EDITORIALE DEL MESE

Aprile 2018 (n. 148) – L’inferno della Rete

Un numero dedicato a post-verità, social, dati personali on line, nomofobia, e altre brutture della nostra epoca postumana

Dopo la grande quantità di contatti ottenuta nello scorso numero di LucidaMente dall’articolo di Viviana Viviani su “Fake”, sua reversibilità e altre meraviglie… social, abbiamo dedicato pure questo numero della nostra rivista alle tematiche della rete, della post-verità, dei social, dei dati intimi degli utenti utilizzati per scopi commerciali o politici, delle dipendenze (e delle distorsioni) psicologiche provocate dai nuovi media e ad altre sconcertanti novità della vita sociale della nostra epoca, da molti definita postumana.

3-social-mediaUn numero talmente ricco da lasciare poco spazio alle riflessioni dello scrivente, che cede volentieri il passo ai vari articoli e ai loro bravi autori, che, per buona parte, sono i frequentanti il nostro 10° Seminario di scrittura giornalistica, terminato proprio in marzo (per maggio-giugno ne abbiamo programmato l’undicesima edizione). Dopo il caso Cambridge Analytica, è intervenuta Elena Giuntoli per evidenziare come Internet e i social media siano strumenti di marketing sempre più potenti: quanto ne siamo coscienti e cosa (non) facciamo per limitarne le conseguenze negative (Tutela dei dati online: perché è anche colpa nostra)? Erika Sgambetterra (La mano invisibile di Internet) e Roberta Antonaci (Il cellulare, le sue vibrazioni… è la felicità?) ci hanno parlato degli effetti dei social network sulla psiche umana e sulla società. Del resto, una notifica equivale fisiologicamente a mangiare una zolletta di zucchero: la scienza spiega così la dipendenza da smartphone.

Ma questo può giustificare lo sconcertante episodio occorso a Raoul Bova a Catania? Dove sono finiti l’educazione e il rispetto degli altri? È quanto si è chiesta Emanuela Susmel all’interno del suo articolo Spettacolo teatrale o suoneria di cellulare? Con Alessia Ruggieri abbiamo invece compiuto un viaggio mistico nel ginepraio di complottismi che animano la società di oggi (Fake news, quando l’ignoranza diventa una virtù). Altra faccia della sconcertante ir-realtà del mondo contemporaneo è quella descrittaci da Chiara Ferrari: a Parigi esiste una stanza dove, per sfogarsi, si può entrare e distruggere tutto quello che vi si trova… (Fury room, il business della rabbia).

14-odifreddi-piergiorgioPurtroppo, non esiste solo il mondo virtuale o virtualizzato. Ugo Pietro Paolo Petroni ha spiegato ai lettori il rompicapo di quote e azionisti e l’intreccio di interessi nel caso Bayer-Monsanto: una fusione inquietante e il sì dell’Ue. E mentre le multinazionali fanno affari, la popolazione comune si impoverisce sempre più. Ludovica Merletti ci ha segnalato il saggio Vademecum per dare un lavoro a tutti e mettere in sicurezza il Debito Pubblico, messo a punto da dieci autori per le Edizioni Simple: per essere consapevoli e porre i mattoni per ricostruire il futuro lavorativo del nostro Paese (La disoccupazione? Abbatterla è possibile, insieme). E un celebre matematico, per la terza volta intervistato da LucidaMente, ha mostrato tutto il proprio scetticismo sulla situazione italiana (Piergiorgio Odifreddi, la politica, le schede bianche e l’astensione, a cura di Dora Anna Rocca).

Impronta ecologica: bere ciò che sgorga dal rubinetto di casa nostra ridurrebbe l’inquinamento e determinerebbe un risparmio di 600 milioni di euro all’anno. Queste sono state le considerazioni di Marzia Mariotti (Acqua, meno bottiglie di plastica) in occasione della appena trascorsa Giornata mondiale dell’acqua. Infine, in occasione della celebrazione del 25 aprile, Sara Spimpolo ha ricordato fatti e personaggi di un’epoca tragica con Liberazione: alcune storie (più o meno note) della Resistenza in Emilia, mentre Christian Corsi ci ha regalato un racconto ambientato all’epoca nelle vecchie campagne d’Emilia (All’alba del 22 aprile 1945). Anche rischiando di essere banali e retorici: non dimentichiamo mai che libertà e democrazia sono fra i beni collettivi più preziosi.

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno XIII, n. 148, aprile 2018)

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