Il saggio “L’altra faccia della storia” (Byoblu Edizioni) di Manlio Dinucci è una sorta di memorandum delle nefandezze commesse dalla civiltà europea, poi statunitense o occidentale, nei confronti delle popolazioni degli altri continenti. Un raccapricciante elenco di genocidi, sfruttamento, espropriazione delle risorse naturali… Ma le altre civiltà sono state meno sanguinarie? E possiamo spezzare questa catena del Male?
Un volume terribile, insostenibile, che si fa fatica a leggere. Pagine e pagine con resoconti di raccapriccianti angherie, soprusi, sfruttamento di esseri umani, tradimenti, trattati non rispettati, uccisioni, veri e propri massacri e genocidi, conditi da spietatezza e sadismo.
Ci aveva già saggiamente spaventati con La guerra. È in gioco la nostra vita (Byoblu Edizioni, Milano 2022, pp. 96, € 16,00). Ora Manlio Dinucci ci riempie di orrore con L’altra faccia della storia. Come per secoli l’Occidente ha dominato il mondo (Byoblu Edizioni, Milano 2025, pp. 490, € 40,00). Un volumone fisicamente pesante per le dimensioni (ben 20 capitoli) e la carta ultrapatinata lucida, con centinaia di fotografie, immagini, cartine, schede, riquadri.
Secoli di dominazione e di sangue
Il resoconto/memorandum di Dinucci comincia dal XV secolo, quando l’Europa, dopo il Medioevo, durante il quale versava in condizioni di debolezza rispetto agli altri poteri geopolitici predominanti allora sul pianeta, inizia la sua secolare storia di espansione e dominio sugli altri continenti, accompagnati da inconcepibili violenze, razzismo e sadismo. Si comincia con l’espansione verso Africa e Asia fino alla “scoperta” dell’America e il conseguente genocidio dei popoli-nazione che vi vivevano da secoli.
Si prosegue con la tratta transatlantica degli schiavi del Continente nero e si arriva, nell’Ottocento, alla spartizione europea di Africa, Asia, Oceania, con relativi, orrendi massacri commessi da tutti gli Stati “civili”. Più di un capitolo è dedicato all’imperialismo statunitense, prima nella vicina America latina, poi, fino ai giorni nostri con guerre, interventi militari, colpi di stato eterodiretti, continue ingerenze.
Dinucci, anche per la scelta cronologica, sembra voler colpevolizzare solo Europa, Occidente e Stati uniti per le nefandezze compiute. E bene ha fatto.
Ma i massacri non sono stati compiuti solo dagli occidentali…
Eppure, nel suo testo deve raccontare pure del fatto che la tratta degli schiavi, oltre che dagli Arabi, era favorita dalle stesse tribù di neri africani. Significativo è lo sconcertante episodio, narrato da Dinucci, degli stessi schiavi americani che, una volta liberati e trasferiti nel nuovo stato di Monrovia/Liberia (1821), discriminano gli autoctoni, «che vengono costretti al lavoro forzato»! E, soprattutto, il saggista evidenzia le raccapriccianti politiche di invasione, dominio e sterminio del Giappone.
E, se il saggista avesse iniziato la propria narrazione storica non dal XV secolo, ma dalle origini delle civiltà umane, avrebbe dovuto evidenziare gli orrori dei quali si sono macchiati le civiltà antiche, compresa quella romana. Ma soprattutto le barbarie commesse via via, nelle loro invasioni, da Mongoli, Arabi, Turchi (schiavitù compresa), le crudeltà degli Aztechi, i continui scontri tribali tra i Nativi americani, le guerre feudali in Oriente e molto altro ancora. Per non parlare delle più recenti guerre tra nazioni africane o asiatiche, seppure talvolta stimolate da opportunistici burattinai occidentali (leggi pure Razzismi, colonialismi, schiavitù: condanniamoli, ma tutti).
Questo infinito spargimento di sangue, questo orrore senza fine, questo farsi del male inutilmente, mentre tutta l’umanità potrebbe vivere in pace benissimo, ci spinge a elaborare alcune riflessioni che esulano dal libro di Dinucci, per cui rimandiamo il lettore interessato a Finiranno mai le nefandezze della Storia e del genere umano? No!
Le immagini: la copertina del saggio di Dinucci; elaborate con l’intelligenza artificiale generativa attraverso Google Gemini secondo la licenza per uso libero e gratuito.
Rino Tripodi
(Pensieri divergenti. Libero blog indipendente e non allineato)

















