Nel libro “Ricette furbe per momenti difficili”, lo scrittore Dario Villasanta ci offre ben 18 suggerimenti culinari, ciascuno per una situazione spiacevole che potrebbe capitarci. Conditi anche di tanta ironia…
A tutti capitano più volte nella vita dispiaceri, imprevisti, vere e proprie situazioni drammatiche. Cosa possiamo fare? Come possiamo reagire? Lo scrittore Dario Villasanta (vi invitiamo a leggere altre segnalazioni delle sue opere nelle recensioni Ristampati i libri di Dario Villasanta sul disagio e la carcerazione; «I santi non esistono e gli eroi son tutti morti» e Racconti bolognesi) ci propone delle “originali” consolazioni in una pubblicazione senza pari, ironica, piacevolissima, e pure utile.
Alla malasorte – propone Villasanta – rispondiamo mangiando. Ma non così come viene, non ingurgitando quindi cibo-spazzatura, bensì degustando pietanze adatte per quella specifica avversità. È nato così l’agile libro autoprodotto Ricette furbe per momenti difficili. Come affrontare la vita in cucina (Prefazione di Giovanni Maggi, pp. 76, € 12,48).
Sfighe della vita e buon cibo
Lo scrittore (monzese di nascita, che vive a Marzabotto) adopera questo schema: 1) Momento di m…; 2) Effetto provato; 3) Soluzione culinaria. L’autore “affronta” sia le situazioni più “leggere” (eppure fastidiose), come trovare di primo mattino la propria automobile con una gomma a terra, ricevere una multa, rimanere senza connessione internet o senza carta igienica quando devi ricevere ospiti. Sia quelle più “serie” (lite col vicino o con un amico, perdere le chiavi di casa, un brutto mal di denti). Sia, infine, quelle davvero “brutte”, quali la perdita del lavoro, la persona di cui sei innamorato che ti abbandona, ricevere una notizia molto triste.
Ed ecco qualche soluzione. Spaghettoni asparagi e guanciale se ti si buca una gomma dell’auto al mattino. Coda alla vaccinara se si perde il lavoro. Carpaccio con puntarelle quanto arriva una multa. Gamberoni alla piastra se litighi con tuo figlio. Passatelli emiliano-romagnoli se ti salta internet. E così via, tra gastronomia, ironia e spirito di adattamento.
Per cogliere non solo la bravura culinaria di Villasanta, ma pure la sua maestria letteraria e la sua ironia (e autoironia), nonché la sua sensibilità psicologica, riportiamo di seguito il “momento difficile” n. 4: Ti sei ammalato e sei in casa da solo/a.
Una bella influenza ti coglie proditoriamente e in casa non c’è nessuno ad assisterti
«Se non hai mai piagnucolato dicendo a voce alta “Voglio la mammaaa”, allora non ti sei mai ammalato davvero. Ma siccome so che almeno un’influenza ogni tanto ti coglie, come tutti noi, do per scontato il piagnisteo di cui sopra. Perché adesso hai la febbre alta, la testa ti rimbomba e hai pure la tosse, o peggio il mal di pancia. Se si vive da soli, essere malati è un momento tristissimo in cui ti senti abbandonato dal mondo intero al tuo cupo e triste destino. L’ultimo respiro ti pare ormai inevitabile, l’istinto è quello di fare testamento, che però rimandi a malincuore perché non ne hai le forze e, comunque, chissenefrega di chi resta».
Ed ecco la soluzione: «È importante nutrirsi bene quando si è ammalati; pertanto, dovremo farci forza e alzarci dal nostro sudario per mettere insieme almeno un boccone di qualcosa. La frutta sarebbe l’ideale, magari un’insalata di arance con acciughe e cipollotto, ma anche qualcosa di più sfizioso non sarebbe male. Per esempio, una bella pera al forno con rhum e cioccolato… Insomma, tante vitamine e sali minerali, più qualche caloria importante che si senta nel naso come pure nell’animo. In alternativa alla verdura che non sia stracotta, perché non perda le vitamine (col calore si rompono i legami chimici e si scompongono) né altri nutrienti che a noi servono, proviamo dunque una bella insalata di arance, che d’inverno di solito si hanno sempre in casa. Il suo contrasto di sapori e aromi, dolce aspro e piccante insieme, ravviverà per quanto possibile il tuo palato e l’animo, oramai anestetizzati da febbre e tachipirine varie. Inoltre è un attimo prepararla». E segue la ricetta («Tempo di preparazione: 5 minuti circa, a seconda di quanto sei moribondo»).
L’umanità dello scrittore
Nella sua sensibilissima Prefazione il cuoco Giovanni Maggi evidenzia la grande umanità di Villasanta. Ecco cosa scrive.
«Ci sono i giorni di stanchezza profonda — quelli veri, quelli in cui non hai niente da dare a nessuno, nemmeno a te stesso. Dario quei giorni li conosce. E invece di arrendersi, ha imparato a cucinare lo stesso. Piano, con quello che c’era. Senza pretese. Ed è proprio da lì — da quella stanchezza onesta — che nascono le ricette più furbe di questo libro. Furbe non vuol dire pigre. Vuol dire intelligenti. Vuol dire sapere che con tre ingredienti stanchi e una padella si può ancora salvare la cena, e magari pure fare una bella figura. Vuol dire trasformare un limite in una soluzione, un avanzo in un’opportunità, un momento difficile in qualcosa di buono da mettere nel piatto.
Dario queste ricette le ha imparate sul campo — osservando le nonne trasformare gli avanzi in capolavori, i cuochi di trattoria sfamare trenta persone con niente, e reinventandosi ogni giorno tra impegni, stanchezze e dispense imprevedibili. Non nei programmi televisivi patinati, ma nelle cucine vere — quelle unte, vissute, rumorose e meravigliose. Quelle che assomigliano alla vita. In queste pagine troverai piatti che risparmiano tempo senza sacrificare il sapore, che usano quello che hai invece di quello che manca. Troverai un modo diverso di stare in cucina: più libero, più leggero, più umano. Perché alla fine, cucinare è sempre un atto d’amore. Verso chi ami, o — nei giorni più difficili — verso te stesso».
C’è altro da aggiungere?
Ricordiamo che domani, mercoledì 15 aprile, alle ore 21, presso Cellulosa Osteria di via Lama di Reno, 30, Marzabotto (Bologna), il proteiforme Villasanta presenterà il suo nuovo romanzo Cattivo dentro. Una storia cinica di paese. Letture di Simona Vetti. Trovate tutti i particolari dell’evento cliccando sulla locandina a sinistra.
Le immagini: elaborazione con l’intelligenza artificiale generativa attraverso Google Gemini secondo la licenza per uso libero e gratuito; la copertina del libro di Villasanta; locandina di Cellulosa Osteria.
Maria Daniela Zavaroni
(Pensieri divergenti. Libero blog indipendente e non allineato)



















Mi avete toccato con la sensibilità della vostra lettura. Grazie di cuore!