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Home CINEMA-MUSICA

L’esordio in cd: Axis Blues Band

Dalla redazione by Dalla redazione
30 Aprile 2006
in CINEMA-MUSICA, IL PIACERE DELLA CULTURA
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Da ormai quindici anni esiste in Calabria – precisamente a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro – un gruppo di musicisti che propone con passione un genere significativo ed importante come il blues.
Si tratta della Axis Blues Band, formata da Antonio Cerra (voce e chitarre), Andrea Morello (batteria e voce), Francesco Curcio (chitarre), Davide Agostino (basso) e Maurizio De Paola (tastiere).
Il gruppo ha alle spalle una lunga esperienza di concerti, con all’attivo numerose esibizioni sia nei locali che in diverse manifestazioni (in Calabria, ma anche all’estero); inoltre, ha aperto i concerti di band come gli Estra, la Bandabardò e i Ritmo Tribale.
Tra le tante esperienze, vanno segnalate anche la collaborazione con il gruppo Il parto delle nuvole pesanti, e le jam sessions con Famoudou Don Moye (dell’Art Ensemble of Chicago) e con Nick Becattini e Peaches Staten.
Un percorso musicale notevole che continua ancora oggi.
Abbiamo chiesto al batterista Andrea Morello di raccontarci il passato, il presente e il futuro della band.

Cosa vi ha spinti a fondare la Axis Blues Band?
La passione per la musica mi sembra scontata, quindi diciamo che è stata soprattutto la voglia di suonare insieme e di imitare i nostri idoli musicali. Appena ci siamo conosciuti, Antonio (Cerra, nda) ed io studiavamo ancora e, quindi, il sabato pomeriggio era l’unico momento libero per suonare. Ripetevamo le stesse canzoni anche per sei ore di seguito…

Come definireste la vostra musica?
Diciamo che la nostra musica è costituita da una moltitudine di elementi derivanti dalle diverse esperienze che i tanti componenti, nel corso della storia degli Axis, hanno recato con sé. La Axis Blues Band è sempre alla continua ricerca di una spontanea creatività nelle canzoni, che parte da una solida base blues per spaziare nelle infinite diramazioni del genere stesso.

In che modo giudicate l’ambiente musicale calabrese? Pensate che sia un ambiente nel quale è possibile, per gruppi come il vostro, sviluppare la propria musica e crescere come musicisti?
Quale ambiente musicale? No, a parte gli scherzi, diciamo che non pensiamo minimamente a queste cose. Ad esempio, noi siamo il gruppo blues più longevo del panorama musicale lametino e siamo tra i più longevi in quello calabrese: sono quindici anni che suoniamo e portiamo avanti il nostro messaggio musicale, ma non abbiamo mai avuto alcun riscontro da parte dei media della regione e dei vari esperti e critici locali. Quindi, alla fine, pensiamo soltanto a fare le nostre esperienze musicali ed alla nostra soddisfazione personale! Non esiste un ambiente musicale in Calabria, qui non si cerca di costruire qualcosa insieme, non si collabora tra gruppi e associazioni musicali. Noi non abbiamo mai accettato questo e siamo stati gli unici ad organizzare manifestazioni musicali, coinvolgendo gruppi calabresi, proprio per facilitare e sensibilizzare l’aggregazione e l’amicizia “musicale”. Continueremo a farlo finché ne avremo la forza.

Quali sono state le difficoltà maggiori incontrate durante il vostro percorso musicale?
Beh, difficoltà ce ne sono state e ce ne saranno sempre, guai se non fosse così. Ogni cosa, ogni passo che compiamo in avanti, è una conquista che facciamo per tutti, non solo per noi come gruppo. Una conquista per tutti quelli che fanno musica come noi e si trovano a lottare in ambienti come il nostro.

Avete suonato, per la seconda volta, al Festival internazionale Vallemaggia Magic Blues, in Svizzera: cosa rappresenta per la vostra carriera una partecipazione ad una manifestazione così importante?
Siamo contenti che al di fuori del nostro ambiente qualcuno si sia accorto del valore e della passione che noi mettiamo nella nostra musica. Per il secondo anno siamo stati chiamati a partecipare al Festival internazionale Vallemaggia Magic Blues e siamo stati felicissimi di questo secondo invito. L’anno scorso per noi è stata la prima vera esperienza all’estero: eravamo terrorizzati ed al tempo stesso emozionati, ma poi è andato tutto bene, anzi, benissimo. Siamo stati elogiati dagli organizzatori e dal pubblico che ha apprezzato l’esecuzione della nostra musica. Vogliamo davvero ringraziare Giancarlo Schinina, della Level Blues Band di Milano, per averci segnalato agli organizzatori del festival; Marcello Cotronei, della Blues House di Milano; e la produzione del festival, rappresentata da Hannes Anrig, della Anrigmusic.

