Partendo dal film “Albatross”, la lezione da trarre dagli Anni di piombo, dalle manifestazioni e dagli scontri di piazza è che i giovani sono sempre utilizzati dal Potere e dai partiti. Oggi come ieri
Non passa settimana in Italia senza che si verifichino scontri tra manifestanti di sinistra più o meno estremisti e Forze dell’Ordine. Il caso più recente risale a ieri, e ha riguardato ancora una volta il capoluogo dell’Emilia-Romagna (leggi Bologna, scontri polizia-manifestanti a presidio per Fakir: lanciata una bomba carta, in Sky tg24), “città dei centri sociali” spesso investita da tali violenze, anche per la mancata forte condanna della locale amministrazione comunale, comunque mai schierata con carabinieri e poliziotti.
Il seguente è uno dei pochi articoli, per non dire l’unico, in cui lo scrivente parla in prima persona e racconta qualcosa di autobiografico. Quasi un disperato appello personale ai giovani d’oggi a non farsi strumentalizzare come quelli di ieri.
Sebbene non ami assolutamente i biopic, anzi non li sopporto, qualche sera fa ho visto su RaiPlay Albatross (2025) di Giulio Base. La pellicola è riuscita, suo malgrado, a diventare famosa perché, come tanti altri film, dopo essere stata finanziata con abbondanti soldi pubblici (quasi un milione e mezzo di euro), ha incassato al botteghino solo poco più di 36mila euro.
Che c’è di strano, direte voi? È già noto lo scandalo dei denari pubblici destinati a film visti da pochi spettatori o perché troppo intellettualistici o perché davvero brutti. Beh, la novità è che, in genere, i beneficiati sono autori, attori e opere “di sinistra”. Invece Albatross è catalogabile come “di destra”, sebbene il regista Base sia equilibrato e abbia prodotto film di ogni tipologia e tematiche varie.
Giovani contro
Allora potete pensare che ne parli per denunciare che tutti son bravi a segnalare lo spreco di soldi pubblici purché non li incassino loro. Argomento interessante, ma non è questo il nostro intento. Il film è ambientato negli Anni di piombo, precisamente tra il 1977 e il 1987, e narra la vita avventurosa e coraggiosa del reporter di guerra free lance Almerigo Grilz (esule istriano e dal cognome sloveno, ma “duro e puro” militante missino triestino), conclusasi tragicamente in Mozambico durante il conflitto interno tra Frelimo e Renamo. E Albatross Press Agency è l’agenzia di stampa fondata insieme ai suoi amici Fausto Biloslavo e Gian Micalessin, ancora oggi tra i pochi giornalisti a realizzare reportage in pericolose zone di guerra.
Non intendo neanche valutare il film, che ha ricevuto recensioni tiepide, anche se non del tutto negative (vedi quella di Paola Casella in mymovies.it), né riabilitare la figura del Grilz neofascista, autore di molteplici pestaggi, seppure, nella seconda parte della sua breve vita, audace reporter con servizi contesi in tutto il mondo. Quello che ci interessa è lo stimolo che ci fornisce il film.
Come tanti di quelli ambientati negli anni del Sessantotto e nei successivi, dei movimenti giovanili, del terrorismo, degli scontri quotidiani tra giovani di destra e di sinistra (e Forze dell’Ordine), il film inizia appunto col violento scontro a Trieste tra comunisti e neofascisti, rossi e neri. Tutti giovanissimi, idealisti, convinti di essere dalla parte giusta della Storia…
Forse per capire l’attuale temperie storico-economico-sociale si può provare a riandare al passato. Soprattutto se un certo passato è stato vissuto di persona e somiglia molto al presente.
Perché mi sono salvato dall’estremismo
Infatti, come si evince dal titolo di questo articolo, tra fine anni Settanta e inizio anni Ottanta, anche il sottoscritto ha vissuto quei momenti e indossava la “divisa” dei giovani di sinistra: l’eskimo. Per fortuna, essendo liberalsocialista e radicale, aborrendo la violenza e le guerre ieri e oggi imperanti, ero iscritto a partiti tutt’altro che estremisti e violenti come il Partito socialista italiano (Psi) e il Partito radicale (Pr).
