Soprattutto per i più giovani e i più pudichi, i siti web, se di buona qualità, possono offrire informazioni corrette, chiare, comprensibili, anche sulla contraccezione d’emergenza
Il web è uno strumento che i più giovani utilizzano con grande agilità, eppure ci sono argomenti tabù che possono portarli a informarsi in modo non corretto traendo conclusioni errate. Social, blog, forum, ma anche il motore di ricerca e attualmente l’AI stanno raccogliendo numerose domande legate alla sessualità; il dubbio della fascia adolescenziale e quella appena successiva è quello di essere giudicati dalle persone più grandi e dai professionisti o dai familiari.
Dopotutto l’imbarazzo è piuttosto comune quando si parla di sessualità, sia nelle informazioni che non si conoscono sia nel modo in cui si teme di essere guardati.
Molti fanno l’errore, dunque, di scegliere social o l’intelligenza artificiale proprio per evitare un contatto diretto. Tuttavia, esistono portali come Mettiche.it dove vengono affrontati i tempi di intimità, benessere sessuale e contraccezioni d’emergenza con un linguaggio quanto più comprensibile. I termini utilizzati fanno la differenza: seppure i contenuti possano essere scritti da medici e specialisti, trovare frasi di uso comune aiuta a creare una sorta di dialogo molto più accessibile evitando barriere.
La paura di fare domande
Per molti adolescenti e giovani adulti parlare di sesso è tabù: può dipendere dal retaggio culturale e familiare, oppure dalla propria pudicizia. Quando si teme di risultare inesperti o troppo esperti e dunque essere giudicati per un rapporto non protetto, per un dubbio sull’orientamento o per qualcosa che riguarda il proprio corpo si finisce spesso per fare una ricerca online escludendo il dialogo con adulti e professionisti.
Sfatiamo un mito: non è per forza sbagliato cercare online approfondimenti ma è bene saper riconoscere la fonte. La qualità dell’informazione, però, non si basa solo sulla correttezza scientifica ma conta anche come viene presentata. Un testo può essere preciso e, nello stesso tempo, incomprensibile. Oppure corretto ma così distante da non intercettare neppure la domanda reale di chi legge.
Boom di ricerche sulla contraccezione d’emergenza
Secondo una ricerca condivisa in Italia, oltre il 63% degli adulti dai 18 ai 40 anni ha avuto almeno un rapporto sessuale completo non protetto e tra i minori le percentuali non sono più incoraggianti perché ci si aggira attorno al 40%.
Ecco perché molte persone fanno una ricerca riguardante la contraccezione d’emergenza. Chiedono come si utilizza, quali sono le opzioni, le percentuali d’efficacia e gli effetti collaterali.
In Italia ci sono due opzioni:
- Quella del giorno dopo, valida entro 72 ore dal rapporto e acquistabile con ricetta per le minorenni e senza per le maggiorenni;
- Quella dei 5 giorni dopo, libera da impegnativa per entrambe le categorie.In ambo i casi l’obiettivo è bloccare l’ovulazione: ma in caso questa fosse già avvenuta o fosse già in atto una gravidanza il farmaco non avrebbe alcun effetto.
Informare con un’educazione sessuale non giudicante
Mentre il dibattito sulla richiesta di educazione sessuoaffettiva procede in Italia, molti professionisti stanno provando a usare social e canali più giovani come YouTube e siti web per poter andare oltre l’informazione parlando di prevenzione e rispetto, trattando informazioni sulla contraccezione e il consenso, la libertà di orientamento e la protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili.
L’idea è quella di utilizzare un linguaggio chiaro e accessibile, preciso ma non giudicante in modo che le fasce più giovani possano trovare il coraggio e la sicurezza di rivolgersi a specialisti evitando il fai da te.
Le immagini: elaborate con l’intelligenza artificiale generativa attraverso Google Gemini secondo la licenza per uso libero e gratuito.
c.l.p.
(Pensieri divergenti. Libero blog indipendente e non allineato)















