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Home MONDO E GLOBALIZZAZIONE

La “guerra titanica” per il dominio sul geospazio

Nel saggio “Operazione satellite” (Paesi edizioni) Frediano Finucci racconta il conflitto invisibile che, a centinaia di chilometri dalla Terra, sta impegnando Cina, Russia, Ue e Usa insieme alle più potenti multinazionali delle telecomunicazioni

Giuseppe Licandro by Giuseppe Licandro
1 Novembre 2023
in MONDO E GLOBALIZZAZIONE, RECENSIONI, TEMATICHE CIVILI, WEB E NUOVE TECNOLOGIE
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Nel saggio “Operazione satellite” (Paesi edizioni) Frediano Finucci racconta il conflitto invisibile che, a centinaia di chilometri dalla Terra, sta impegnando Cina, Russia, Ue e Usa insieme alle più potenti multinazionali delle telecomunicazioni

Dopo la ripresa delle ostilità tra israeliani e palestinesi, innescata dagli attacchi di Hamas del 7 ottobre scorso, il mondo è nuovamente in fibrillazione. I venti di guerra sono tornati a soffiare in Medioriente proprio mentre s’intravedeva qualche spiraglio di pace nella Guerra d’Ucraina.
In Slovacchia, infatti, le recenti elezioni politiche hanno sancito la vittoria di Robert Fico, leader filorusso della Direzione – Socialdemocrazia (Smer), da sempre contrario all’invio di armi al governo di Kiev. Anche negli Stati uniti, del resto, una parte dell’opinione pubblica auspica da tempo la fine delle ostilità, come testimoniano alcuni articoli pubblicati sul New York Times e sul Washington Post (vedi Gianandrea Gaiani, Guerra in Ucraina: negli Usa il vento sta cambiando).

Il “traffico geospaziale”
Lo scontro armato tra russi e ucraini si sta combattendo anche nel geospazio, come sostiene il giornalista Frediano Finucci nel saggio Operazione satellite. I conflitti invisibili dalla Guerra fredda all’Ucraina (Paesi edizioni, pp. 128, € 14,00), nel quale rivela che «i paesi della Nato […] hanno messo a disposizione di Kiev, oltre che le armi, i loro satelliti militari e civili, che si sono dimostrati decisivi sul campo».

Secondo l’Agenzia spaziale europea (Esa), attorno alla Terra gravitano «circa 12.480 satelliti, di cui però solo 4.900 ancora funzionanti». Nove stati (Cina, Corea del Nord, Francia, Giappone, Italia, Iran, Pakistan, Russia, Usa) possiedono i missili adatti a mandarli in orbita, ma dal 2008 può farlo anche il miliardario americano Elon Musk, proprietario dell’azienda SpaceX che fabbrica i vettori Falcon. Informazioni attendibili sul “traffico geospaziale” si trovano nei siti internet dell’astrofisico Jonathan McDowell e dell’archeologo Marco Langbroek, che lo monitorano da alcuni anni (vedi www.planet4589.org; www.langbroek.org).
L’uso militare del Gps
Il primo satellite artificiale (lo Sputnik 1) fu lanciato in orbita dai sovietici il 4 ottobre 1957, ma dal 1973 furono gli Usa a prendere decisamente il sopravvento nella competizione geospaziale. Gli scienziati americani, infatti, crearono il Global positioning system (Gps), un complesso metodo di rilevamento satellitare della longitudine e della latitudine degli oggetti posizionati sul suolo terrestre. Il Gps ebbe «una primaria applicazione in ambito militare con i missili di precisione […] guidati da questo sistema» e fu sperimentato con efficacia nel 1991, durante la Prima guerra del Golfo.
Nei decenni seguenti varie nazioni adottarono modalità di navigazione alternative al Gps, in particolare la Russia con il Glonass (1995) e la Cina con il BeiDou (2005). Nel 2016 è stata l’Unione europea a rendere operativo il sistema di posizionamento Galileo, mentre recentemente anche il Giappone e l’India hanno avviato due progetti per la costruzione di costellazioni satellitari autonome.
Sabotaggio e spionaggio satellitare
Finucci svela che, per manomettere un sistema di telecomunicazioni satellitari, vengono generalmente adottate due tecniche di sabotaggio. La prima (jammer) consiste nell’invio di «potenti onde elettromagnetiche che interferiscono con il segnale dei satelliti». La seconda (spoofer) nello «sferrare ad un’infrastruttura satellitare un attacco informatico […] in modo che […] invii ai ricevitori a terra dei dati non corretti». Viene praticato, inoltre, lo stalker, lo spionaggio tramite piccoli veicoli spaziali che «si insinuano silenziosamente nelle orbite di quelle più grandi e vi ronzano intorno per periodi più o meno lunghi».

