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Terrestri troppo buoni…

L’episodio “L’ambasciatore” della splendida serie televisiva “Ai confini della realtà” si conclude con un finale a sorpresa che rovescia le nostre comuni convinzioni e prospettive, soprattutto odierne, in un mondo dove una catastrofe nucleare appare sempre più probabile

Rino Tripodi by Rino Tripodi
23 Gennaio 2026
in CINEMA-MUSICA, MONDO E GLOBALIZZAZIONE, RECENSIONI, TEMATICHE CIVILI, VIDEO-CLIP
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Terrestri troppo buoni…
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L’episodio “L’ambasciatore” della splendida serie televisiva “Ai confini della realtà” si conclude con un finale a sorpresa che rovescia le nostre comuni convinzioni e prospettive, soprattutto odierne, in un mondo dove una catastrofe nucleare appare sempre più probabile

Quasi tutti coloro che non sono più giovani, ma che erano bambini o ragazzini negli anni Sessanta/Settanta dello scorso secolo, ricordano con estrema nostalgia i telefilm della serie Ai confini della realtà (The Twilight Zone), trasmessi prima negli Stati uniti e qualche anno dopo sulla Rai. Ed esisteva anche un’altra serie analoga e concorrente: Oltre i limiti (The Outer Limits).
Una fantascienza di qualità, con episodi unici autoconclusivi che duravano circa mezzora. Con finale a sorpresa. Storie tratte spesso da racconti dei più grandi scrittori di fantascienza dell’epoca, genere che all’epoca viveva la propria stagione aurea.