Quella militanza, che, in varie forme, tuttora si prolunga, insieme alla congenita antipatia verso ogni violenza, totalitarismo, fanatismo e “chiesa”, quali il Partito comunista italiano (Pci), la Democrazia cristiana (Dc) o il Movimento sociale italiano (Msi), mi ha salvato, in quegli anni, dal fare a pugni o peggio con altri giovani e dal finire male (terrorista, picchiatore, arrestato, ecc.). E oggi dal sentirmi sì un cretino, ma un po’ meno di quanto mi potrei sentire. Purtroppo vedo tanti miei coetanei, soprattutto di sinistra, coi capelli e la barba ancora lunga, ma bianca, vagheggiare nostalgicamente quei terribili anni e perpetuare nelle strade comportamenti stupidi, intolleranti, violenti. Che tristezza!
Perché parlo del fatto che chi ha un po’ di sale in zucca si sente idiota a pensare a quanto tempo ed energie personali si sono sprecati in quegli anni? Per non dire di un’intera generazione di militanti idealisti perduta tra terrorismo, droghe e altri comportamenti autodistruttivi. Perché la verità è che i giovani di destra e di sinistra di quegli anni, come oggi soprattutto quelli di sinistra, sono stati idioti. Idioti utili al Potere.
Giovani manipolati e manovrati dal Potere
Si diventava di destra o di sinistra perché così lo erano tutti i tuoi amici e compagni di scuola. Vi era anche molta goliardia, e parecchi, per fortuna, non credevano più di tanto a quello che facevano (riunioni, militanza, manifestazioni, slogan, ecc.). Anche se meno di oggi, scuola e università erano politicizzate. Si era, com’è logico da giovani – e non è che oggi mi senta tanto migliore – molto ignoranti. Si schematizzava tutto, si semplificava ogni realtà, si parlava molto e si leggeva poco – sebbene di più di oggi.
Una bella vita: al mattino dormire fino a tardi; al pomeriggio manifestazione o riunione del “movimento”; alla sera studiare o cazzeggiare. Come cantava Stefano Rosso nella sua Una storia disonesta (1977): «Che bello, / due amici, una chitarra e lo spinello / e una ragazza giusta che ci sta / e tutto il resto dite che importanza ha?».
Appunto, si diventava “impegnati” anche perché faceva figo e permetteva di avere più ragazze per fare sesso. Sebbene, poi, le più belle fossero preda di chi stava in alto nella scala sociale. Una delle eterne leggi della lotta di classe: le belle donne stanno con chi ha i soldi… E spesso i giovani “kompagni difensori del proletariato” erano figli di papà, al contrario della gran parte dei missini, che provenivano da fasce sociali povere e disagiate.
I nostri genitori e nonni avevano colto l’inutilità di quelle lotte politiche, ma non fino al punto di capire che i giovani militanti non erano solo delle inutili teste calde, ma che erano, invece, “utili idioti” strumentalizzati dal Potere, dai servizi segreti deviati, dalla Cia o da altre potenze straniere. Basterebbe pensare alla “strategia della tensione” e all’uccisione di Aldo Moro, fatto fuori dopo Enrico Mattei e prima di Bettino Craxi perché inviso a qualcuno… (leggi Mattei-Moro-Craxi: come distruggere sovranità e ricchezza del Belpaese).
Analogie e differenze col presente
Oggi è cambiato qualcosa? È tutto diverso? Sì e no. I veri Poteri, lontani e occulti (non il Governo nazionale di qualsiasi colore, che deve obbedire come minimo a Unione europea, Usa e Nato) sanno che affinché la gente non guardi in alto, ai veri tiranni e ai veri padroni, occorre che si inventi un nemico, che venga percepito come vicino e imminente. Può essere il terrorismo, il Covid, la Russia o altro: armi di distrazione di massa, mentre loro preparano davvero armi di distruzione di massa (leggi I conflitti militari nell’era dell’Intelligenza artificiale).