Quali sono i vostri modelli musicali? Ascoltando alcuni dei vostri pezzi, si ha la sensazione che il sound di gruppi come i Pink Floyd o i Litfiba (“prima maniera”), o quello di Eric Clapton, abbia, in qualche modo, influenzato il vostro modo di proporvi musicalmente. È così?
Come dicevo prima, la nostra musica è stata influenzata dalle tante partecipazioni che hanno contribuito a formare la Axis Blues Band. Abbiamo avuto partecipazioni di tastieristi, batteristi, sassofonisti, percussionisti, cantanti e tanti altri che hanno contribuito ad aumentare il bagaglio musicale del gruppo. Diciamo che in passato siamo stati ispirati dai gruppi che hai elencato tu, ma ora la nostra musica è un po’ diversa. La registrazione che stiamo preparando rappresenta il nostro spirito musicale attuale, più blues e country.

La vostra musica è fortemente intrisa di sonorità rock, un genere che ha avuto – ed ha – anche la funzione di veicolare e diffondere messaggi di tipo politico e sociale. Cosa ne pensate della funzione “di impegno politico” della musica?
Sì, è vero, la musica è usata per diffondere messaggi di tutti i tipi, anche politici e sociali, ma noi abbiamo sempre cercato di limitare questo tipo di messaggi, cercando di diffondere soprattutto un messaggio d’amore e di pace. Tuttavia, la nostra è una band formata da persone che nella loro vita si sono sempre molto impegnate nel sociale ed in particolar modo ora, visto che stiamo facendo il nostro primo disco, ci è venuto spontaneo pensare di donare una parte dei piccolissimi guadagni che ricaveremo dalla vendita ad una associazione. Si tratta di Emergency ed, in particolar modo, parteciperemo alla costruzione di un centro cardiochirurgico infantile a Khartoum, in Sudan. Il disco conterrà del materiale informativo, con dati e foto del Sudan e del progetto in questione. Emergency sarà presente ad ogni nostro concerto con banchetti informativi e per la raccolta dei fondi. Siamo molto contenti di avere fatto questa scelta e abbiamo deciso di impegnarci sempre di più per sensibilizzare su argomenti umanitari chi ci viene ad ascoltare… tra l’altro una nostra canzone affronta proprio questi temi.

Proporre un genere – desueto per il grande pubblico – come il blues vi ha aiutati a distinguervi oppure vi ha in qualche modo penalizzati?
Sicuramente ti penalizza per quanto riguarda il grande pubblico e gli ascolti di massa. Quando ti proponi per un concerto e dici che fai blues, nessuno è mai contento di farti suonare: di solito si suona sempre per i rapporti d’amicizia con i gestori e gli organizzatori. Raramente capita di trovare qualcuno che ama il genere e lo propone per la massa. Ma noi andiamo avanti, suoniamo, suoniamo, suoniamo!

Quali sono i vostri prossimi progetti?
Il nostro prossimo progetto è, come accennavo prima, la realizzazione di un disco, un disco vero, come quelli che registrano i musicisti veri! E’ in preparazione il nostro primo album, che uscirà in autunno. Abbiamo terminato le registrazioni, le canzoni ci piacciono, in tutto saranno dieci. Ci saranno anche alcune partecipazioni eccellenti, ma sempre calabresi, anzi lametine, perché ci teniamo a fare un lavoro che sia calabrese al 100%, con alcuni riferimenti a filastrocche originali inserite in alcuni nostri brani. Stiamo lavorando per cercare di migliorare le nostre canzoni e per far loro raggiungere il livello che riteniamo giusto per noi e per l’ascolto da parte del pubblico. Franco Vinci, lametino di nascita ma ormai romano d’adozione da molto tempo, curerà la post-produzione del disco e ci sarà un suo cameo nell’album. Parteciperanno anche alcuni musicisti vicini agli Axis da molti anni e quindi perché non premiarli con una partecipazione in qualche brano del disco?

E ancora?
Stiamo preparando anche altro materiale, gadget, adesivi, magliette e cappellini, tutti rigorosamente con il logo Axis, da destinare gratuitamente prima di tutto ai nostri amici, e poi a chi li vorrà. Gireremo anche il nostro primo video, interamente sviluppato con tecnologie innovative 3D, in collaborazione con una software house. Insomma, stiamo cercando di fare tutto quello che abbiamo sempre pensato di fare nel momento in cui avremmo avuto la possibilità di registrare un album vero…

L’immagine: il logo del gruppo.

Angela Luisa Garofalo

(LucidaMente, anno I, n. 7, luglio 2006)

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Tags: AgostinoAnrigAnrigmusicArt Ensemble of ChicagoAxis Blues BandbandBandabardòbatteristibluesBlues HouseCalabriacantanticatanzaroCerracountryCurcioDe PaoladiscoemergencyEric ClaptonEstraFamoudou Don MoyeFestival internazionale Vallemaggia Magic Bluesgarofaloimpegno politicoLamezia TermeLitfibaMorellomusicaNick BecattiniPeaches StatenpercussionistiPink FloydRitmo TribalerocksassofonistitastieristiVallemaggiaVallemaggia Magic BluesVinci
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