EDITORIALE DEL MESE

Aprile 2017 (n. 136) – Sacrificati sull’altare delle ideologie

Un tempo si moriva perché c’era chi credeva in comunismo, fascismo, nazismo. Oggi… per il politicamente corretto

Decine di milioni di esseri umani massacrati. In guerre, persecuzioni, carestie. Tutti agnelli sacrificali delle ideologie del XX secolo: comunismo, fascismo, nazismo. Orrori solo parzialmente comprensibili – ma mai giustificabili – in nome di ideali, della costruzione di un mondo nuovo. Utopie presto trasformatesi in distopie.

Iislam terrorismo isis (11)+l luogo comune secondo il quale la storia propone gli stessi scenari, prima sotto forma di tragedia, poi di farsa, sembra prender corpo in questo scorcio di XXI secolo. Oggi i massacri hanno alla loro base cause squallide e idiote. Interessi politico-economici, ovvero la globalizzazione migrazionista che intende creare un mondo del tutto indifferenziato, senza radici, con miliardi di disperati pronti a vendersi per un lavoro o altro. Fanatismi religiosi che credevamo sepolti secoli fa, almeno in Occidente. E, ancora più stupido, il totalitarismo del politicamente corretto. In nome di quest’ultimo, cosa ti organizzano a Stoccolma (dove lo scorso 7 aprile il solito immigrato maomettano ben accolto ha spiaccicato con un camion un po’ di abitanti nella capitale svedese)? Una bella manifestazione. Per chiedere più controlli, arresti ed espulsioni di chi odia i costumi occidentali? Ma no! La festa dell’amore contro il “terrorismo”… (e attenzione a non aggiungere “islamico”).

Andando a ritroso e restando la lista incompleta, Alessandria d’Egitto e Tanta, San Pietroburgo, Londra (più volte), Istanbul (più volte), Berlino, Ankara (più volte), Monaco di Baviera, Nizza, Dacca, Orlando, Bruxelles (più volte), Grand Bassam, Ougadougou, Bamako, Parigi (più volte), Sousse, Nairobi (più volte), Tunisi, Copenhagen, Mumbay, Bali, Sharm-el-Sheikh, Beslan, Madrid… Per non dire delle decine di attentati sventati all’ultimo momento o non riusciti per la mancata esplosione di qualche ordigno. Cosa occorre per capire che è in atto una guerra? Che esiste il male assoluto, non provocato da alcunché? Che esistono culture e civiltà incompatibili tra loro? Che c’è chi è affetto da vittimismo e incrollabile odio congeniti? Che occorre difendersi eliminando ogni possibile futuro rischio? Niente da fare. I buonisti balbettano le solite frasi sconnesse. In attesa di ripeterle alla prossima strage. Di innocenti sacrificati in nome del politically correct.

23-come-riconoscere-bufale-web[1]E passiamo alla rassegna dei principali articoli dell’attuale numero di LucidaMente. Mass media. Notizie incredibili che suscitano la curiosità del lettore, subdole e socialmente pericolose alcune, sdolcinate altre, tutte manipolate ad arte. E hanno pure successo. Sono Le 15 migliori (o peggiori) bufale del web, delle quali ci ha parlato Dora Anna Rocca. Invece l’esordiente Orazio Francesco Lella ha analizzato La Rai tra autocelebrazione e resa al “nuovo che avanza”. Da Rischiatutto e C’era una volta Studio Uno all’invasione di youtuber e blogger: quando la cultura nazionalpopolare trasforma lo scontro generazionale vecchi/giovani in una chiacchierata tra amici… E c’era già tutto nel classico russo Padri e figli di Ivan Turgenev.

Si parla tanto di femminicidi. E chi vi scrive ha fornito due facce probabilmente della stessa medaglia. Prima l’intervista Maschietti… ma non cattivi ad Alberto Leiss di Maschile Plurale, associazione nazionale che si pone come obiettivo di lottare contro la mentalità che sta alla base delle “violenze di genere”. Insomma, uomo uguale maltrattamento delle donne? O pregiudizio ideologico veterofemminista e “politically correct”? Infatti Barbara Benedettelli nel suo Il maschicidio silenzioso denuncia una realtà ignota o sottaciuta: Uomini maltrattati (da donne).

egoismoSiamo sicuri che l’altruismo inteso come completo sacrificio faccia bene a chi lo pratica e a chi lo “riceve”? Non è di questo parere Barbara Di Salvo, della quale abbiamo recensito L’egoismo fa bene a tutti con l’articolo Ama te stesso almeno come ami gli altri. Analoghe le posizioni, scherzose fino a un certo punto, di un altro libro, esposto da Emanuela Susmel: “Il metodo sticazzi”, ovvero dare peso solo alle cose importanti, ovvero come uscire da stereotipi sociali dannosi e da inutili nevrosi quotidiane. Leggete entrambe le pubblicazioni e vogliatevi un po’ più bene. Intanto, Ludovica Merletti ci ha presentato un dubbio amletico (è proprio il caso di dirlo): Scozia tra Europa e Inghilterra: verso la secessione?

Infine, parliamo un po’ di noi. Grande è stato il successo di pubblico, al di là di ogni aspettativa, del Convegno nazionale sul testamento biologico (Modena, 8 aprile 2017), organizzato da LiberaUscita, «associazione nazionale laica e apartitica per il diritto a morire con dignità» (tra i media sponsor dell’evento c’era pure LucidaMente). Esito molto positivo anche per il nostro 9° Seminario di scrittura giornalistica e comunicazione audiovisiva (Bologna, marzo-maggio 2017): ben 25 iscritti!

radio24E chiudiamo con una segnalazione che ci riempie di grande contentezza. L’articolo di Fabio Vanacore Gaming addiction: si può giocare in modo sano?, pubblicato sull’attuale numero della nostra rivista, è stato letto in diretta domenica 2 aprile su Radio24-Il Sole 24 Ore (per capirci, una delle prime emittenti italiane) nella trasmissione mattutina Letture di Radio24. Potete riascoltare il tutto in podcast (e gustarvi la lettura dell’articolo… precisamente al minuto 8:30 circa) collegandovi a: http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/letture-da-radio24/videogiochi-quando-consapevole-avere-121950-gSLAXuAoGC. Insomma, stavolta, buona lettura, ma pure buon ascolto!

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno XII, n. 136, aprile 2017)

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