Il celebre verso de “L’avvelenata” (1976) potrebbe quasi assurgere a epigrafe per la scomparsa di Francesco Guccini, cantautore e scrittore
Se n’è andato giovedì 6 agosto all’età di 86 anni, nella sua Pavana (Pistoia), l’eterno studente della canzone d’autore italiana.
Francesco Guccini ha segnato un’epoca e forse più, influenzando diverse generazioni con i suoi testi, sostanziati di libertà, amore, semplicità e, come direbbe lui, molte “altre sciocchezze”.
Il cantautore di Via Paolo Fabbri 43
La notizia della sua dipartita ha lasciato tutti spiazzati e, nonostante il caldo torrido, moltissimi si sono riversati per strada a Bologna, in via Paolo Fabbri 43 – titolo anche del suo settimo album (1976) – dove il cantautore aveva avuto casa, lasciando fiori e messaggi di ringraziamento e di cordoglio. Insomma, un vero e proprio pellegrinaggio in memoria del Maestrone che si è protratto fino a tarda serata, quando la zona (il rione Cirenaica) e la strada in particolare sono state letteralmente bloccate dalle centinaia di persone accorse per la veglia, che hanno intonato e cantato le sue canzoni.
Una manifestazione d’affetto spontanea, quella offerta da Bologna, che dimostra la grandezza dell’uomo, prima ancora che dell’artista, che proprio qui ha trascorso gran parte della sua vita e che è stata fonte di ispirazione per i testi delle sue canzoni.
E se Bologna ha dato tanto al Maestrone, va detto anche che in cambio anche il capoluogo emiliano ha ricevuto tantissimo perché nessuno meglio di lui ha saputo raccontare poeticamente la città e le sue abitudini, ma anche le storie di uomini e donne semplici incontrate lungo il percorso. Con un linguaggio a volte tenero, altre volte malinconico, anche tagliente o mielato, ma sempre diretto e trasparente, senza la necessità di essere compreso e condiviso da tutti.
Un artista che “arrivava” a tutti
Probabilmente è stato proprio questo modo di essere a renderlo popolare come pochi, ossia arrivando a tutti con una canzone o lirica differente, proprio perché ha raccontato lo svolgersi della vita e delle esistenze in così tante storie nelle quali ognuno di riesce ancora oggi a identificarsi.
Inoltre è stato fonte di ispirazione per centinaia e centinaia di ragazzi (come il sottoscritto, per esempio) che hanno deciso di studiare a Bologna proprio “attirati” dal Maestro e che durante gli anni di permanenza nel capoluogo emiliano si sono immortalati nelle gesta più inimmaginabili pur di poterlo incrociare o incontrare, magari riuscendo anche a scambiare due chiacchiere.
Con Guccini se ne va una pietra miliare della musica d’autore italiana, viene meno un poeta popolare che ha cantato con semplicità e unito più generazioni, e ha reso belle e piene di valore alcune storie tristi facendole diventare veri e propri inni generazionali.
Tutta Bologna lo ha voluto omaggiare fin dal primissimo minuto dalla sua scomparsa a tal punto che il sindaco della città, Matteo Lepore, ha indetto per sabato il lutto cittadino.
Chissà se il Maestrone «avesse previsto tutto questo» affetto nei suoi confronti… Probabilmente no, ma in cuor suo certamente la risposta sarebbe stata sì.
Grazie di tutto, Maestrone!
Le immagini: foto dell’autore del presente articolo ©Danilo Sandalo.
Danilo Sandalo
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