alle nuotate in piscina, alle passeggiate a cavallo, fino alle partite a minigolf, al giro al lago sul pedalò o a risalire la montagna con la seggiovia».

17.lega filo d'oroNella fondazione si distinguono due ruoli: “persona di contatto” e “volontario indiretto”. Di che cosa si tratta?

«Essere “persona di contatto” significa svolgere volontariato diretto con le persone con sordocecità e pluriminorazione psicosensoriale, affiancandole nella vita quotidiana, con particolare riferimento alle attività socio-ricreative (come fare una passeggiata o una chiacchierata). Nello svolgimento delle mansioni indirette, invece, il volontario mette a disposizione il proprio tempo a supporto dell’associazione svolgendo per esempio servizi di trasporto o garantendo una presenza agli stand durante iniziative promozionali o di raccolta fondi».

Come vi dividete i compiti?

«In ogni sede della Lega è presente un referente che si occupa sia dell’organizzazione degli impegni da svolgere sia della redistribuzione dei compiti tra i vari volontari».

In base alla sua esperienza, c’è qualcuno con cui è più o meno complicato lavorare? Quali difficoltà si possono incontrare?

«Per me non ci sono persone con le quali risulta più o meno faticoso lavorare; direi che all’inizio mi sono trovata in difficoltà nel relazionarmi con alcuni ospiti che comunicavano con il sistema Malossi [metodo generalmente usato da chi ha appreso lettura e scrittura prima di diventare sordocieco, nel quale si utilizza la mano come fosse una macchina da scrivere. A ogni parte di essa corrisponde una lettera dell’alfabeto che, se toccata, permette di comporre parole o frasi, ndr]. Ma, con un po’ di pratica e l’aiuto e la pazienza di altri utenti, sono riuscita a superare questa problematica».

Come si fa a entrare in sintonia con gli ospiti che seguite?

«Con tanta umiltà e rispetto della dignità di chi si sta affiancando. Affinché si crei sintonia, è necessario dedicarsi completamente alla persona, dando priorità ai suoi desideri, alle sue necessità e ai suoi bisogni; e sapendo ascoltare».

Quali attività propone la Lega?

«Oltre all’affiancamento durante i soggiorni estivi, si accompagnano gli utenti a fare passeggiate, a messa o in piscina, si allestiscono attività teatrali e laboratori espressivi e si organizzano le gite, oltre alle uscite di gruppo, a servizi di trasporto, a iniziative promozionali a favore della Onlus».

Quali aspettative nutre un volontario? È un’esperienza che cambia l’individuo?

«Credo che l’aspettativa di chi entri a far parte della Lega sia quella di poter essere di aiuto e di sostegno alle tante persone seguite dall’associazione. Sicuramente questo tipo di esperienza cambia i volontari, perché quando si inizia si pensa di donare invece ci si accorge di ricevere molto più di quanto dato. Penso che i componenti del nostro gruppo abbiano l’opportunità di riscoprire l’importanza delle piccole cose, il significato di tanti gesti e azioni cui noi non diamo più il giusto valore».

17.volontari lega ilo d'oroAlla fine di una giornata trascorsa con gli ospiti della Lega, lei che cosa prova? Che clima si viene a creare nel gruppo?

«Le attività in cui sono prevalentemente coinvolta durano circa un paio di ore. Ogni volta che rientro a casa dopo il volontariato ho la sensazione di essere cambiata in meglio e la mia quotidianità prende un senso diverso. Una delle doti che imparo costantemente è la pazienza, l’importanza di fare tutto al tempo giusto. Le persone sordocieche che affianco mi fanno capire se sono serene e se hanno piacere o meno a svolgere determinate attività. Quando sono felici è impossibile non accorgersene e non esserne contagiati. Alla Lega si vive un bel clima familiare, di amicizia e collaborazione, nel quale ognuno è disponibile ad aiutare l’altro, sia che si tratti di assistiti che di altri volontari e operatori. In particolare, durante i soggiorni estivi si crea un’atmosfera speciale; per un’intera settimana si ha l’occasione di condividere la quotidianità con i partecipanti e con i volontari provenienti da tutte le sedi dell’associazione. Sette giorni intensi, durante i quali il mondo rimane fuori dalle nostre vite perché essi sono dedicati a dare, oltre che a consentire ai nostri ospiti di trascorrere momenti indimenticabili».

Consiglierebbe di diventare volontario della Lega?

«Assolutamente sì, lo suggerisco a tutti coloro che vogliono vivere un’esperienza di altruismo unica, a tutti coloro che vogliono riappropriarsi dell’essenzialità della vita e allontanarsi da ciò che è superfluo».

Un suo augurio per il futuro?

«Spero che possano esserci sempre più individui disponibili a dedicare un po’ del proprio tempo a favore delle persone sordocieche. Basta veramente poco per far felici e per essere felici».

17.foto lega filo d'oroQualche informazione tecnica: quali sono i requisiti per entrare a fare parte del gruppo di volontari della Lega?

«Per prima cosa bisogna avere compiuto 18 anni d’età e dare la propria disponibilità a prestare servizio almeno due volte al mese, o una settimana durante i soggiorni estivi per chi svolge il volontariato diretto. Inoltre, bisogna avere portato a termine il percorso formativo gratuito messo a disposizione dall’ente. Si tratta di corsi che si svolgono oggi all’interno delle otto sedi della Lega del filo d’oro, ma che speriamo presto di poter estendere anche ad altre città italiane».

Per sapere di più sui corsi formativi rivolti ad aspiranti volontari della Lega del filo d’oro, sulle modalità d’iscrizione e per informazioni sull’attività e la storia di questa associazione, si può consultare il sito internet www.legadelfilodoro.it o chiamare la sede centrale di Osimo (in provincia di Ancona), dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 17,00, ai numeri 0717134085 e 3387803093. Si può inoltre scrivere una e-mail all’ufficio stampa, all’indirizzo ambrogini.c@legadelfilodoro.it.

Le immagini: il logo dell’associazione Lega del filo d’oro e scatti che immortalano momenti tra volontari e assistiti (foto gentilmente concesse dalla volontaria Anna Giostra).

Maria Daniela Zavaroni

(LucidaMente, anno XII, n. 134, febbraio 2017)

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Tags: anna giostraattualitàlega del filo d’oroonlusosimorossano bartolisocietàsordocecitàteatrovolontariato
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