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La Terra e il prodigio dell’universo

Tra inquinamento e cambiamenti climatici il nostro pianeta sembra destinato al collasso. Gli uomini non sembrano in grado di salvarlo. Eppure, se guardiamo al cosmo…

Bruno Bargiacchi by Bruno Bargiacchi
1 Marzo 2022
in CITAZIONI, DAI LETTORI, INTERVENTI/RIFLESSIONI, RELIGIONI E SPIRITUALITÀ
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Tra inquinamento e cambiamenti climatici il nostro pianeta sembra destinato al collasso. Gli uomini non sembrano in grado di salvarlo. Eppure, se guardiamo al cosmo…

Oramai quasi tutti concordano che una grossa minaccia per la sopravvivenza del nostro pianeta sia l’inquinamento e il riscaldamento globale. Tramite incontri, riunioni e vertici internazionali, i governi dichiarano che occorre assumere decisioni urgenti per contrastare tali fenomeni. Bisogna ridurre le emissioni di gas prodotti dalle centrali, il riscaldamento domestico e le automobili circolanti. Ma come fare? Dove trovare energia pulita? Nella “fusione nucleare”? I tempi sono ancora lunghi e in tanti torcono il naso a questa soluzione. E per i motori delle automobili? Si devono ristrutturare poli industriali, catene di montaggio e tutto ciò che ruota intorno a queste componenti. Solo a parlarne già si apre lo scenario di fabbriche che chiudono con conseguente riduzione dell’occupazione.

Inoltre i governi non riescono a eliminare la corruzione e le ingiustizie. In una certa misura esse sono presenti anche all’interno delle organizzazioni che gestiscono il potere. Potere che a livello globale possiamo dividere in quattro componenti principali: la politica, l’economia, i media e la scienza. Non occorre uno studio accurato per constatare come questi organismi siano interconnessi tra di loro. La politica ha bisogno dei soldi dell’economia, della pubblicità dei media e dei successi della scienza. L’economia ha bisogno dei favori della politica, di fare affari con le scoperte della scienza e della visibilità che offrono i media. I media a loro volta non possono inimicarsi la politica, devono essere finanziati dall’economia e hanno bisogno di notizie anche scientifiche da pubblicare. La scienza ha bisogno dei contributi dell’economia, degli appoggi della politica e della pubblicità dei media. Un circolo vizioso. La politica a volte lavora per la pace, però nel mondo ci sono ancora decine di conflitti armati e i telegiornali parlano di “venti di guerra” in un paese dopo l’altro.

L’economia potrebbe diminuire il dislivello tra i ricchi e i poveri, ma i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. I media potrebbero aiutare i popoli ad avere più conoscenza, più consapevolezza, più cultura e istruzione. La scienza ha fatto passi da gigante, ma i vantaggi ricadono solo su parte della popolazione mondiale. Alle persone comuni viene raccontato tutto e il contrario di tutto né non si riescono ad assumere concordi e valide decisioni riguardo cure e terapie, come abbiamo visto durante la pandemia da Covid. Allora, davanti a tutto questo, cosa dobbiamo fare? Cosa possiamo fare? Poco. Da sempre c’è stato chi ha cercato e cerca ancora di operare con giustizia ed efficacia, poiché non tutti i politici sono corrotti, così come non tutta l’economia è business, non tutti i media sono menzogneri e non tutti gli scienziati lucrano sulle proprie scoperte.