I primi casi di sabotaggio sono avvenuti dopo l’occupazione russa della Crimea, che nove anni orsono ha provocato la ripresa della Guerra fredda. Gli hacker russi hanno danneggiato le infrastrutture telematiche ucraine, ma il 1° aprile 2014 un imponente attacco informatico (sferrato probabilmente dall’Australia o dal New Mexico) è riuscito a disattivare il Glonass per ben 13 ore!
I satelliti nella Guerra d’Ucraina
Il 24 febbraio 2022, un’ora prima dell’invasione russa, un sabotaggio telematico ha danneggiato il Ka-Sat, il servizio satellitare commerciale di proprietà dell’azienda americana Viasat, utilizzato in Ucraina per la connessione a internet. La conseguenza immediata è stata la paralisi dell’esercito ucraino che si è trovato «senza mezzi di comunicazione, con l’artiglieria che di fatto non aveva istruzioni su dove sparare».

In soccorso del governo di Kiev è intervenuto prontamente il tycoon Musk, che ha messo a disposizione del presidente Volodymyr Zelens’kyi le stazioni di Starlink – «una costellazione di migliaia di piccoli satelliti che consente di creare una connessione internet in assenza di infrastrutture terrestri» – permettendogli così di coordinare la resistenza militare e mantenere i contatti con il resto del mondo. Sembra che Starlink venga adesso utilizzata dagli ucraini anche per scopi bellici, «in particolar modo per far condurre velivoli senza pilota con esplosivo».
La scacchiera geospaziale
Nella seconda parte del Novecento americani e russi costruirono dei satelliti spia «per tenersi d’occhio […] e a volte disturbare il segnale dell’avversario». Nel XXI secolo, invece, il principale rivale della Casa bianca è diventato il governo di Pechino, come testimonia il caso del pallone aerostatico cinese, abbattuto il 7 febbraio scorso mentre sorvolava una base militare nel Montana (vedi Nuccia Bianchini Gli Usa hanno abbattuto il pallone spia cinese).

Il geospazio è ormai configurato come una specie di scacchiera dove le grandi potenze «cercano di muovere le loro pedine (i satelliti) in maniera silenziosa e, a volta, aggressiva», usando strumenti di controllo (laser, radar, telescopi, ecc.) che sono anche in grado d’interferire nel “traffico geospaziale”. La Terra, quindi, si è trasformata in «una sorta di gigantesco panopticon», perché – grazie anche all’uso dell’intelligenza artificiale – ormai «tutti possono vedere […] tutto di tutti» (vedi Il «regime dell’informazione» nell’età postmoderna).
Gli usi civili e pacifici dei satelliti
La maggior parte dei satelliti – per fortuna – viene usata per «importantissimi scopi civili e pacifici». Oltre alle telecomunicazioni, infatti, essi sono adoperati per le rilevazioni metereologiche oppure per avvistare incendi, relitti nei fondali marini, gruppi di persone disperse, ecc.

Un nuovo programma di ricerca cinese prevede il lancio di palloni areostatici dotati di pannelli solari, in grado di assorbire «in quantità notevole l’energia solare per poi trasmetterla sotto forma di microonde a delle stazioni terrestri». Altri progetti mirano a implementare l’“internet quantistico”, un sistema ultraveloce di connessione web che consentirà «di inviare fotoni singoli senza perdita di segnale a distanze incredibili».
Sono stati avviati, inoltre, alcuni importanti studi per sviluppare un rivoluzionario metodo di propulsione che consentirebbe di utilizzare come carburante per i satelliti e i razzi solo l’«elettricità acquisita tramite normali pannelli solari».
Le nuove “sette sorelle”
Alla competizione geospaziale stanno prendendo parte anche le nuove “sette sorelle”, cioè le maggiori aziende multinazionali delle telecomunicazioni (Alphabet-Google, Amazon, Apple, Meta-Facebook, Microsoft, Starlink-Twitter, Tik Tok) che hanno ormai «la possibilità di influenzare gli uomini e i governi come mai era successo prima». Alphabet-Google, Amazon e Starlink-Twitter – in particolare – sono le imprese più attrezzate nell’ambito della tecnologia satellitare e, in virtù dell’immenso potere di controllo e condizionamento acquisito, possono incidere profondamente sul piano economico-politico e orientare l’andamento degli eventi storici.

È in corso, quindi, una “guerra titanica” che – a centinaia di chilometri dalla Terra – sta impegnando la Cina, la Russia, la Ue e gli Usa, insieme ai più potenti magnati del pianeta (Jeff Bezos, Bill Gates, Musk, Sundar Pichai, Mark Zuckerberg, ecc.). E il suo esito potrebbe risultare catastrofico per l’intera umanità.

Le immagini: satellite artificiale in orbita intorno alla Terra (foto di Adis Resic, concessa a uso gratuito per https://pixabay.com); scacchiera (foto di Tima Miroshnichenko, concessa a uso gratuito per www.pexels.com); antenna parabolica (foto di Sonic, concessa a uso gratuito per www.pexels.com ).

Giuseppe Licandro

(LucidaMente 3000, anno XVIII, n. 215, novembre 2023)

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Tags: cinaeuropaFinuccifocusgeospazioguerraRussiasatellitiusa
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