Vogliamo provare ironicamente a semplificare e ad abbreviare fino all’estremo alcune classiche narrazioni-fiume?
«Μέγα βιβλίον, μέγα κακόν» (“Mega biblìon, mèga kakòn”, “grande libro, grossa schifezza”), pare abbia affermato il poeta alessandrino Callimaco di Cirene (Cirene, 310 a.C. circa – Alessandria d’Egitto, 235 a.C. circa). Insomma, se qualche letterato vuole scrivere, lo faccia non occupando volumoni perché la qualità e la bellezza si raggiungono più lavorando coscienziosamente su brevi opere che perdendosi in centinaia di pagine.
I Cento piccoli romanzi fiume di Manganelli
Anche secondo chi scrive, un bel libro non dovrebbe superare le 150 pagine (e i film i 100 minuti), altrimenti diviene pretenzioso, faticoso da seguire e la qualità latita: meglio il racconto del romanzo; anzi, meglio il racconto breve del romanzo fiume. Pochi personaggi, un’unica trovata narrativa, con sorpresa finale. Esempi mirabili, Borges, Buzzati, Kafka, Poe…
Su tale scelta estetica giocò Giorgio Manganelli. Nel 1979, pubblicò per Rizzoli Centuria. Cento piccoli romanzi fiume (ora edito da Adelphi). Le cento trame sarebbero potute divenire degli interminabili romanzi, ma lo scrittore ne fece narrazioni di meno di due pagine l’una.
Noi intendiamo andare oltre, fare ancora meglio. In questo modesto testo vogliamo proporre al lettore un gioco che egli potrà poi proseguire all’infinito: depotenziare fin dall’inizio gli eventi che hanno dato l’incipit a celebri quanto lunghi romanzi o opere epiche, riducendo anche noi a poche righe scritti di centinaia e centinaia di pagine.
Ludus adatto solo a chi possiede il gusto dell’ironia, del paradosso e dell’iconoclastia…
Come tarpare le ali ai grandi classici…
Iliade – A nessuno viene in mente l’idea del celebre cavallo di Troia; l’Onu del tempo era ben più efficace di quella odierna e si giunge a un accordo di pace, alla faccia di Elena!
Odissea – Poiché Ulisse è pacifista e obiettore di coscienza, ma soprattutto furbo, trova il modo per non arruolarsi: Telemaco crescerà senza complessi, Penelope tesserà centinaia di tappeti e i Proci – nomen omen! – soddisferanno i loro istinti sessuali tra se stessi.
La divina commedia di Dante Alighieri/1 – Il poeta, spaventato dalla selva oscura e dalle tre fiere, rinuncia e torna indietro.
La divina commedia di Dante Alighieri/2 – Il buon Dio, impietosito, fa volare subito il poeta in paradiso.
Ottocento, epoca d’oro del romanzo
Le ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo – Il giovane patriota idealista capisce che il mondo è fatto di farabutti, lascia perdere la sporca politica e sposa una brava ragazza.
I promessi sposi di Alessandro Manzoni – Don Rodrigo vorrebbe impedire il matrimonio tra Renzo e Lucia, ma la peste lo coglie in anticipo di due anni, nel 1628, e i due contadinotti possono convolare senza problemi a giuste nozze.
Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij/1 – Rodion Romanovič Raskol’nikov vorrebbe uccidere l’avida usuraia Alëna Ivànovna, ma all’ultimo istante non lo fa.
Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij/2 – Rodion Romanovič Raskol’nikov vorrebbe uccidere l’avida usuraia Alëna Ivànovna, ma non lo fa; ciononostante, la vecchiaccia viene assassinata da qualcun altro e il povero studente finisce lo stesso in Siberia… magistratura canaglia anche a quel tempo!
Guerra e pace di Lev Tolstoj – Napoleone capisce che, se avanzasse nella sterminata e fredda Russia, finirebbe male, e rinuncia al conflitto.
Anna Karenina di Lev Tolstoj – La società plaude all’amore extraconiugale di Anna e del conte Aleksej Vronskij ai danni dell’antipatico funzionario Aleksàndrovič Karenin, e i due se la spassano liberamente e allegramente.
Maledetti, complicati, romanzi del Novecento!
Via col vento di Margaret Mitchell – Rossella O’Hara sposa un ex “schiavo negro” e diventa paladina del movimenti antiapartheid.
Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust – L’io narrante inizia a intingere da zia Léonie la madeleine nel the, ma è talmente cattiva che non gli suscita alcun ricordo (ci siamo così evitati tremila pagine in sette volumi!).
La metamorfosi di Franz Kafka – Gregor Samsa si sveglia e si ricorda che durante la notte ha sognato di essersi trasformato in un enorme scarafaggio. Che brutto incubo! Ma era, appunto, solo un brutto sogno.
Il processo di Franz Kafka – Sebbene non si sappia di cosa fosse accusato, Joseph K. viene subito riconosciuto vittima di un errore giudiziario… magistratura coscienziosa!
Ulisse di James Joyce – Neanche da concepire!
La morte a Venezia di Thomas Mann – Gustav von Aschenbach incontra il giovanissimo Tadzio, ne è attratto, ma, temendo di incorrere nel reato di pedofilia, riparte immediatamente dalla città lagunare.
La montagna incantata di Thomas Mann – Hans Castorp va a trovare il cugino Joachim Ziemssen nel sanatorio di Davos; per fortuna Joachim è ormai guarito e i due tornano a casa e così ci evitiamo le estenuanti discussioni tra Naphta e Settembrini.
Il giuoco delle perle di vetro di Hermann Hesse – …E per fortuna inventarono il flipper.
La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth – Come promesso al misterioso benefattore, la domenica successiva Andreas restituisce i 200 franchi ricevuti nella Chiesa di Sante Marie des Batignolles.
Lo straniero di Albert Camus – Meursault, abbagliato dal sole e stordito dall’afa, manca di colpire col revolver l’arabo incontrato nella spiaggia presso Algeri.
Infine, concludiamo con un’opera monumentale che, però, proprio di narrativa non è:
Il capitale di Karl Marx – Una notte l’economista sogna quello che diverranno i partiti socialisti: prima in forma di tragedia col comunismo di Stalin, poi in forma di farsa col Partito democratico e i vari Letta, Renzi, Gentiloni, Schlein, Blair, Starmer, Scholz, Sanchez; inorridito, evita di interessarsi di politica e di emancipazione del proletariato per il resto della propria vita…
Le immagini: copertine dell’edizione Adelphi di Centuria di Manganelli e di quella Garzanti di alcuni racconti di Kafka e, a uso libero e gratuito da Pixabay, secondo la Licenza per i contenuti (foto di garten-gg e congerdesign).
Rino Tripodi
(Pensieri divergenti. Libero blog indipendente e non allineato)


