Una serie di qualità durata ben 330 episodi
Era una fantascienza diversa da quella dei film degli anni sul finire del XX Secolo, per non dire di quella dal 2000 in avanti. Senza voler fare di tutta l’erba un fascio e pur riconoscendo la creazione di opere anche valide, i film più recenti si caratterizzano per sceneggiature banali, violenza, splatter, effettacci e colonne sonore rumorosi. Del resto, si può anche affermare con certezza che tutta la tv, compresa quella italiana, trasmetteva programmi dalla qualità infinitamente superiore a quelli odierni.
Le storie di Ai confini della realtà avevano una valenza spesso poetica, filosofica, con spunti di riflessione sociale, morale, politica. A volte cadevano nello zuccheroso e nel buonista, ma spesso davano i brividi, con quei finali sconvolgenti che rovesciavano ogni precedente prospettiva. Alle prime cinque stagioni del 1959-64 seguirono altre tre serie: nel 1985-89 (tre stagioni); nel 2002-2003 (una sola stagione) e nel 2019-2020 (due stagioni), per un totale di ben 330 episodi.
Sebbene la critica concepisse sempre giudizi molto positivi, l’accoglienza del pubblico fu alterna: forse si trattava di un prodotto troppo raffinato per gli spettatori Usa, mentre, almeno all’epoca, il genere fantascientifico era poco apprezzato in Italia.
Storie indimenticabili
Moltissimi episodi sono divenuti dei cult. Tra quelli più ricordati – anche dalla nostra impressionabile memoria bambina – ne citiamo solo due. Tempo di leggere (Time Enough at Last, 1959, trasmesso come primo episodio assoluto in Italia nel 1962), con protagonista Burgess Meredith, narrava di Henry Bemis, mite e insignificante impiegato di banca, povero ometto che ama leggere. I libri costituiscono la sua sola consolazione a una vita frustante. Purtroppo, presagio dei distopici tempi odierni già immaginati nel 1953 dal romanzo Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, sia la frenetica società capitalista, sia il capufficio, sia la moglie, odiano tale attività e lo tormentano.
Sulla Terra avviene l’apocalisse nucleare e il povero Bemis, unico superstite, pensa che finalmente potrà per tutta la vita che gli rimane dedicarsi alla lettura. Ma rompe per caso i propri occhiali, tutto è distrutto e nessuno potrà ripararglieli (potete vedere qui il brano finale). Certo, a distanza di anni, con l’uso della fredda ragione, ci sarebbe da chiedersi come fa Bemis a sopravvivere alle radiazioni e se, tra le macerie, non potrebbe trovare un negozio di ottica con un paio di occhiali…
Alieni cattivissimi…
Ancora più brividi finali nell’episodio del 1961 Chi è il vero Marziano? (Will the Real Martian Please Stand Up?). È atterrato un disco volante e la polizia cerca l’extraterrestre all’interno di un caffè, dove sono riparati i viaggiatori di un autobus bloccato dalla neve. Le indagini non portano ad alcunché e l’autobus riparte. Dentro il locale restano il barista e un altro avventore. Il finale è doppiamente spiazzante e si può ammirare per intero qui).
Gli alieni sono protagonisti anche nell’episodio L’ambasciatore (vedilo qui), che fa parte della prima stagione della seconda serie di telefilm ed è stato trasmesso per la prima volta nel 1986. Alle Nazioni unite (Onu) si sta litigando, in particolare i rappresentanti di Usa e Unione sovietica, su come accogliere gli alieni, del quale arrivo è stata data da poco la notizia: benevolmente o cercando di distruggerli?
Nel bel mezzo del dibattito compare una sorta di ologramma dell’ambasciatore rappresentante gli alieni, che rivela che la vita umana sulla Terra è stata sperimentalmente creata da loro. Purtroppo l’evoluzione dei terrestri si è rivela una delusione e le astronavi aliene distruggeranno l’intera vita sul pianeta. I rappresentanti delle nazioni della Terra intendono che gli alieni sono delusi dalle continue guerre, conflitti, violenze presenti nello sviluppo umano e chiedono appena 24 ore per negoziare ed evitare così l’apocalisse.
Grazie a trattative e negoziati frenetici e disperati, si giunge a un accordo di pace perpetua, che viene presentato all’ambasciatore. Questi si fa una bella risata e chiarisce che la delusione da parte degli alieni deriva dal fatto che loro allevano combattenti spietati per tutto l’universo e i terrestri non si sono rivelati tali: troppo pacifici e poco violenti. Perciò viene confermata la distruzione del nostro mondo.
Gli “ambasciatori” odierni…
Con la Storia umana alle spalle caratterizzata da stragi e genocidi e in un periodo nel quale sembra che siamo sempre più vicini a una guerra nucleare e quindi alla catastrofe finale (leggi pure Verso il massacro nucleare? o La cupa minaccia nucleare che grava sul mondo), il contenuto de L’ambasciatore può apparire assurdo. Eppure, se guardiamo alle scoperte astronomiche e astrofisiche degli ultimi decenni, vediamo che l’universo è davvero violento, distruttivo, poco adatto alla vita (raggi cosmici, radiazioni, buchi neri, stelle di neutroni, supernove, asteroidi e comete impazziti ecc.).
La Terra pare essere un’eccezione tra i pianeti solari ed extrasolari. Sembra un miracolo che, dopo miliardi di anni, grazie a mille fattori (quali il Sole, una stella non troppo vicina né troppo lontana, un campo magnetico che ci protegge, la Luna, un satellite che ci stabilizza e crea le maree, l’atmosfera, l’acqua in abbondanza e gli oceani, i mari, le correnti, i venti, ecc. ecc.), si sia evoluta, non sia stata ancora distrutta e consenta la vita. D’altra parte pure la vita sul nostro pianeta è regolata dalla violenza, dalla sopraffazione, dalla legge del più forte (la catena alimentare…). Se tali leggi naturali e biologiche, come quelle astrofisiche, valgono per tutto l’universo, c’è poco spazio per visioni idilliache e buoniste…
Infine, sembra che i poteri forti globali la pensino come l’ambasciatore del telefilm: fino a oggi le potenze nucleari terrestri avevano evitato di giungere a scontri frontali, anche per il rischio di una spaventosa e tragica guerra nucleare. Troppo pacifiche, no? Così, da qualche anno, in particolare gli Stati dell’Unione europea, stanno avviandosi verso la guerra e un conflitto aperto con la più grande potenza nucleare del pianeta. Anche per von der Leyen, Starmer, Merz, Macron, Rutte, Kallas e compagnia brutta, i terrestri erano troppo buoni e pacifici? [Leggi pure Come gli alieni conquistarono la Terra…].

Le immagini: a uso libero e gratuito da Pixabay secondo la Licenza per i contenuti (elaborazioni di TheDigitalArtist e Thomas Budach).

Rino Tripodi

(Pensieri divergenti. Libero blog indipendente e non allineato)

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Tags: Ai confini della realtàalienifantascienzafocusguerraL’ambasciatoremarzianiOltre i limitipacetelefilmuniverso
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