Negli Anni di piombo, dopo il sanguinoso golpe del 1973 in Cile (per saperne di più, leggi Nel 50° anniversario del golpe cileno “made in Usa”), dilagava la paura di un imminente colpo di stato di destra fascista pure in Italia. Oggi il bau bau sarebbe un fascismo prossimo venturo che si impadronirà delle istituzioni democratiche. Allora vi erano il Vietnam e altre guerre di liberazione. Oggi la Palestina, il Venezuela, la sempiterna Cuba, l’Iran. Ieri come oggi il mostro più evidente sono gli Usa, specie se incarnati da Donald Trump. Mentre, se nel passato il Mossad israeliano era più defilato, oggi Israele è divenuto un aperto Stato-canaglia. Oggi come ieri i giovani di sinistra di scagliano contro i bersagli sbagliati, in particolare inesistenti neofascisti. E contro le Forze dell’Ordine, sempre figli del popolo, come nel passato – ricordiamo tutti le parole di Pier Paolo Pasolini – ma oggi più preparate, disponibili, attente alla collettività, aliene da violenze gratuite.
Mentre, tranne qualche frangia minoritaria, gli estremisti di destra non esistono, e non perché al Governo hanno già Giorgia Meloni, ma perché nella galassia delle ideologie di destra è prevalso da decenni il pensiero dell’intellettuale francese Alain de Benoist, secondo il quale il vero nemico di tutti sono le élite capitaliste che opprimono le classi popolari (leggi Destra e sinistra? Relitti della storia). Oggi l’antagonismo non è destra/sinistra, borghesia/proletariato, padroni/operai, ma alto/basso, élite/popoli, ricchissimi/borghesia proletarizzata, finanza speculativa/produttori.
Il golpe è già avvenuto, ma a livello globale
Paura di golpe nel passato, paura di una svolta autoritaria oggi. Manifestazioni violente contro il nulla, mentre il golpe è già avvenuto. Silenzioso. Non violento. Lento. Subdolo. Davvero autoritario. È stato attuato dalle élite capitaliste finanziarie neoliberiste. È già avvenuto sottraendo ogni potere agli Stati nazionali. È avvenuto con gli organismi sovranazionali. È avvenuto coi trattati europei e i vari trattati di libero scambio. Con l’attuazione del Green Deal, con la dittatura sanitaria, della violenza woke, con la cancel culture e il fanatismo lgbtqia+. Con l’umiliazione delle classi popolari, la distruzione della loro cultura e identità, l’abolizione degli istituti familiare e scolastico.
Perché di un golpe interno te ne accorgi, di uno soft che viene da fuori e si ammanta di buonismo, progresso, salvezza del mondo, no. Come coi lockdown pandemici che hanno annullato in poche ore ogni libertà democratica. Ma vaglielo a far capire agli “antifascisti”. E ai poveri giovani e studenti, nuovamente manipolati, stavolta pure da Schlein, Landini, Conte, Fratoianni, Bonelli, Salis 1 e 2, oggettivamente alleati o funzionali al potere delle élite (vedi Come il liberalismo radicale divorò gli ex comunisti). Una volta erano definiti “utili idioti” per l’Unione sovietica, oggi lo sono per i grandi capitalisti, compresi quelli “filantropi”, che favoriscono l’immigrazione incontrollata, le perniciose vaccinazioni di massa, la distruzione dello Stato sociale, del lavoro sicuro, della scuola tradizionale, della famiglia, ecc.
Le immagini: elaborate con l’intelligenza artificiale generativa attraverso Google Gemini secondo la licenza per uso libero e gratuito.
Rino Tripodi
(Pensieri divergenti. Libero blog indipendente e non allineato)


