Millenni di storia però dimostrano come l’umanità, nonostante le sue conoscenze e i suoi progressi, abbia fallito. Questo rende chiaro ed evidente che l’uomo non ha la capacità di autogovernarsi, di risolvere i suoi problemi e quelli del pianeta in cui vive. Per queste ragioni alcuni pensano che la Terra sia destinata all’autodistruzione e l’umanità all’estinzione, ma, personalmente, in base ad alcune considerazioni, non lo penso e non lo credo. Perché? Ebbene, partiamo dal nostro universo. Nella rivista Astronomy si legge: «Le galassie non sono disposte a caso nel cielo, ma sono posizionate secondo uno schema che ricorda una ragnatela… una specie di impalcatura nascosta su cui poggiano e sono allineati […] le galassie, gli ammassi e i super ammassi di galassie». Interessante è poi un’affermazione di Allan Sandage, che è considerato uno dei più importanti e influenti astronomi del XX secolo. Ecco cosa disse: «Reputo piuttosto improbabile che questo ordine provenga dal caos. Dev’esserci qualche principio ordinatore». E queste sono solo due delle tante riflessioni che ritengono nel nostro universo nulla sia lasciato al caso: tutto è equilibrato, regolato da leggi ben precise, progettato nei minimi particolari.

Questo progetto comprende anche una dimora ideale per gli esseri umani: la Terra. In questa enorme casa è stato predisposto tutto il necessario per vivere. Produce cibo senza inquinare; ha un impianto idraulico che fornisce l’acqua; c’è una luce per la notte e una per il giorno; calore per riscaldare e aria fresca quando occorre. La caratteristica più straordinaria di questa abitazione è che, se si guasta qualche sua parte, si ripara da sola. Nonostante l’inquinamento che le abbiamo causato, questa casa è autopulente. Il National Geographic afferma: «Un complicato intreccio di fattori geologici, ecologici e biologici rende questa strana roccia [la Terra] l’unica nei dintorni adatta all’uomo». L’uomo, appunto: «Sono fatto in maniera tremendamente meravigliosa» (Salmi 139:14). Non staremo a elencare tutto ciò che fa dell’uomo un essere sorprendente e sbalorditivo.

Accenniamo solo al processo attraverso cui siamo passati tutti. Uno spermatozoo maschile incontrò la cellula uovo femminile nella tromba di Falloppio di nostra madre e si unirono per divenire una cellula uovo fecondata. Nove mesi più tardi, dopo che si erano formati innumerevoli milioni di cellule, venimmo al mondo. Man mano che andavamo verso l’età adulta le nostre cellule si moltiplicavano fino a diventare decine di trilioni. Ed ecco il ragionamento che mi porta a credere come, nonostante tutto, il nostro pianeta non sia destinato all’autodistruzione né il genere umano all’estinzione. Più studiamo tutto questo e più ci rendiamo conto che questa meraviglia non può essere frutto del cieco caso. Quest’ordine, questa bellezza, queste leggi che regolano l’universo, la Terra e la vita, devono essere il frutto di un disegno. E siccome sia il progetto più semplice sia la legge più elementare hanno bisogno di una mente intelligente, non si può pensare che questa mente abbia progettato, ideato e realizzato tutto questo al solo scopo che poi venga distrutto o si autodistrugga. A questo punto sarebbe interessante ragionare su chi o che cosa abbia fatto il progetto, a quale scopo sia stato realizzato e per quale destino. Ma questo è un altro discorso.

Bruno Bargiacchi

(LucidaMente 3000, anno XVII, n. 195, marzo 2022)

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Tags: cambiamento climaticoecologiascienzaterrauniverso
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Comments 4

