L’ideazione di Rossella Regina collocata nella centralissima via Oberdan sta avendo sempre più successo e lo scorso San Valentino è stata protagonista di varie performance
Molti conoscono i lucchetti dell’amore sparsi o, per meglio dire, agganciati su ponti, recinzioni, cancellate, in varie località italiane ed estere. Talmente numerosi e invadenti, e talvolta pericolosi, che sono spesso condannati alla rimozione dalle competenti autorità comunali. È quello che nel 2012 è successo a quelli di Ponte Milvio a Roma. I più famosi nel Belpaese anche perché celebrati dal romanzo di successo Ho voglia di te (2006) di Federico Moccia, trasposto subito (2007) pure in film (regia di Luis Prieto con Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti).
Resistono invece quelli collocati sui Navigli a Milano sul ponte dedicato proprio alla poetessa Alda Merini o in altre località italiane (ad esempio, ponte Vittorio Emanuele I a Torino). Mentre altrove, come a Firenze, a Venezia o a Verona sono, con più o meno successo, “banditi” e persino sanzionati.
Un auspicio per i single
Occorre dire che tali “santuari dell’amore”, eterno o presunto tale, trovato o cercato, si trasformano in poco tempo in luoghi di pellegrinaggio sentimentale e quindi di attrazione turistica con positiva ricaduta economica sulle città in cui si trovano. In tantissimi vi pongono un lucchetto beneaugurante, che rendono il luogo deputato più vivace, talora con risvolti artistici e creativi. Altre volte, come si è visto, i danni estetici e materiali sono tali che avviene la rimozione e si stabiliscono multe, anche pesanti, per i trasgressori.
Non tutti sanno che da circa 20 anni anche a Bologna esiste un luogo analogo, ma con una differenza sostanziale rispetto a quelli in cui ci si promette eterni amore e fedeltà. Esso, infatti, era stato denominato in origine Ponte dei Single, e quindi sarebbe dedicato a coloro che desiderano compiere un gesto scaramantico con l’auspicio di trovare presto l’anima gemella. In realtà, sono di gran lunga prevalenti le coppie che lo usano per i “consueti” lucchetti dell’amore eterno. Esso è collocato nella centralissima via Oberdan, di fronte al civico 45A: alla fine della strada, se si prende come riferimento via Rizzoli; all’inizio, se, invece, si parte dall’incrocio tra le vie Righi-Alessandrini-delle Moline.
Un’installazione piacevole e non invasiva
Esso è sorto e sta acquistando sempre più importanza per iniziativa della effervescente Rossella Regina, multiforme giornalista e artista calabro-bolognese, nota anche per le tante apparizioni televisive (tra le quali in Italia’s Got Talent, La sai l’ultima?, Detto Fatto, Caduta libera) nelle vesti di showgirl, cantante, intrattenitrice, barzellettiera.
“Il Ponte” di Rossella è piuttosto una grande grata di sicurezza che si affaccia su un punto in cui il Canale del Reno scorre a cielo aperto tra le tradizionali case rosse del pieno centro storico della città felsinea. Una visione dell’acqua fluviale ben più fruibile rispetto a quella della più celebrata “finestrella” della vicina via Piella. Aggiungiamo che, al momento, al contrario di altri esempi di progetti analoghi, l’installazione è garbata, ben inserita nel contesto urbano, piacevole da vedersi e meta di turisti. E, in realtà, anche i passanti ignari e frettolosi non possono fare a meno di fermarsi, attirati dall’insolito abbinamento grata con lucchetti e canale che vi scorre sotto. Sicché, secondo Rossella, lo spazio ha ormai assunto «una sua valenza emotivo-poetica importante nel panorama urbano».
Inoltre, con l’invenzione del lucchetto-bio di Alessandro Guccini, si potrebbero risolvere molti problemi ambientali e di decoro urbano. Infatti, a contatto per 3-6 mesi con gli agenti atmosferici, tale lucchetto si disintegra. Per di più, vi è inserito del terriccio contenente il seme di una pianta che, dunque, può germogliare ovunque. Evitate tronchesine e conseguenti spese di rimozione da parte del Comune? [Leggi pure La Rivoluzione-Bio del ‘Ponte dei Single’ di Bologna potrebbe cambiare il look anche a Ponte Milvio].
Un’originale celebrazione di San Valentino, tra fiabe, gioielli e live performance e le richieste al Comune per il riconoscimento e la valorizzazione del sito
Dunque il luogo, con tutto il suo contesto, ben si è prestato a una serie di eventi che si sono tenuti proprio lo scorso 14 febbraio nel corso della giornata della Festa degli innamorati. Per l’occasione la digital storyteller Stefania Reccia di Sublime Tecnologico ha lanciato una vera e propria, splendida, fiaba digitale, Luciét, una medusa speciale (visibile cliccando qui), che fantastica sulle origini del Ponte dei Single. Una creazione, ideata con la stessa Rossella Regina, che è piaciuta e ha coinvolto i più piccoli.
Da aggiungere la capsule collection di gioielli dedicati al ponte e alla fiaba, dal titolo C’era una volta, frutto dell’estro creativo della scultrice Laura Cadelo Bertrand. Infine la live performance a sorpresa del fotografo Anthony De Luca, che ha videoproiettato una propria creazione grafica a tema Festa degli innamorati sulla parete prospiciente il Ponte catturando l’attenzione dei tanti curiosi di passaggio.
Secondo Rossella Regina il successo dell’installazione in generale e della giornata in particolare dovrebbe spingere l’attuale amministrazione comunale, certo oggi presa da mille problemi, tra i quali gli infiniti cantieri del tram, la sicurezza dei cittadini, la decisione del Tar sulla città 30, a valorizzare il Ponte dei Single. Come? Non solo con qualche cartello, qualche indicazione e maggiore illuminazione, ma col riconoscimento e la valorizzazione del sito, denominandolo ufficialmente. Tra le altre proposte artistiche pendenti rivolte al Comune quella di un murales su tutta la parete del palazzo attiguo al Ponte. L’esecuzione dell’opera sarebbe affidata al pop artist David Pompili, che ha realizzato la propria arte anche a Lajatico con il Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli e con il Museo di Laura Pausini a Solarolo.
Le immagini sono state gentilmente fornite dalla stessa Rossella Regina.
c.l.p.
(Pensieri divergenti. Libero blog indipendente e non allineato)













