EDITORIALE DEL MESE

Gennaio-Febbraio 2020 (nn. 169-170) – 27 gennaio e 10 febbraio senza pietà

A distanza di ben 75 anni, il ricordo del genocidio degli ebrei e degli orrori delle foibe resta impregnato di odio e non di rispetto per i morti e di recupero della verità storica

27 gennaio: Giornata della Memoria in commemorazione delle vittime del genocidio nazista contro gli ebrei (legge n. 211 del 20 luglio 2000). 10 febbraio: Giorno del Ricordo per «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale» (legge n. 92 del 30 marzo 2004).

Auschwitz-Birkenau1[1]Tuttavia, anche quest’anno le due ricorrenze sono state infangate. Dovrebbero essere giornate di raccoglimento, rispetto dei morti, volontà comune di pervenire a una verità storica condivisa. Invece: lapidi imbrattate, scritte antisemite, striscioni da stadio e ignobili prese di distanza da parte di politici e intellettuali (in quest’ultimo caso, nei confronti delle foibe). Un Paese che intende sempre farsi male, restare diviso, non voler saldare i debiti col passato. Un Paese stupido. Non v’è alcun dubbio, infatti, che, durante gli orrori della Seconda guerra mondiale, quasi tutte le altre nazioni commisero massacri ben più allucinanti di quelli italiani. E non parliamo solo di Germania o Giappone, ma di Stati uniti e Gran Bretagna (bombardamenti indiscriminati, come a Dresda, fino all’acme di Hiroshima e Nagasaki), dei sovietici (ad esempio, il massacro di Katyn’), degli stessi francesi, che furono ben meno solidali degli italiani nei confronti degli ebrei ricercati, così come ucraini, polacchi, baltici, ungheresi, ecc. ecc., per non parlare delle mattanze avvenute in Jugoslavia tra le varie fazioni filonaziste e filocomuniste.

Ma gli stupidi che ancora si combattono e si accusano reciprocamente sono gli italiani. E neppure la Repubblica di Salò e la macelleria di piazzale Loreto possono far comprendere – non certo giustificare – tale odio inestinguibile. Sottolineando in via preliminare e a scanso di equivoci il fatto che, fortunatamente, nel 1945, alla fine del conflitto, vinsero i “buoni” o, perlomeno, i “meno cattivi”, se non si arriverà a una pacificazione a seguito del reciproco riconoscimento della verità storica e delle stragi che furono commesse da tutti, resteremo ancora per secoli divisi e trucidi.

giornodelricordo2015[1]E ora passiamo, come al solito, a indirizzare il lettore verso alcuni degli articoli più interessanti usciti su LucidaMente in questi ultimi due mesi. Sull’evoluzione delle tecnologie e della telematica e sui loro rischi si sono soffermate Alessia Ruggieri e Chiara Ferrari. Visto che tramite algoritmi è possibile individuare patologie, decifrare emozioni e persino scrivere un romanzo, la prima si è chiesta se L’intelligenza artificiale supererà quella umana? La seconda si è preoccupata del fatto che le piattaforme social diffuse tra adolescenti e giovani adulti puntano tutto sull’intrattenimento mordi e fuggi (vincendo): Byte e Tik Tok, l’imperativo del “sempre più breve”. Purtroppo, i sogni (o distopie) tecnologiche e il chiacchiericcio in Rete non risolvono, anzi sono armi di distrazione di massa degli strazianti problemi sociali. Così abbiamo segnalato il volume Glebalizzazione (Rizzoli) del filosofo Diego Fusaro, che denuncia l’attuale ordine capitalista economico-finanziario, indicando anche le vie dell’emancipazione alla plebe precarizzata, alienata e reificata a vita (La nuova lotta di classe riparte da populismo e sovranismo).

Così come abbiamo recensito il pamphlet I diritti dell’uomo contro il popolo (liberilibri) dello studioso francese Jean-Louis Harouel, nel quale è analizzata la nuova “religione laica” che limita la libertà d’espressione e odia la civiltà europea, dando campo libero all’islamizzazione (L’ideologia dei diritti umani ci distruggerà). E le sue origini vi sorprenderanno… Edoardo Anziano ci ha parlato dell’aiuto invernale ai senza fissa dimora nel capoluogo emiliano (Una rete per difendersi dal freddo: l’assistenza dei clochard a Bologna).

giorno-della-memoria[1]Ma le ingiustizie e le sopraffazioni travalicano ogni confine. Arianna Mazzanti ci ha parlato di Kobane Calling (I curdi narrati dal fumetto di Zerocalcare): un atto artistico di calda solidarietà verso una popolazione oppressa. Elena Giuntoli ha intervistato la “viaggiatrice globale” Raffaella Milandri, che nel suo recente libro racconta la lotta degli Uomini rossi contro le grandi multinazionali in difesa di Madre Terra (I Lakota, ultimi guerrieri nativi nordamericani). Ancora la Mazzanti, in occasione del 76° compleanno dell’artista brasiliano, ci ha ricordato le sue denunce dello sfruttamento globale (L’Africa di Sebastião Salgado). Il sunnominato Anziano ha continuato le proprie inchieste sul premier Andrej Babiš (Tutti i soldi dell’oligarca ceco): un impero economico con certificazioni sospette, entrate miliardarie e trasparenza zero.

Abbiamo voluto anche celebrare gli anniversari della morte di due personaggi, diversissimi, ma uniti (forse) dall’anticomunismo, causa della loro stessa tragica fine. Ancora Anziano ci ha ricordato lo studente ventenne di Praga che il 16 gennaio 1969 si diede fuoco per protestare contro la repressione della “Primavera” democratica (Jan Palach, una storia dimenticata); e, in occasione del ventennale della sua morte e dell’uscita del film a lui ispirato, abbiamo pubblicato le riflessioni di un nostro lettore inviateci dalla capitale del paese nordafricano che ha accolto un grande leader politico italiano (Craxi ancora celebrato dai tunisini).

foibe_giorno_ricordo[1]Tv, teatro, musica, cinema. Considerata inaccettabile in America, la pratica di truccarsi per assumere le sembianze di persone di colore ha causato una bufera mediatica sulla Rai e su Alitalia. Ce ne spiega i motivi sempre la Ruggieri in “Blackface”, che cos’è e perché è (storicamente) razzista. In esclusiva per la nostra rivista Michele Piatti ha intervistato i protagonisti di una splendida rappresentazione teatrale («Sueño que dormo», il fantasmagorico teatro argentino di Carlos Branca), tra cui spicca l’attore di fama internazionale Carlos Belloso. Su due grandi kermesse-spettacolo si sono soffermati Federico Tanaglia e la già citata Mazzanti. Il primo ha polemizzato sull’odio sessista reciproco presente al Festival della canzone italiana, ormai divenuto tutt’altro (Sanremo 2020, il femminismo ipocrita che odia il maschio). La seconda ha analizzato i responsi di Los Angeles nella notte del grande cinema (Tanti bei film per l’Oscar 2020).

Rino Tripodi

(LucidaMente, anno XV, n. 170, febbraio 2020)

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