  1. Alberto says:
    4 anni ago

    Il sig. Bargiacchi alla fine del suo articolo pseudoscientifico copia e incolla scrive: “a questo punto sarebbe interessante ragionare su chi o che cosa abbia fatto il progetto, a quale scopo sia stato realizzato e per quale destino”.
    Ovviamente, per lui è geova. Libero di pensarlo, ci mancherebbe altro. Com’è, però, libero chiunque di denunciare la vera natura dell’organizzazione della quale il Bargiacchi è socio, la Società Torre di Guardia.
    Tra le attività della Società Torre di Guardia ci sono investimenti finanziari, benefici da azioni societarie, entrate da un fondo in un paradiso fiscale e profitti dalla vendita di immobili a New York. Si tratta di operazioni assolutamente legali, che in tanti, fedeli e non, ignorano. La Società Torre di Guardia, nel 2016, possedeva il 10,58% di un fondo d’investimento della Jp Morgan, la banca più potente del mondo.
    Tramite il modulo 990 dell’Internal Revenue Service, agenzia del governo americano per la riscossione dei tributi, si possono recuperare informazioni in merito alle entrate delle società no profit. Secondo tale documento, nel 2015 i profitti dei Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania ammontavano a più di 2.703.000 dollari.
    Altri 157.000 dollari provengono dal North Haven Offshore Infrastrutture Partners A L.P., un fondo d’investimento in capitale di rischio gestito da Morgan Stanley Infrastructure Inc, un altro colosso finanziario. La notizia è degna di nota per due motivi:
    · Per partecipare al fondo c’è bisogno di una quota minima di 5 milioni di dollari;
    · Il fondo è registrato alle Isole Cayman, noto paradiso fiscale.
    Sempre secondo il modulo 990, i Testimoni di Geova curerebbero interessi finanziari anche ad Antigua e Barbuda, Curaçao, Grenada, Hong Kong e Svizzera.
    Il patrimonio gestito dalla società vanta anche il cospicuo “supporto” del Trust di Henrietta M Riley. Un trust è un istituto giuridico in cui un soggetto gestisce beni per conto di un secondo soggetto per uno scopo prestabilito e nell’interesse di uno o più beneficiari. Del fondo, 566.096 dollari sono finiti nelle casse della Watch Tower. Nel patrimonio di Henrietta M Riley ci sono azioni di vari colossi come:
    · Amazon;
    · American Express;
    · Lockheed Martin (società specializzata nel settore della difesa);
    · Monsanto;
    · Northrop Grumman (multinazionale produttrice dei bombardieri B-2 Spirit);
    · Raytheon Company (produttore di missili guidati);
    · Visa;
    · Facebook;
    · Yahoo.
    Nel 2002 scoppiò uno scandalo perché, tra le azioni che componevano il Trust, spuntava anche il nome di Philip Morris, la multinazionale del tabacco. A quel punto, diversi fedeli hanno cominciato a chiedersi come fosse possibile che, benché la Torre di Guardia non sia la proprietaria del patrimonio del Trust, beneficiasse dei proventi di una società del tabacco (tenendo conto che per i TdG fumare è un peccato grave). Dopo questa polemica, nel bilancio del 2003 le azioni della Phillip Morris non comparivano più perché erano state vendute.
    Inoltre, tra il 2014 e il 2018, la società ha venduto 30 edifici nella zona di Brooklyn Heights. Tra questi palazzi ci sono lo storico quartier generale della congregazione a New York e la sede tipografica.
    E veniamo allo scandalo dell’insabbiamento di moltissimi casi di pedofilia avvenuti all’interno delle congregazioni di mezzo mondo, nel quale la Società Torre di Guardia qualche anno fa è stata coinvolta assieme ad altre confessioni religiose.
    Nell’estate del 2015 la Commissione Reale Australiana, in risposta ad un’inchiesta istituzionale, tenne un’udienza di otto giorni concentrandosi sull’organizzazione dei Testimoni di Geova e la sua gestione interna dei casi di pedofilia, identificando 77 capi d’accusa. Tra le tante cose la Commissione concluse che le politiche della Società Torre di Guardia espongono i bambini ad un significativo rischio di abusi, che la testimonianza di Geoffrey Jackson, membro del Corpo Direttivo, fu evasiva e di nessun aiuto e che molti anziani dei Testimoni di Geova negli anni misero a tacere e lasciarono senza alcun supporto le vittime di abusi.
    Da allora le denunce e le inchieste si sono succedute in molti altri paesi, senza peraltro che la Società Torre di Guardia si assumesse le sue responsabilità. Anzi, ha fatto di tutto per ostacolare la giustizia.
    Ritornando alla conclusione finale del Bargiacchi, ovviamente l’autore ha in mente di proseguire il discorso in un secondo momento con un altro articolo, questa volta di aperta propaganda geovista.
    Di questi tempi i pochi testimoni di geova zelanti rimasti sono galvanizzati da tutti gli eventi avversi che stanno colpendo il pianeta, guerra Russia-Ucraina compresa, e ripropongono il loro vecchio refrain (vecchio di oltre 120 anni) della fine del mondo o meglio, per dirla alla loro maniera, della fine di questo sistema di cose dominato da Satana.
    Alla prossima puntata.

