Se le religioni sono, più che una bussola di regole morali, uno slancio verso la trascendenza, il mistero, la metafisica, l’ultraterreno, il senso ultimo della vita, cosa succede quando si adattano alle contingenze del presente e alla spinta dei costumi?
Ribadisco un concetto già espresso in altre occasioni. Sono quasi da sempre ateo/agnostico. Questo, nel mio caso, non significa grezzo anticlericalismo, disinteresse verso la spiritualità, verso la ricerca di fornire un senso alla vita, al mondo e al cosmo, o snobismo radical chic nei confronti delle manifestazioni religiose.
Guardando ai milioni di morti provocati da guerre di religione, verrebbe da ripetere La risposta (giusta ma improponibile) dell’ateismo. Tuttavia, le masse hanno bisogno delle religioni. In quell’articolo ne elencavamo le principali ragioni: l’ordine politico e il collante comunitario, le norme morali, il sostegno psicologico-esistenziale di fronte al dolore, alle brutture e, quindi, alle angosce della vita.
Le religioni per loro natura devono essere conservatrici-reazionarie
Si pensi appunto che molti studiosi dividono il messaggio delle religioni in essoterico ed esoterico. Il primo è aperto a tutti e rivolto alle masse indistinte di fedeli; il secondo è per gli iniziati e riguarda i misteri più profondi.
Per durare nel tempo, per essere forti e credibili, le religioni non possono adattarsi ai tempi, bensì devono guidarli. Si pensi all’islamismo, che è divenuto potentissimo negli ultimi decenni (il “risveglio islamico”) proprio riscoprendo la propria matrice intollerante. Ma anche le altre religioni mantengono saldi i loro dettami.
Negli ultimi decenni, non solo a partire dal Concilio Vaticano II (1962-65), ma soprattutto col pontificato bergogliano, la Chiesa cattolica – e ancor più quelle protestanti – si sono adattate, anzi inchinate alle spinte del presente e allo spirito materialista del nostro tempo. Soprattutto del settore “progressista”. Il che è un paradosso, se si pensa che proprio l’area progressista è stata storicamente quella più atea e anticlericale, a tal punto da considerare tutte le credenze religiose quali semplici e sciocche superstizioni.
Dominano, nelle Chiese cristiane, insane laicizzazione, secolarizzazione e desacralizzazione. Più che religioni sembrano essere diventate agenzie umanitarie, attente alla solidarietà e nulla più, simili alle Ong. Passano in secondo piano la dottrina, i misteri della fede, lo slancio verso l’ultraterreno e la trascendenza, il proselitismo. Sicché la religione cristiana e le sue istituzioni sembrano ormai essere divenute succursali delle sinistre progressiste e radical chic (tacciamo sul business dell’accoglienza che riguarda migliaia di associazioni e cooperative, spesso di area cristiana).
Tale apertura non ha prodotto nuovi fedeli tra i progressisti, ma una freddezza in molti dei vecchi adepti, quando non proprio un allontanamento. Una Chiesa progressista è un insano ossimoro.
L’aggregazione dei contrari
A tutto ciò va aggiunta un’apertura verso islam e immigrati musulmani, che non corrispondono con analogo “slancio”. E gli Stati un tempo cristiani proteggono ancor più gli islamici con l’invenzione del reato di islamofobia.
Dietro l’inedita ideologia del buonismo e dell’accoglientismo si assiste a un’inedita e insana aggregazione dei contrari: sinistre arcobaleno, lgbtqia+, islamici, immigrati, femministe, cristiani progressisti, famigerati centri sociali, ProPal, generici contestatori anticapitalisti, si uniscono avendo in comune solo l’odio per le destre, per Israele, per Trump, accusati di tutti i mali del mondo. Domina il “contro”, manca il “per”. Di progettuale, costruttivo, realizzabile, non c’è nulla.
Al contrario, sono molte le contraddizioni e i cortocircuiti che scaturiscono dalla suddetta alleanza. Ne elenchiamo qualcuno. Come fanno a stare insieme i moderati del Partito democratico coi furibondi centri sociali, prossimi all’estremismo e addirittura alla lotta armata? Omosessuali e transessuali con gli islamici, nei cui Paesi vengono condannati anche alla pena di morte? Femministe occidentali emancipate e donne col velo? I cantori della Shoah e gli antisionisti, se non antisemiti? Anticapitalisti con partiti come il Pd, che hanno pienamente accettato il peggior capitalismo, quello neoliberista finanziario, appoggiando sempre e strenuamente la Commissione europea von der Leyen? I pacifisti con tutti gli altri?
Del resto, lo stesso “campo largo” che l’anno venturo sarà edificato nelle elezioni legislative per battere il Governo Meloni delle destre, non è anch’esso un’accozzaglia di contrari?
Le immagini: elaborate con l’intelligenza artificiale generativa attraverso Google Gemini secondo la licenza per uso libero e gratuito.
Rino Tripodi
(Pensieri divergenti. Libero blog indipendente e non allineato)
