    Rispondi
  2. Alberto says:
    4 anni ago

    Tre domande, signor Bargiacchi.
    1) Non ritiene che anche voi Testimoni di Geova siate, come buona parte del mondo, responsabili dell’inquinamento del pianeta? La Società Torre di Guardia, della quale lei fa parte, detiene azioni Amazon, colosso della e-economy che inquina tantissimo, e voi singoli adepti fate oramai largo uso della tecnologia per produrre la quale vengono ampiamente sfruttate le risorse del pianeta.
    2) Nel vostro paradiso come si potrà ottenere un tenore di vita da sballo con zero industrie e senza infrastrutture, come mostrato recentemente in un video trasmesso sul vostro jw broadcasting, che fa vedere i Testimoni di Geova che vivono in una favolosa villa in legno lavorato e molte parti metalliche lavorate, inclusi alcuni metalli con una sorta di effetto cromato, un camino etc. etc.? Da dove viene tutto questo legname lavorato? Da dove vengono tutti quei bulloni e cavi di metallo, i rivetti e tutte quelle cose che sono così chiaramente i prodotti di industrie e infrastrutture? Chi è che gestisce la segheria in questo paradiso? Chi è che deve smettere di giocherellare con i panda e mangiare frutta per andare fare il suo turno in segheria, nella fonderia, o nella fabbrica che produce tutti questi componenti cruciali, necessari per costruire una casa di lusso del tipo che è raffigurato in quel video musicale?
    3) Nella vostra rivista Svegliatevi! del 22 Settembre 1994, a pagina 12, citando Isaia 35 versi da 1 a 7, c’è scritto che i deserti fioriranno. Non crede che la terra sia un complicato ecosistema dove anche i deserti giocano un ruolo? Ad esempio il vento trasporta la sabbia dal deserto del Sahara e la depositi nell’oceano dove gioca un ruolo nella preponderanza dei microrganismi. Tutto è interconnesso sul nostro pianeta, tutto gioca un ruolo. Non crede?
    Ecco, se riuscirà a rispondere in maniera logica e razionale a queste tre semplici domande, allora lei sarà minimamente credibile.

    Rispondi
    • Rino Tripodi says:
      4 anni ago

      Gentilissimo Alberto, grazie per i suoi interventi. La nostra rivista, dichiaratamente laica, proprio per questo accoglie tutte le posizioni, religiose o non, senza censura, nei limiti del codice penale. Pertanto, è evidente che le opinioni del lettore Bargiacchi non collimino con quelle della redazione. Tuttavia, noi siamo fra le poche testate in Italia a perseguire ancora il motto pseudovolteriano… del permettere la diffusione di idee anche non condivise.

      Rispondi
  3. Alberto says:
    4 anni ago

    Gentile direttore Tripodi, grazie per aver dato spazio alla mia replica al signor Bargiacchi.
    Aggiungo soltanto che tutti hanno la libertà di ottenere tutte le informazioni, non da un’unica fonte, e di prenderle in considerazione in maniera libera e indipendente.
    La verità non ha paura della conoscenza, ma chi teme che la propria “verità” possa essere demolita o messa seriamente in discussione dai fatti, cerca di tenere lontane le persone da tutto ciò che potrebbe aprire loro gli occhi. E questo, purtroppo, è lo scopo dei testimoni di geova.
    Buon lavoro.

    Rispondi

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